IL BUSINESS DEL RICICLO

La plastica ha una seconda vita
Corepla trascina il sistema Italia
«Siamo competitivi in Europa»

Francesco Moroni
ROMA

IL RICICLO della plastica continua a crescere e a rendere l’Italia sempre più protagonista europea. Nel 2017 è stato avviato a recupero il 43,4% degli imballaggi raccolti, permettendo al Paese di posizionarsi tra le prime grandi economie in Europa, dopo Germania e Spagna. Tra il 2005 e il 2017, la quantità di plastica riciclata è aumentata in maniera esponenziale, registrando una crescita pari al 64%, con un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, la produzione di energia e il risparmio di emissioni di CO2. Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica – a cui aderiscono oltre 2.600 aziende –, è stato responsabile dell’82% dell’aumento registrato, superando nel 2017 un milione di tonnellate di imballaggi in plastica raccolti.

UN’ECCELLENZA tutta italiana, rappresentata dai 15 flussi di materiali selezionati che permettono di ottimizzarne il riciclo e di ottenere vantaggi ambientali consistenti: sempre tra il 2005 e il 2017, infatti, grazie all’azione del consorzio si è evitato l’utilizzo di oltre 3 milioni di tonnellate di materia prima vergine (pari a oltre 300 Torri Eiffel), il consumo di 71mila GWh di energia primaria (il 15% di quella consumata in Italia nel 2016) e l’emissione in atmosfera di 6 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti (oltre 6mila voli di andata e ritorno Roma-Tokyo). Negli anni si è sviluppata un’importante industria del riciclo, tanto che nell’ultimo decennio i rifiuti in plastica avviati in discarica sono diminuiti del 43%. Gli imballaggi raccolti in Europa, nel 2016, sono stati 16,7 milioni di tonnellate (oltre il 60% di tutta la plastica raccolta) e proprio il riciclo, con il 41%, è la prima destinazione, seguita dal recupero energetico (circa il 39%) e la discarica (20%).

IL SERVIZIO DI RACCOLTA differenziata di Corepla è sempre più capillare: i Comuni serviti sono circa 7.300, pari al 97% della popolazione; 33 invece i Centri di selezione e stoccaggio per la raccolta da superficie pubblica; oltre 100 le piattaforme per il supporto sussidiario alla raccolta da superficie privata. Il consorzio si avvale di 73 impianti di riciclo (di cui 22 nell’Unione Europea) e 35 impianti di recupero energetico tra cementifici e termovalorizzatori. I numeri emergono dal ‘Green economy report’, dossier realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in occasione dei 20 anni del consorzio. «La nuova economia circolare è un fattore determinante di competitività sui mercati nazionali ed esteri – sottolinea Antonello Ciotti, presidente di Corepla –. Il nostro obiettivo è stimolare la ricerca, per innovare e arricchire le proposte nel campo del riciclo rivolte al mondo industriale. Sono orgoglioso di un sistema che ha scelto, tra i primi in Europa, di estendere la raccolta e il riciclo a tutti». «Negli ultimi due decenni, anche grazie all’azione dei consorzi, in Italia si è passati da un sistema di gestione dei rifiuti basato sulla discarica a uno orientato al recupero – commenta Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile –. Il prossimo passo decisivo sarà quello di un buon recepimento del pacchetto di direttive europee sull’economia circolare».

I DATI DEL REPORT sono stati illustrati durante il convegno ‘Il futuro del riciclo della plastica nella circular economy’, tenutosi mercoledì scorso a Roma. «Il settore del riciclo rappresenta un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo e la crescita economica del nostro Paese – aggiunge Dario Galli, viceministro dello Sviluppo economico, intervenuto durante il convegno –. Il sistema Corepla rappresenta un’eccellenza a livello europeo, che ha consentito nel corso degli anni all’Italia di trarre indiscutibili vantaggi. Per questo motivo reputo fondamentale sostenere lo sviluppo del settore: non rappresenta soltanto un motore di crescita economica e occupazionale, ma un vero e proprio new deal di crescita culturale, verso un domani certamente più sostenibile».

Maker Faire I copertoni delle bici diventano cinture e orecchini

ROMA

NUOVA VITA alle gomme della bicicletta. È l’obiettivo di due fratelli veneziani e una ragazza romana, pronti a partecipare alla Maker Faire (dal 12 al 14 ottobre). Alla kermesse romana, Silvio e Luca Potente faranno vedere come ricavare cinture dai copertoni, mentre Francesca Leone porterà i suoi gioielli realizzati con le camere d’aria. I due fratelli di Paseggia (Venezia), di ritorno da un viaggio in bici per il mondo, nel 2014 hanno creato il progetto «Cycled» per riutilizzare l’unica cosa che inquina in una bicicletta: il copertone. Gli hanno dato la forma di cinture, di diversi stili e colori, accantonando le pratiche di produzione industriale per seguire una filosofia ecosostenibile. «L’artigianato ne è l’essenza, la manualità ne è la pratica, il riciclo la sostanza», spiegano Silvio e Luca descrivendo il loro marchio. Le cinture sono interamente fatte a mano, numerate e marchiate a fuoco. Ovviamente è eco-friendly anche il packaging, in cartone riciclato e dalla forma triangolare, che richiama proprio il simbolo del riciclo.

DIVERSO IL PERCORSO di Francesca Leone, architetto di Monte Porzio Catone (Roma) che, dopo anni trascorsi nel mondo dell’oggettistica e dell’arredamento di design, è tornata a dedicarsi a quello che in passato è stato il suo «hobby per passione»: il riciclo e il riuso di materiali a cui dare un nuovo uso. Con il progetto «Riciclolab», Francesca si è specializzata nel trasformare le camere d’aria delle bici in gioielli e accessori. Il materiale, spiega, si è rivelato adatto nella lavorazione a mano per creare bracciali, collane e orecchini arricchiti da perle in ceramica o vetro.

Di |2018-10-01T14:32:09+00:0001/10/2018|Imprese|