IL BUSINESS DEGLI EVENTI

Bologna festeggia il suo anno migliore
«Obiettivo: 200 milioni di giro d’affari
ArteFiera avrà un format esportabile»

Marco Madonia
BOLOGNA

FATTURATO da 126 milioni (cresciuto del 19% rispetto al 2015, ultimo anno utile per il confronto biennale), 35 milioni di ricavi solamente dall’attività estera, poi redditività in crescita del 17,4% con gli utili prima degli interessi a 24,9 milioni di euro e un rapporto rispetto al fatturato vicino al 20%. «Il 2017 è stato miglior bilancio della storia dell’azienda», dice il direttore generale di BolognaFiere, Antonio Bruzzone, che insieme al presidente Gianpiero Calzolari ha appena incassato il voto favorevole dei soci sul consuntivo.

Detto dei numeri di bilancio, ora qual è la prospettiva della società?

«L’azienda ha iniziato un percorso importante nel 2016. Abbiamo cominciato rinnovando le nostre storiche manifestazioni indirette. Siamo riusciti a fidelizzare ancora di più top client come Cersaie, Autopromotec, Eima ed Exposanità. Poi abbiamo continuato a implementare il livello di internazionalizzazione. Il Cosmoprof oltre a Las Vegas, Hong Kong, Singapore, Bogota, Teheran quest’anno andrà a Bombay e San Paolo. Abbiamo fatto la stessa cosa sull’editoria con Children’s book fair a New York mentre a novembre gestiremo una manifestazione di Shanghai. Con Zoomark siamo andati a Mosca, ed entro fine anno annunceremo due manifestazioni in Sud America. Mantenere e sviluppare, questo era il primo tassello del piano industriale. Il 2018, anche grazie a importanti acquisizioni, sarà un anno importante. L’obiettivo, entro il 2022, è raggiungere i 200 milioni di fatturato».

La prima novità per il 2019 riguarda ArteFiera, con l’addio di Angela Vettese e una ancora più stretta collaborazione col MAMbo e il direttore Lorenzo Balbi

«ArteFiera è la seconda manifestazione in calendario. Non posso svelare il format che abbiamo condiviso con il Comune ma posso dire che ci consentirà di portare questa manifestazione anche all’estero. Con questa ridefinizione, ArteFiera diventerà un format esportabile»

In queste settimane si è tanto discusso della possibilità dello scorporo della società. A che punto siamo?

«I soci in questo momento stanno valutando lo spin-off. Si tratta di riorganizzare l’azienda creando due società gemelle, una legata alla parte operativa e una per la parte immobiliare. Una soluzione che sarebbe in linea con le best practice della maggioranza degli operatori fieristici. Così ci si focalizza meglio sul proprio business. Il Cosmoprof, per esempio, ha fatto così raggiungendo uno sviluppo internazionale molto forte. Anche Modena e Ferrara, le nostre due società controllate, hanno questa struttura».

Su tutto il comparto fieristico continua a tenere banco il tema delle alleanze. Voi a che punto siete?

«In questa fase per BolognaFiere non è un tema prioritario. Noi, come detto, dobbiamo puntare a risultati sempre migliori che ci consentano di ragionare sulle strategie future con una forza diversa rispetto a quella che abbiamo in questo momento».

Quali sono le possibilità?

«Ci sono varie ipotesi. Noi possiamo rimanere da soli, potenziare la società con la quotazione. Poi c’è il tema del sistema unico regionale con Rimini e Parma o una business combination con Milano o Verona senza dimenticare gli operatori internazionali. C’è anche la possibilità di un’alleanza con un organizzatore puro. Negli Stati Uniti lavoriamo con Reed Exhibition, in Russia siamo partner di Expocentr, giusto per citare i due casi più celebri. BolognaFiere ha la credibilità per ragionare di alleanze con tutti gli operatori del settore».

Di |2018-07-09T12:20:51+00:0009/07/2018|Focus Fiere|