«Comfort nella natura e servizi di alta qualità
Negli ultimi trent’anni abbiamo cambiato il volto della vacanza open air»

Claudio Cardini, presidente di Human Company:
«Dal 1982 non abbiamo mai smesso di rinnovarci»

di Monica Pieraccini
FIRENZE

Un’azienda di successo, fondata più di trent’anni fa da Claudio Cardini (nella foto in alto), presidente del gruppo Human Company.
Quando è iniziata l’avventura?
«Nel 1982, con l’acquisto del primo campeggio, Il Girasole a Figline Valdarno. Spinti dalla passione per la vita all’aria aperta e da una costante voglia di innovare e migliorare la nostra offerta, di campeggio in campeggio siamo diventati il gruppo leader in Italia nel comparto dell’outdoor con nove strutture tra Toscana, Veneto e Lazio. Quel piccolo campeggio oggi è un modernissimo villaggio immerso in oltre 31 ettari di verde con confortevoli case mobili e servizi eccezionali».
Come è avvenuta la trasformazione da azienda familiare a grande gruppo?
«Anno cruciale è stato il 2017, quando abbiamo deciso di ristrutturare brand e corporate identity passando da ECV a Human Company. L’obiettivo? Valorizzare il concetto di soggiorno open air a basso impatto ambientale, confortevole e smart. Il nostro segreto sta nella volontà di innovare per rispondere ad un mercato in continua trasformazione e ospiti sempre più esigenti. Quanto a rinnovamento dell’offerta ne sappiamo qualcosa: era il 1986 quando abbiamo installato il primo scivolo in un campeggio. Dieci anni dopo è arrivata la prima casa mobile con due camere e due bagni e nel 1997 la prima Spa dentro una struttura open air. Nel 2009 abbiamo ideato la formula dei Family Park, i primi villaggi in Italia interamente pedonalizzati e dedicati ai piccolissimi, mentre dall’anno scorso si può scegliere di soggiornare nelle Greeny, le case mobili costruite secondo i principi della bio architettura».
Quali la missione e i punti di forza di una vacanza Human Company?
«La missione del gruppo è offrire servizi d’eccellenza costruiti intorno alle necessità delle persone. Paesaggi incontaminati, vicinanza a città d’arte e zone di interesse culturale, qualità dell’aria e buon cibo, elevati standard di servizio, un’atmosfera familiare mirano a offrire un’esperienza di soggiorno con un ottimo rapporto qualità prezzo creata intorno alle necessità di un’ampia fascia di viaggiatori, dai giovani alle coppie, dalle famiglie con bambini ai senior».
Avete trasformato la vacanza in un’esperienza a 360 gradi…
«Ci siamo fatti guidare dalla volontà di ‘svecchiare’ il comparto, che in Italia ha sempre subito il retaggio dell’idea di sistemazione low cost e senza comfort. Come avviene nei Paesi del nord Europa, dove l’open air è uno stile di vita, la nostra formula offre attività e servizi ad alto tasso qualitativo, forte legame con il territorio e le sue tradizioni, anche gastronomiche, unità abitative e strutture sostenibili».

La stima per il 2019 è di un più 2,4%

Fatturato e presenze in crescita

Il bilancio consolidato 2018 del gruppo Human Company si è attestato sui 115 milioni di euro, più 16 per cento rispetto al 2017. A quota 15,6 milioni il risultato operativo, 14,6 milioni il risultato ante imposte, 11,8 milioni di euro l’utile d’esercizio, oltre 27 milioni di euro di Ebitda, contro i 25,6 milioni del 2017. Ai dati di fatturato corrisponde un aumento delle presenze nelle strutture del gruppo. La stima è chiudere l’anno con una crescita del 2,4 per cento: 4,3 milioni di ospiti contro i 4,2 milioni del 2018, così suddivisi: 2 milioni nei village, 900mila nei camping in town, 800mila nei tre ostelli di ultima generazione Plus Florence, Plus Berlin e Plus Prague e 400mila nelle case mobili gestite da Human Travel, il tour operator del gruppo.


Un tesoro da 5 miliardi a stagione

E le previsioni sono in rosa
Il 2020 si annuncia positivo per giro d’affari e arrivi

FIRENZE

Il turismo all’aria aperta vale cinque miliardi di euro a stagione. è quanto emerge dal nuovo Osservatorio sul settore realizzato da Human Company in collaborazione con Travel Appeal. Il fatturato globale per la stagione 2019 si attesta, infatti, secondo le stime proprio sui 5 miliardi di euro, tra ricettivo, indotto e turismo in libertà. Il fatturato parziale del settore per alloggio e indotto nel 2019 ha totalizzato 3,3 miliardi di euro, con un inizio stagione 2020 promettente sia per giro d’affari che per arrivi. Secondo le previsioni dell’Osservatorio, a giugno del prossimo anno il tasso di crescita per entrambi i dati è stimato a cinque punti percentuali in più rispetto al primo semestre del 2019 (rispettivamente 1,1 miliardi di euro e oltre 4,2 milioni).
La ricerca si basa sull’analisi di oltre 2.500 strutture in Italia, per un totale di circa 174mila commenti raccolti nella stagione 2019 sui principali social media, portali e Ota, tra i quali Facebook, TripAdivsor, Google, Booking, Expedia. Tra gli strumenti digitali di valutazione, è Google che continua fortemente a influenzare la reputazione delle strutture outdoor: raccoglie il 42% delle recensioni ed è cresciuto del 6% durante l’estate 2019. Tra i big delle recensioni online, invece, TripAdvisor continua a perdere influenza in questo settore, segnando -17% nelle recensioni online. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio, i turisti che nel 2019 hanno scelto le strutture open air nella Penisola sono sempre più soddisfatti, con un sentiment positivo rilevato attraverso l’analisi semantica delle recensioni online molto alto, che si attesta all’83,6% (+1%). Se le regioni più recensite si distribuiscono da nord a sud dello Stivale con il Veneto in testa, seguito da Toscana e Puglia, le preferite si concentrano al centro-nord: Valle d’Aosta (90,9%), Umbria (87,3%) e Trentino Alto Adige (87,1%).