Economia circolare e biometano
Hera lancia un nuovo bond verde
per finanziare progetti ambientali

Riccardo Rimondi
BOLOGNA

BIOMETANO e riciclo per cercare di mettere d’accordo crescita e sostenibilità ambientale. Sono due delle direttrici su cui si muove Hera, multiutility con sede a Bologna e operativa in circa 350 comuni italiani, sul fronte dell’economia circolare, diventato un tema chiave nelle politiche economiche degli ultimi anni. Un tema particolarmente sensibile per una società operativa nella raccolta dei rifiuti, nel settore idrico e nell’energia, quotata in Borsa, forte di un fatturato di 6,6 miliardi di euro e di quasi 9.000 dipendenti. E che, il 26 giugno, ha emesso il secondo green bond della sua storia: il titolo è a otto anni, con rendimento dell’1,084%. Il valore dell’emissione è di 500 milioni di euro e la domanda è stata pari a sette volte l’offerta. I fondi raccolti, ha spiegato l’azienda, «saranno usati per finanziare o rifinanziare numerosi progetti, già effettuati o previsti nel piano industriale al 2022, che perseguono uno o più degli obiettivi dell’Agenda Onu 2030».

E COSÌ, tra ciclo tecnico e ciclo economico, il gruppo bolognese mette in campo diverse iniziative. A partire dal riciclo, ambito in cui Hera nel 2017 ha messo a segno l’acquisizione di Aliplast, società trevigiana fondata nel 1982. Un’azienda che è in grado di recuperare o riciclare oltre il 90% dei volumi di plastica lavorati ogni anno, elemento che ne fa uno dei leader italiani nel riciclo della plastica. Tra le azioni più rilevanti, quelle messe in campo nel distretto della ceramica di Formigine e Imola: qui Aliplast ha installato nelle aziende partner alcuni macchinari di stoccaggio e pressatura per il recupero del materiale plastico usato per l’imballaggio della ceramica. I rifiuti vengono portati nello stabilimento di Treviso, macinati, estrusi in bobine e rivenduti alle stesse industrie per gli stessi utilizzi. Un processo paragonabile a quello che l’azienda mette in campo nell’industria degli pneumatici.

ALTRO campo su cui si sta muovendo Hera è quello dell’energia. L’anno scorso, a Sant’Agata Bolognese, il gruppo ha inaugurato il suo impianto per la produzione di biometano, su cui ha investito 37 milioni di euro. L’impianto è in grado di trattare ogni anno, a regime, 100mila tonnellate di rifiuti organici prodotti dalla raccolta differenziata e altre 35mila tonnellate derivanti dalla raccolta di verde e potature. Il risultato sono 7,5 milioni di metri cubi di biometano, combustibile rinnovabile al 100%, e 20mila tonnellate di compost, per un risparmio di 14.600 tonnellate di CO2.

IL BIOMETANO di Sant’Agata ha trovato presto un’applicazione pratica alimentando quattro autobus e una ventina di taxi a Bologna. Ma già quando l’impianto era solo un progetto, era stato tra i tasselli fondamentali che hanno permesso a Hera di entrare nel programma CE100 della Fondazione Ellen MacArthur, che coinvolge le principali aziende capaci di distinguersi per l’impegno nella transizione verso un’economia circolare. Oggi, il biometano di Hera ha la certificazione di Bureau Veritas: ogni singolo metro cubo ha una sua origine, un luogo di provenienza e le caratteristiche del rifiuto da cui è stato ricavato.

PARTICOLARMENTE proficua anche la collaborazione con aziende esterne, come Eni. Con il Cane a sei zampe, a novembre dell’anno scorso, è stata siglata una partnership per trasformare nella bioraffineria di Venezia gli olii vegetali esausti (per esempio quelli di frittura) raccolti da Hera in green diesel. La riduzione di emissioni inquinanti dovrebbe arrivare al 40%. Di poche settimane dopo è invece la nascita di Lux-on, nuova società di Bio-on in cui la multiutility è socia al 10% (ma potrà salire fino al 49,9%) per produrre bioplastica utilizzando la CO2 catturata dall’atmosfera. I LABORATORI e il primo impianto saranno costruiti entro quest’anno a Castel San Pietro Terme. Negli stessi giorni Herambiente, azienda del gruppo e primo operatore nazionale nel trattamento dei rifiuti, ha vinto la gara per la bonifica del porto di Chioggia: un modo per festeggiare in anticipo i dieci anni della società, nata l’1 luglio 2009.