Seqirus investe sui vaccini italiani
«Una nuova sede per restare
in prima linea contro l’influenza»

Cristina Belvedere
SIENA

IL TERRITORIO di Siena si conferma sempre più polo strategico nella produzione e commercializzazione dei vaccini. Seqirus, leader mondiale nella prevenzione dell’influenza, ha inaugurato a San Martino alla Tognazza, nel comune di Monteriggioni (Siena), la sua nuova sede italiana. Una espansione guidata dalla crescente domanda di vaccini Seqirus in Italia, oltre che dal recente lancio del vaccino quadrivalente su coltura cellulare. I numeri dell’azienda parlano chiaro: un fatturato di oltre 20 milioni di euro e investimenti per circa mezzo milione di euro l’anno in collaborazioni e attività di ricerca.

IL QUARTIER generale nel territorio di Siena, con i suoi 31 dipendenti ad alta specializzazione, avrà un ruolo commerciale e amministrativo: «Abbiamo inaugurato degli ‘uffici globali’ – ha spiegato il general manager di Seqirus Italia, Maura Cambiaggi – da cui gestiremo l’immissione dei prodotti in commercio, offriremo supporto agli altri siti, svolgeremo un ruolo di farmaco-vigilanza, Medical Offers e Clinical Operations. Non si tratta, infatti, solo di un edificio ma della conferma dell’impegno di Seqirus nel nostro Paese, come presenza commerciale, ma soprattutto come impegno quotidiano nella lotta all’influenza». Seqirus è attiva in Italia dal 2015 quando Csl Limited – una delle principali multinazionali in ambito biotecnologico con sede in Australia – ha acquisito il business dei vaccini antinfluenzali da Novartis, altra azienda farmaceutica globale. Oggi è produttore globale di vaccini antinfluenzali e fa parte di Csl Limited, con sede a Melbourne, in Australia. Il gruppo di società Csl conta oltre 20.000 collaboratori, che lavorano in oltre 60 Paesi.

L’AZIENDA vanta inoltre impianti di produzione negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia, e produce vaccini antinfluenzali utilizzando sia le tecnologie di coltura su uova sia quelle basate su colture cellulari. Possiede inoltre notevoli capacità di R&D (research and development), un ampio portfolio di prodotti differenziati e una presenza commerciale in oltre 20 Paesi.

IL TUTTO, coprendo un terzo del mercato mondiale dei vaccini, anche se l’obiettivo è espandere la propria presenza, come sottolinea Russell Basser, direttore scientifico di Seqirus: «Abbiamo una squadra italiana di talento con una lunga storia di collaborazione con le autorità sanitarie locali e le istituzioni, al fine di proteggere la popolazione dai pericoli dell’influenza. La nuova sede vedrà il team crescere e trasferirsi in un ambiente di lavoro nuovo, flessibile e tecnicamente attrezzato, progettato per consentire loro di continuare ad essere in prima linea contro l’influenza». Da molti anni Seqirus è impegnata nello sviluppo di vaccini antinfluenzali per le diverse fasce di età e categorie a rischio. Ora, grazie alla disponibilità di vaccini differenziati, come il trivalente adiuvato e il quadrivalente su coltura cellulare e alle indicazioni contenute nelle linee guida del ministero della Salute per il controllo e la prevenzione dell’influenza, è in grado di offrire soluzioni mirate in base all’età e alla specifica condizione del cittadino. Di qui la partnership con Vismederi, società senese di ricerca e servizi qualificati che opera nel campo delle scienze della vita e della Sanità pubblica con commesse globali nel settore dei vaccini.

IL PRESIDENTE Emanuele Montomoli, docente all’Università degli Studi di Siena e fondatore di Vismederi, non ha dubbi: «Grazie alla collaborazione strategica tra Vismederi e Seqirus, avviata con successo nel 2018, continua la tradizione della prevenzione dell’influenza in Italia e, nello specifico, a Siena – ha affermato –. In questi mesi ci stiamo concentrando sulla definizione di nuovi processi per lo sviluppo dei vaccini antinfluenzali di nuova generazione, di cui già il nuovo quadrivalente su coltura cellulare di Seqirus rappresenta un traguardo. È importante ora continuare il dialogo soprattutto con le istituzioni locali e nazionali per garantire a tutti il vaccino più adeguato in relazione all’età ed alla specifica situazione clinica».

Comunicazione digitale Xplace punta sull’influencer marketing

ANCONA

CREARE esperienze che connettono i brand alle persone per realizzare i loro desideri. È la mission di Xplace, la digital agency di Osimo che nel 2018 ha ottenuto l’Interactive Key Award (in pratica l’Oscar della comunicazione digitale) per la categoria ‘tempo libero’ grazie al sito sviluppato per Alpitour. Da qualche mese l’agenzia ha creato una community di influencer selezionati, gli xsiders, un progetto che affonda le sue radici nell’esperienza sul campo sviluppata da Xplace, che si occupa di influencer marketing per brand come Hoplà, Rocchetta e De Cecco. «L’obiettivo – spiega Alessandro Cola (nella foto), Ceo e fondatore di Xplace – è quello di cambiare il modo di fare digital Pr. L’influencer marketing funziona solo se non lo si considera un’attività spot: deve essere parte del progetto fin dall’inizio, condividere con l’agenzia gli obiettivi, il concept e la strategia creata ad hoc per il brand, di cui deve farsi portavoce e che quindi deve conoscere perfettamente. La chiave è sempre la prossimità che crea autenticità: come può un influencer fare bene il suo lavoro se non condivide la visione globale del progetto, se non ha con l’agenzia un rapporto continuativo, se non lo si considera parte integrante del processo?».

CHE L’INFLUENCER marketing sia una strategia vincente è ormai un dato di fatto. Le statistiche parlano chiaro: secondo il BMCA nel 2019 sono stati investiti circa 5,6 miliardi di dollari a livello globale, che si prevede saliranno a 16 miliardi nel 2020. Anche in Italia lo sviluppo sembra inarrestabile, basti pensare che l’8% degli investimenti digital è indirizzato in questo settore. «Il successo dell’influencer marketing – conclude Cola – è quindi sotto gli occhi di tutti. Quello che è meno chiaro, però, è quanto di questo business sia generato e finisca direttamente nelle tasche dei social network».