IL DISTRETTO LUCCHESE

Toscotec, il business in un fazzoletto
Gli specialisti della carta su misura
«Cresciamo più di tutti in Europa»

Piero Ceccatelli

LUCCA

methylprednisolone tablets dosepak 4 mg LA CITAZIONE fra le prime mille migliori piccole emedie aziende europee da parte della Borsa di Londra e l’avvio del 2018 con una dozzina di assunzioni, trasformazioni a tempo indeterminato di contratti con giovani tecnici già in azienda. Momenti d’oro per Toscotec, gioiello del cartotecnico di Lucca, distretto deltissue(e del cartone da imballaggio) fra i primissimi in Europa. Toscotec si sviluppa dagli anni ’60 come azienda bifamiliare, fra i fondatori Toschi e i Mennucci, che ne diventarono soci e, col tempo, sono rimasti soli a condurne la gestione. Dal 2015 Toscotec ha come partner il fondo italiano Sinergo di Gianfilippo Cuneo, che completò con l’acquisizione del 40% del capitale il corteggiamento all’azienda di Marlia, frazione di Capannori, a 5 chilometri dalle storiche mura cinquecentesche di Lucca. Prima di Synergo, a fine anni ‘90, Toscotec visse una fase sotto l’egida di Fabio Perini, considerato genio della cartotecnica made in Lucca e non solo. «Un periodo di grande apprendimento, mille insegnamenti e stimoli ricevuti lavorando al suo fianco», ricorda Alessandro Mennucci, 52 anni, ad di Toscotec, e seconda generazione della famiglia dopo il padre Giovanbattista, già presidente di Confindustria Lucca.

I SEGRETI che hanno portato Toscotec a procurarsi l’ammirazione della London Stock Exchange sono due. Il primo risale al 2000, quando brevettò il primo «monolucido» in acciaio al posto del tradizionale in ghisa, che richiedeva molta più energia. Il monolucido è il cilindro (7 metri di diametro) attorno al quale si asciuga il foglio di carta tissue appena creato dalla lavorazione della cellulosa. In sostanza, il «cuore» della produzione cartaria, lo snodo da cui si consegna alla seconda fase della filiera il semilavorato da trasformare in fazzoletti, tovaglioli, rotoloni da cucina, carta igienica, asciugamani per comunità. Tutti prodotti, confezionati con mille fantasie e molte lingue del mondo sul packaging, di cui Mennucci conserva campioni negli scaffali dell’azienda. Un giro del globo attraverso la carta, ormai compagna di vita dell’Occidente: negli Usa se ne consumano 23 kg pro capite all’anno e in Europa siamo sui 16-17. Addio cari fazzoletti e tovaglioli in stoffa. Una metamorfosi nei consumi su cui Toscotec continua a incidere anche con un service accurato ai clienti. È questo il secondo segreto del successo. «Facciamo abiti sartoriali», spiega Mennucci tra i padiglioni della fabbrica. Sembra un ossimoro, di fronte all’enormità dimensionale del monolucido lì a due passi. «Seguiamo i clienti in ogni necessità, prima e dopo l’impianto, pronti a cambi in corsa e a stage di formazione per i loro dipendenti e forniamo impianti chiavi in mano». Una produzione da industria pesante col cuore artigianale, diversamente dalla concorrenza austriaca e tedesca. Un modello molto italiano. «Dal 2008 una buona parte dei nuovi impianti fatti in Europa è nostro», spiega Mennucci. Toscotec ha stabilimenti in Cina per il mercato asiatico e in Wisconsin per service e vendita negli Usa. I cilindri di monolucido escono da Massa, a portata di nave per salpare verso il mondo.

MENTRE I BILANCI, chiusi con 114 milioni di fatturato nel 2017 (+25 rispetto al 2013) veleggiano verso i 150 previsti per quest’anno, Mennucci sfoggia quello che considera il più gratificante successo: «Le assunzioni. Il più anziano dei nuovi entrati è del 1991. Servivano diplomati e laureati da impiegare qui e all’estero. Altri ne cercheremo. Con una certezza: ingegneri e tecnici italiani hanno grande competenza tecnica, unita a creatività e flessibilità negli orari. Nel complesso sono i migliori al mondo».

Lucart. Shopping in Spagna, 20 milioni per rilanciare tre fabbriche

LUCCA

«IN SPAGNA abbiamo trovato disponibilità e grande competenza nella pubblica amministrazione». Parole di Massimo Pasquini, ad di Lucart, una delle più innovative realtà italiane ed europee del distretto cartario e cartotecnico, nel presentare la più recente acquisizione. Il gruppo, con sedi produttive a Porcari e Borgo a Mozzano, ha rilevato gli asset della spagnola Cel Technologies & System, che dalla scorsa estate era gestita in regime di amministrazione straordinaria. Lucart si è aggiudicata la gara per la vendita di alcuni rami produttivi ed ha costituito la «Lucart Tissue&Soap slu». Nella ragione sociale della nuova società è contenuta l’altra faccia del business nella penisola iberica: la produzione di saponi e detergenti per la persona nel settore away from home. Ovvero, quello che si occupa dei prodotti relativi all’igiene ‘fuori da casa’: nei locali pubblici, nelle comunità, sui mezzi di trasporto, sulle autostrade. Non solo fazzoletti e asciugamani, carta igienica e tovaglioli: Lucart risale a monte della filiera dell’igiene personale. Il piano prevede un investimento di oltre 20 milioni in cinque anni per l’acquisizione e il rilancio di tre stabilimenti produttivi nei Paesi Baschi, area strategica per raggiungere il mercato spagnolo e quello francese. Confermati 146 posti di lavoro, saranno riavviati gli stabilimenti per la produzione di tissue ad Aranguren e di prodotti finiti a Gunes. Ad Artziniega continuerà la lavorazione di detergenti, finora mai interrottasi. Lucart ha acquisito anche un importante impianto di ‘disinchiostrazione’, che le permetterà di sfruttare il know how acquisito nel campo del tissue ecologico, ottenuto attraverso processi di riciclo di alta qualità, nei quali il gruppo figura fra i leader internazionali. Proprio all’attenzione che in Spagna è dedicata all’economia circolare sono rivolti gli elogi che l’ad Pasquini ha espresso nei confronti della pubblica amministrazione spagnola. «In Italia invece – spiega l’ad – incertezze normative e ostacoli burocratici rendono estremamente difficile continuare ad operare in quell’ottica».

LUCART, che festeggia nel 2018 il 65° anno di attività, opera nel campo del Business Unit (business to business, away from home e consumer) con marchi di vastissima diffusione fra i consumatori come Tenderly, Tutto, Grazie Natural e Smile. Con lo shopping spagnolo, la capacità produttiva di Lucart supererà le 350.000 tonnellate all’anno di carta, con un fatturato consolidato oltre i 450 milioni di euro. La forza lavoro è di 1.500 addetti nella decina di stabilimenti distribuiti oltre che in Italia e Spagna, anche in Francia e Ungheria. p.c

Di | 2018-05-14T13:14:13+00:00 12/02/2018|Imprese|