IL DOPO VOTO

I mercati attendono le mosse di Bruxelles
«Fiducia nell’intesa tra partiti europeisti
Ma attenzione ai titoli sovrani italiani»

Elena Comelli
MILANO

LO SPREAD Italia-Germania è in aumento e la Grecia sembra più vicina. Ma il quadro complessivo emerso dalle elezioni europee scongiura lo scenario più temuto dai mercati, quello della vittoria dei sovranisti, che avrebbe condotto a una frammentazione politica insidiosa e al fallimento del progetto unitario, aprendo la porta a crescenti incertezze deleterie per i singoli Paesi, specialmente per i più vulnerabili come l’Italia. Il Parlamento europeo che esce dal voto, invece, vede i sovranisti in netta minoranza e talmente divisi da rendere improbabile che formino un fronte unito, il che dovrebbe lasciare mano libera ai partiti tradizionali.

POPOLARI e socialdemocratici potranno allearsi con i liberali o con i verdi per conseguire la maggioranza, una prospettiva considerata tranquillizzante dai mercati. Motivo di più, secondo molti gestori, per sovrappesare l’Europa, che è meno cara rispetto agli Stati Uniti e potrebbe beneficiare di un ritorno degli investitori, che si sono posizionati fuori dal Vecchio Continente. Tuttavia, l’avanzata dei populisti potrebbe aumentare la loro influenza nelle commissioni e in altri campi, ostacolando il progresso dell’integrazione europea in campo fiscale, la riforma dei mercati finanziari e l’unione bancaria. Come tradurre questo quadro in scelte concrete di portafoglio?

«NON ci aspettiamo che i mercati azionari europei reagiscano in modo aggressivo all’esito delle elezioni, in quanto altre tematiche, come la guerra commerciale Usa-Cina, probabilmente domineranno le notizie e avranno conseguenze maggiori», sostengono Roel Jansen e Hans van Zwol, di NN Investment Partners. I mercati azionari avevano già ampiamente scontato il successo dei partiti euroscettici, ma con i populisti destinati ad acquisire maggiore influenza e la minaccia di un rallentamento dell’integrazione, «i premi per il rischio richiesti sulle azioni europee potrebbero aumentare nel medio-lungo termine», aggiungono i due gestori. Se però i partiti tradizionali formeranno rapidamente una coalizione e decideranno le posizioni chiave, il progetto europeo potrebbe recuperare un certo slancio, stimolando una maggiore integrazione e consentendo di portare avanti l’agenda dell’unione finanziaria. «Il rafforzamento del quadro finanziario europeo e delle funzioni di stabilizzazione dovrebbero fornire un meccanismo migliore per reagire meglio alle potenziali crisi economiche, creando un clima favorevole alla riduzione dei premi di rischio nelle azioni europee », ragionano Jansen e van Zwol.

L’IMPATTO sui titoli sovrani, invece, «potrebbe essere diverso per i singoli Paesi», secondo i due gestori. Questo vale «soprattutto per l’Italia, dove le accresciute tensioni tra i partner della coalizione, la Lega e l’M5S, hanno spinto le speculazioni sul futuro del governo italiano», precisano Jansen e van Zwol. «Anche se la Lega ha dichiarato a seguito dei risultati che avrebbe mantenuto la coalizione, le tensioni esistenti probabilmente continueranno a emergere e il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato che, visti i risultati, la Lega dovrebbe avere maggiore voce in capitolo nell’organizzazione dell’agenda di governo. Ci sono buone ragioni per essere cauti sul debito italiano, ma i mercati potrebbero reagire positivamente ad un governo in cui la Lega ha maggiore influenza, in quanto il partito è visto come più favorevole al mercato del M5S», spiegano.

I MERCATI del credito societario, a loro volta, saranno molto più influenzati dalla politica interna italiana piuttosto che dalla politica europea. «Tra metà marzo e fine di novembre 2018, periodo di disaccordo tra il neoeletto governo italiano e le istituzioni europee, i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni sono aumentati significativamente, spingendo in su gli spread per il credito denominato in euro. Ciò evidenzia l’importanza degli sviluppi politici italiani per i mercati europei del credito societario», commentano Jansen e van Zwol. In complesso, l’impatto delle elezioni europee sarà più evidente su un orizzonte temporale più lungo termine.

Di |2019-06-03T13:07:46+00:0003/06/2019|Dossier Sostenibilità|