IL CAMPUS A MODO MIO

Affitti DoveVivo, formula senza pensieri
«Tutele e assistenza per i nostri ragazzi»

Rita Bartolomei
MILANO

UN’IDEA nata dopo una vita da universitario fuoricasa? Accenno di risata al telefono: «In effetti, è così. Vale anche per Valerio Fonseca, l’altro socio fondatore. Abbiamo vissuto insieme a Milano, io studiavo alla Cattolica, lui alla Bocconi». William Maggio, 39 anni, è presidente e socio fondatore di ‘DoveVivo’, azienda milanese nata nel 2007 e specializzata nell’affitto in condivisione a studenti e giovani lavoratori. Età media dei dipendenti: 31 anni.

L’innovazione di cui siete più fieri?

«Siamo riusciti a rendere soci i dipendenti, a tutti i livelli, con un piano di azionariato diffuso. Siamo una spa non quotata, quest’operazione è stata particolarmente difficile e innovativa. Noi viviamo di condivisione, quella è la base del nostro business».

I vostri numeri?

«Lavoriamo a Milano, dove si concentra l’85% del portafoglio. Le altre piazze sono Roma, Bologna, Torino. In tutto abbiamo più di 700 appartamenti e oltre 3mila stanze. Siamo 75 dipendenti, il fatturato del 2018 si assesta sui 21 milioni».

La media dell’affitto.

«Dipende dalle città. Milano oscilla tra i 550 e i 600 euro, all inclusive. Bologna cento euro in meno».

Cosa vuol dire in concreto la formula tutto compreso?

«I nostri clienti non pagano utenze, non si devono preoccupare di attivare internet, non devono pensare alla lampadina o allo scarico otturato ».

Formula no stress. Voi prendete in affitto, ristrutturate e sub affittate. Ma il nero vi batte sul prezzo.

«Veramente non c’è una grande differenza. Penso a Bologna. Se da noi si pagano 500 euro, chi non è in regola magari dà una stanza per 430. Quando siamo arrivati in città, 4 anni fa, avevamo difficoltà nel trovare case. Ma quando abbiamo messo sul mercato il prodotto, andava e va tuttora a ruba».

Perché uno studente o un lavoratore dovrebbero affittare una stanza da voi?

«Innanzitutto per esigenze di sicurezza e tutela. Questo è un elemento distintivo fondamentale. E poi uno dei nostri valori aggiunti principali è che ci prendiamo cura dall’inizio alla fine dei nostri clienti ».

Mamma e papà degli universitari possono stare tranquilli.

«È così. Quando un figlio inizia una nuova esperienza in un’altra città, i genitori non vogliono preoccuparsi della casa, vogliono stare sereni».

Assistenza no stop.

«Le persone possono chiamare h24, sette giorni su sette, certe di avere assistenza. Un privato avrebbe difficoltà. Nella concezione standard italiana, quando uno affitta, se ne disinteressa. Invece l’inquilino ha bisogno di essere curato, seguito».

L’identikit dei vostri clienti.

«Hanno tra i 18 e i 35 anni, al 55% sono studenti. Sette volte su dieci sono italiani ma abbiamo anche stranieri da sessanta paesi del mondo. Restano in media un po’ più di un anno, 390 giorni. A Bologna gli universitari arrivano al 70%».

Nel futuro.

«Continueremo ad innovare prodotto e servizio. Vogliamo crescere ancora, allargarci in altre città».

IL DENARO NON DORME MAI
SUI MERCATI IL SILENZIO È D’ORO

ERDOGAN accusa gli Stati Uniti e i mercati per il crollo della sua moneta. In Italia esponenti importanti del governo accusano i «poteri forti» di meditare complotti per far salire lo spread sui nostri titoli del debito pubblico. In comune queste due storie hanno un solo fatto e, cioè, che sono campate per aria. Se un Paese ha una buona economia e le finanze sono sane, non esiste niente in grado di abbatterne la moneta. Persino Trump, l’uomo più potente del mondo, non può. Ha facoltà di scatenare la Quinta Flotta o di lanciare missili, ma sulle valute altrui può fare poco. E per la stessa ragione per cui nessuno può manovrare lo spread sui titoli italiani: il mercato finanziario è globale, aperto 24 ore su 24, ha tempi di reazione di millisecondi e coinvolge decine di migliaia di operatori sparsi in tutto il mondo, grandi e piccoli. In genere, poi, gli operatori, quelli che materialmente emettono gli ordini di acquisto o di vendita, sono manager. Non gestiscono, cioè, soldi propri, ma di altri. E devono rendere conto dei risultati, in base ai quali verranno poi remunerati. Non sono attenti quindi a questioni politiche, ma solo al massimo rendimento dei loro investimenti. La lira turca scende perché l’economia e lo Stato non sono proprio due modelli di gestione. Lo spread italiano è rimasto per mesi e mesi poco sopra quota 100. Adesso sta volando verso quota 300, ma non esiste alcun complotto. Quello che accade è che ogni giorno ci sono dichiarazioni allarmanti (per i mercati) di qualche esponente del governo. E tutte queste dichiarazioni hanno una cosa in comune: affermano la necessità e il desiderio di fare nuove spese, molto più alte di quello che le nostre finanze potrebbero consentirci.

POICHÉ siamo già fra i maggiori debitori del mondo (2.300 miliardi) è automatico che l’intenzione espressa dai nostri governanti di spendere in futuro con maggior forza allarmi i mercati. Il gestore del fondo con base a Austin nel Texas, a un certo punto può ritenere più interessanti altre possibilità: tutti nel mondo cercano soldi a prestito, privati e Stati. Alla fine li avrà, e alle condizioni migliori, solo chi sarà ritenuto un debitore più affidabile. Gridare al complotto non serve a niente. Non spaventa nessuno sui mercati e sembra nascondere l’intenzione di non voler essere leale con chi ci dovrebbe prestare del denaro. Pessimo inizio per chi cerca soldi. Meglio stare zitti.

Di |2018-10-02T09:24:20+00:0022/08/2018|Primo piano|