Il futuro dell’auto

Biometano con le acque nere
Panda natural power fa da cavia
Un carburante a costo zero

Luca Zorloni

MILANO

IL TEST è partito qualche giorno fa. La prima Panda che fa il pieno di acque nere ha acceso i motori nel Motor Village di Fiat Chrysler Automobiles a Torino. Dovrà percorrere 80mila chilometri per dimostrare che il suo motore, alimentato da biometano ottenuto dalle acque reflue, funziona. E può diventare un prodotto da immettere sul mercato. Partner di Fca nel progetto è il gruppo Cap Holding, la società che gestisce il servizio idrico nei comuni dell’hinterland di Milano e in città delle province di Pavia, Como, Monza e Varese. La Panda a metano di fognatura ha bruciato i primi chilometri per spostarsi da Torino al capoluogo lombardo, dove circolerà nei prossimi mesi per essere sottoposta ai test del centro ricerche di Fca, che dovrà valutare quali effetti può avere un biometano da acque reflue sul motore del veicolo. D’altronde proprio a Milano si trova la colonnina di rifornimento che fa al caso della vettura ecologica. Cap Holding ha installato un impianto di produzione a biometano presso il deputatore di Bresso-Niguarda, alla periferia nord della città.

LA STRUTTURA sperimentale è la prima bio-raffineria del gruppo, che punta a trasformare i suoi depuratori in miniere capaci di estrarre gli scarti utili dei rifiuti che drenano. Cap, che punta in tempi brevi ad aprire nel Milanese il primo distributore di biometano a chilometro zero, ha osservato dai suoi studi che « il solo depuratore di Bresso potrebbe arrivare a produrre quasi 342 mila chilogrammi di biometano, sufficienti ad alimentare 416 veicoli per 20 mila chilometri all’anno: oltre 8 milioni e 300mila chilometri, equivalenti a oltre duecento volte la circonferenza della Terra». Il modello di Panda scelto per il test è la Natural power. È dotata di un motore bicilindrico TwinAir di 0.9 centimetri cubi, «in grado di erogare 80 cavalli quando alimentata a gas naturale – precisa Fca –. Commercializzata dalla fine del 2006, dall’anno successivo è stata la vettura a gas naturale più venduta in Europa e alcune settimane fa ha superato l’importante traguardo dei 300 mila esemplari prodotti».

STUDI APPLICATI ai consumi di una Fiat Panda alimentata a metano evidenziano che il modello produce emissioni del 31 per cento inferiori a quelle del medesimo modello alimentato a benzina. Se si mescolano gas naturale e quota del 40 per cento di biometano, il taglio della frazione inquinante diminuisce del 57%. «In pratica, una riduzione d’inquinanti pari a quella ottenuta da una vettura elettrica ricaricata con l’attuale mix energetico europeo – scrivono Fca e Cap Holding –. Se poi – come accadrà nella sperimentazione con il Gruppo Cap – la Fiat Panda sarà alimentata al 100% con biometano estratto da reflui fognari, la riduzione di emissioni di CO2 può raggiungere il 97%: in sostanza quanto una vettura elettrica rifornita con «corrente» proveniente per intero da fonti rinnovabili, come l’eolico». Per Cap il progetto è strategico: significa produrre valore da quello che al momento è un centro di costo. L’azienda a controllo pubblico ha un patrimonio di quasi 800milioni di euro e un capitale investito che supera il miliardo ed è tra le più importanti monoutility del panorama italiano.

NELL’ULTIMO anno Cap ha anche aperto la trattativa con Core, il Consorzio di recuperi energetici di Sesto San Giovanni per la creazione di un Polo di ricerca delle tecnologie ambientali, primo in Italia, con la collaborazione dei partner del progetto europeo Smart Plant, tra cui l’Università di Verona, il Politecnico di Milano, l’Università Bicocca e il Cnr.


Volkswagen Svolta elettrica: trenta nuovi modelli entro il 2025

MILANO

VOLKSWAGEN È PRONTA alla svolta elettrica. Uscita dal Dieselgate del 2016 con conti in utile e vendite aumentate che ne fanno l’azienda automobilistica numero uno al mondo, grazie alla spinta delle vendite nel mercato cinese, il colosso tedesco si appresta a entrare in massa nel settore della mobilità elettrica. «Oltre dieci nuovi modelli elettrici entro la fine del 2018 e più di trenta entro il 2025», è l’annuncio che ha fatto l’amministratore delegato dell’azienda, Matthias Mueller, alla presentazione dei dati di bilancio del colosso di Wolfsburg. Il sorpasso sui giapponesi di Toyota dà nuova linfa ai piani della società tedesca, che ora ha messo in cima alla propria agenda la conquista del segmento dell’auto elettrica.

In 24 mesi, entro la fine del prossimo anno, Volkswagen immetterà sul mercato dieci modelli elettrici, alimentati attraverso una batteria. Il traguardo al 2025 riguarda 30 vetture full electric. Le linee guida sono nel piano pluriennale dell’azienda, che assegna proprio ai motori elettrici uno degli assi di sviluppo strategici del gruppo. Volkswagen, d’altronde, ha buone quote di mercato in Cina, dove le vendite di auto elettriche hanno un andamento positivo, benché i numeri siano ancora piccoli rispetto al parco veicoli del Paese di Mezzo. Per questo in Cina Volkswagen ha preso contatti con l’orientale Jac.

L’OBIETTIVO è di sviluppare veicoli elettrici a basso prezzo per entrare in forze nel mercato di Pechino. Anche in Nord Europa, altro mercato di riferimento per il colosso tedesco, le auto elettriche hanno una buona diffusione, spinte dai forti incentivi allocati dai governi. Mueller tuttavia non ha intenzione di cancellare i modelli a diesel. «Continueremo a evolverli – ha dichiarato alla presentazione del bilancio –. Spiace che il diesel, anche per colpa nostra, sia stato screditato, perché le Euro 6 sono pulite». L’offerta, insomma, punta a un bouquet di veicoli ad alimentazione differente. Il gruppo è a caccia di partner per sviluppare batterie in grado di reggere le prestazioni che vuole assegnare ai propri veicoli. «Non trascureremo la tecnologia convenzionale di alimentazione, ma la ottimizzeremo e al tempo stesso espanderemo il portafoglio di vetture elettriche – ha aggiunto l’ad –. Prevediamo che i volumi aumenteranno sensibilmente entro quel periodo e diventeremo gradualmente leader mondiali nella mobilità elettrica».

Luca Zorloni

Di | 2017-03-28T15:52:39+00:00 28/03/2017|Focus Meccanica|