IDEE DI SUCCESSO

Fratelli Carli, pionieri dell’e-commerce
«Da 20 anni spediamo l’olio a casa E oggi gli italiani si fidano di noi»

Luca Balzarotti
MILANO

L’E-COMMERCE non era ancora entrato nel vocabolario italiano. Il colosso statunitense Amazon – oggi la più grande internet company al mondo – era poco più che un embrione quando l’italianissima Fratelli Carli riceveva il primo ordine online. «Era il 1996, più di vent’anni fa: siamo stati davvero uno degli antesignani del commercio elettronico, non solo in Italia, ma nel mondo», ricorda Carlo Carli, direttore generale della storica azienda ligure olearia che, dal 1911, vende per corrispondenza e consegna a domicilio olio e prodotti alimentari in Italia e all’estero. Non sorprende dunque la risposta della quarta generazione di Fratelli Carli, 350 dipendenti, 140 mezzi per le consegne e un fatturato di oltre 140 milioni di euro: «Noi i precursori di Amazon? Fa piacere essere paragonati a chi rappresenta il punto di riferimento mondiale nel settore, ma esiste una differenza fondamentale. Noi produciamo ciò che consegniamo a domicilio, il modello di distribuzione è un mezzo per raggiungere uno scopo e non viceversa».

Perché fin dalle origini avete adottato la vendita per corrispondenza con consegna a domicilio?

«La nascita del nostro modello di business risale alle origini di tipografi dei nostri avi e all’imprenditorialità di uno di loro che ha deciso di cercare i propri clienti di persona anziché affidarsi a metodi più consolidati. Abbiamo deciso di perseverare con questo modello perché sentivamo che fosse l’unico a poterci garantire l’assoluta certezza che i nostri prodotti avrebbero sempre raggiunto le case dei nostri clienti con la migliore qualità possibile. Inoltre volevamo instaurare un rapporto di fiducia e conoscenza reciproca che ancora oggi rappresenta uno dei nostri fattori chiave di successo».

Venerdì a Varese, in via Bernascone, sarà inaugurato l’unicesimo emporio in Italia e il quinto in Lombardia (Milano, Monza, Como e Orio al Serio). Perché negli ultimi quattro anni avete aperto dei negozi?

«Perché vogliamo essere ancora più vicino ai nostri clienti dando loro la possibilità di entrare ancora più facilmente in contatto con l’azienda: per questo tutti i nostri negozi sono gestiti direttamente con personale di Fratelli Carli. Crediamo che l’acquisto in negozio dia la possibilità di entrare in contatto con i nostri prodotti anche a chi non gradisce ricevere nulla a casa o preferisce tante piccole spese anziché una scorta».

Quanto pesa l’export sui 140 milioni di fatturato e quali sono i mercati principali stranieri?

«Circa il 30% del nostro fatturato è realizzato fuori dall’Italia. Esportiamo in Germania, Francia, Austria, Svizzera, Usa e Canada».

Quali sono i prossimi progetti di crescita e sviluppo dell’azienda?

«Stiamo lavorando per rendere la nostra esperienza di acquisto a distanza e in emporio sempre più interconnessa aprendo a nuove opportunità per i nostri clienti, come la spesa online e il ritiro in negozio o viceversa. Puntiamo inoltre moltissimo sull’export e stiamo valutando di aprire negozi anche fuori dai confini nazionali».

Alimentazione Boom delle carni bianche, il pollo conquista le tavole italiane

ROMA

CON 21 CHILI A TESTA all’anno, nel 2107 le carni bianche sono le più consumate in Italia. Il dato è emerso all’assemblea di Unaitalia, dove è stata presentata l’indagine Ipsos sui trend alimentari degli italiani. Dall’indagine spicca che, per il 54% degli italiani, pollo e tacchino sono ormai diventate la principale fonte di proteine. La carne bianca è l’unica fonte proteica di origine animale che vede aumentare i consumi e ha affiancato legumi e prodotti vegetali nelle abitudini alimentari degli italiani.

LO CONFERMA anche l’analisi sui dati di consumo e produzione di Unaitalia, secondo cui nel 2017 i consumi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili, con un +0,7% segnato dal segmento del pollo: un risultato che consolida la crescita degli ultimi anni, dopo il +2,4% registrato dai consumi avicoli nel 2016. Il settore, d’altra parte, continua a creare valore: 5.850 milioni di euro di fatturato nel 2017, in crescita rispetto al 2016 di circa il 7%. Un fattore chiave, sempre più rilevante nelle scelte e nei comportamenti d’acquisto dei consumatori, è la fiducia. E l’indagine Ipsos conferma che gli italiani si fidano dei produttori avicoli nazionali. Il 70% dichiara di avere un’opinione positiva del settore, il 61% si fida dei produttori avicoli, e il 51% promuove l’impegno sulla sostenibilità. Fiducia che si estende anche a temi etici, sempre più al centro delle scelte dei consumatori, come il benessere animale. Il 70% degli italiani ha un giudizio positivo o neutro su come vengono allevati gli animali.

«LA FIDUCIA dei consumatori verso i produttori avicoli italiani – segnala Unaitalia – trova riscontro nell’attenzione che negli ultimi anni il settore ha dedicato a temi come il benessere animale, l’informazione al consumatore, l’innovazione tecnologica, la qualità e la sicurezza dei prodotti. Ne è un esempio l’azione di riduzione degli antibiotici negli allevamenti. A partire dal 2015, il settore ha attuato – di concerto con il Ministero della Salute – una politica di riduzione dell’uso dei farmaci, che ne ha permesso un taglio del 63%. Un percorso che il comparto porterà avanti anche in futuro, consolidando la riduzione dell’uso di alcuni antibiotici rilevanti nella medicina umana».

TUTTO IL POLLO che mangiamo in Italia è di produzione nazionale. Quella avicola è l’unica filiera nel panorama zootecnico nazionale che garantisce l’autosufficienza rispetto al consumo interno, con un tasso di approvvigionamento pari al 103%. Tuttavia, molti italiani (il 64% secondo la ricerca Ipsos) non sanno che il pollo che portano in tavola è italiano. In realtà tutta la filiera avicola è 100% italiana. E più della metà di chi non sapeva che tutto il pollo portato in tavola fosse italiano, dice che – acquisita questa informazione – potrebbe consumare più carne bianca.

Di | 2018-06-26T10:54:35+00:00 26/06/2018|Focus Agroalimentare|