IL FUTURO DEGLI SCALI MONDIALI

Boom dei voli, aeroporti al collasso
Tecnologie per snellire le partenze
Ci imbarcheremo con un selfie

Pino Di Blasio
BUDAPEST

LA VOSTRA FACCIA sarà la carta d’imbarco, il vostro bagaglio sarà tracciato con lo smartphone, e non andrete voi all’aeroporto, ma sarà l’aeroporto a venire da voi. Inoltre, ci sarà una blockchain per condividere i dati tra i vari aeroporti, un pos speciale per gli acquisti negli scali di tutto il mondo, wifi in volo con la tecnologia Gsm e 5G, manutenzione degli aerei nel tragitto e informazioni in tempo reale sulla riprogrammazione del vostro viaggio in caso di cancellazioni o turbolenze atmosferiche. Benvenuti nel futuro del trasporto aereo, salite a bordo assieme all’intero mondo che ha deciso di muoversi nei cieli. A Budapest, nel summit europeo voluto da Sita, la società internazionale delle tecnologie aeronautiche che ha un business di 2 miliardi di euro l’anno e fornisce soluzioni a compagnie e aeroporti, è stata tracciata la rotta per un domani sempre più vicino. Bastano pochi numeri per capire che bisogna reinventare il volo.

«NEL 2017 hanno volato 4 miliardi e 80 milioni di passeggeri nel mondo, tra 15 anni il numero salirà a 7,8 miliardi – elenca Sergio Colella, presidente di Sita Europa –. Aerei e aeroporti non bastano per soddisfare una domanda che decolla ogni anno. Solo per restare in Europa, nel 2035 la domanda di volo per 237 milioni di passeggeri rischia di restare inevasa. Questo nonostante il 31 agosto si sia battuto il record di voli in un solo giorno: 36.996 aerei sui cieli del mondo». In pratica il 70% della popolazione europea potrebbe restare a terra. Realizzare nuovi aeroporti è impensabile, soprattutto in Europa. Tempi troppo lunghi, procedure interminabili, basti pensare al paradosso della nuova pista dell’aeroporto di Peretola, a Firenze. «Negli ultimi anni, nella Penisola Arabica, hanno realizzato una cinquantina di nuovi scali – continua Colella –, ma non può essere questa la risposta per soddisfare una domanda che è esplosa. Le uniche soluzioni verranno dalla tecnologia».

VANNO RIDOTTI drasticamente i tempi passati negli aeroporti: per questo le compagnie e le società di gestione degli scali hanno in programma di investire 40,6 miliardi di dollari sulle tecnologie. La biometria è la nuova frontiera: il volto come boarding pass, basta metterci la faccia per snellire tutti i controlli, dal check in ai bagagli, passando per l’imbarco. Così ci sarà anche più tempo per fare acquisti e far crescere i ricavi ancillari degli aeroporti, una bella fetta del business. L’identità biometrica sarà la priorità degli investimenti in tecnologia per il 70% delle compagnie aeree e per poco meno dell’80% degli aeroporti. In alcuni scali la faccia è già un lasciapassare per eliminare code e controlli. La cosa però non è affatto semplice, spalanca dibattiti sulla gestione dei dati, dei profili, sulla sicurezza della propria identità. «Le compagnie aeree e gli aeroporti stanno investendo nella biometria per fornire ai passeggeri un modo sicuro per l’identificazione nelle diverse fasi del viaggio – fa notare Barbara Dalibard, ceo di Sita –. Una tecnologia che si è rivelata un successo in tutti gli aeroporti del mondo in cui l’abbiamo implementata. L’integrazione di questa tecnologia pone però delle sfide, come le diverse legislazioni con cui interfacciarsi, che possono scoraggiare compagnie aeree e aeroporti. Per arrivare al risultato di un viaggio senza intoppi, compagnie, aeroporti e agenzie governative devono collaborare ».

SPAZIO anche per i bagagli. Su un totale di oltre 4 miliardi di bagagli trasportati, 5,57 su mille vengono ‘disguidati’, cioè vanno da un’altra parte. Uno su mille, poco più di 4 milioni di valigie, è stato definitivamente perduto, per un costo totale di 2,3 miliardi di euro. Anche su questo fronte, a Budapest sono state presentate innovazioni tecnologiche, come bagagli tracciati in tutti i passaggi e controllabili dal proprio telefonino. I big data verranno in soccorso anche in caso di voli cancellati. Sempre Colella illustra le soluzioni per risparmiare tempo negli aeroporti: «Sistemi operativi rimoduleranno la giornata di un aeroporto, studiando nuove routine, liberando un gate quando si prevedono condizioni meteo pessime. Saranno informati anche i passeggeri e riorientati senza costringerli a snervanti attese».

Da casa al gate Il modulo-navetta dell’italiana Next strega gli emiri

BUDAPEST

ALBERTO MATTIELLO (nella foto), docente di Digital Innovation alla Bocconi e autore di ‘Mind the change, Capire il cambiamento per progettare il futuro’, ha sollevato il sipario sulle invenzioni più sfavillanti nel mondo dell’aviazione civile. Sono bastate due slide su Cape Canaveral, su quegli shuttle abbandonati al loro destino di relitti, mostrate da Mattiello – che vive a Miami e conosce bene quel cimitero dei sogni spaziali – per mettere in guardia i partecipanti al summit. Tra robottini semoventi per portare pacchi, documenti o piccoli bagagli in aeroporto (si chiama Yape e ti segue come un cagnolino), app per evitare valigie e trovare nell’albergo tutto il guardaroba che ti serve, sistemi per rifornire aerei e per indirizzare l’audio come fasci di luce, riservando comunicazioni a ogni individuo sul proprio volo, sul gate e su quant’altro (brevetto Holosonic), l’idea più affascinante è quella di Next Future Trasportation.

UNA STARTUP ITALIANA, fondata tra gli altri da Tommaso Gecchelin, che ha convinto i cinesi a investire nel capitale e ha attirato l’attenzione degli Emirati Arabi in vista dell’Expo 2020 a Dubai. L’invenzione di Next è roba per ultravip: l’aeroporto viene a prenderti a casa. Sotto forma di cabine mobili, che possono aggregarsi fino a formare serpentoni modulari, che caricano i passeggeri, permettono loro di fare il check in e spedire i bagagli, per poi fare shopping o prendersi un caffè. Il modulo Next li porterà fino a sotto la scaletta dell’aereo, bypassando l’aeroporto. Il design accattivante e l’esclusività del servizio hanno stregato gli emiri. p. d. b.

Di |2018-10-08T14:26:31+00:0008/10/2018|Imprese|