I PROTAGONISTI DI ITFORUM

Il trader specialista in mid cap:
«Hi-tech e lusso possono brillare
Importante è non agire d’impulso»

Andrea Bonzi
MILANO

«CHI INVESTE deve leggere, informarsi sul contesto politico, capire cose c’è dietro l’andamento rialzista di un titolo, oppure dietro una serie di perdite. Il primo errore che l’investitore principiante compie è quello di agire d’impulso, magari facendosi attira- re da pubblicità ingannevoli…». È più di 12 anni che Pietro Origlia, trader indipendente, ha fatto della sua conoscenza dei mercati finanziari una professione. Sarà tra i protagonisti di ITForum, evento organizzato da Investment & Trading Events a Rimini giovedì e venerdì, una vetrina con decine di convegni e incontri formativi che approfondiscono le nuove frontiere degli investimenti.

Origlia, il nuovo governo italiano si è insediato. Ma le fibrillazioni dello spread hanno fatto sobbalzare i mercati. È un buon momento per investire?

«Davanti all’incertezza politica, i grandi investitori tendono a vendere le azioni e ripiegano sui beni rifugio. La vera domanda che li ha spaventati era: dove trovare le risorse per trasformare da sogno in realtà il programma M5S-Lega? Programma, poi, che è già stato parzialmente rivisto ma, sul momento, lo spread è schizzato a 100 punti da quello greco…».

Bisogna mantenere il sangue freddo, allora?

«Sì, certo, bisogna farlo sempre quando i mercati scendono. Senza dimenticare che gli investitori italiani e mondiali hanno avuto un 2017 da record, Piazza Affari è tornata sui massimi, Wall Street ha fissato nuovi record, l’Asia è andata bene. Forse non eravamo più abituati a momenti di panico, e dunque questa volatilità alle stelle ha aumentato la paura. Inoltre, la questione dazi, con gli Stati Uniti contrapposti a Cina e Europa, pone più di un problema».

Trump è considerato un presidente imprevedibile…

«Sì, però il piano sulle infrastrutture e i tagli alle tasse sono stati accolti positivamente dal mercato americano, e i dati sull’economia Usa tornano a crescere e viaggia in maniera importante, la disoccupazione è ai minimi».

E la fine della fase di acquisto titoli della Bce che conseguenze avrà in Europa?

«Il cosiddetto tapering avrà un impatto importante, ci sarà meno liquidità disponibile. Senza l’ombrello di Draghi, lo spread probabilmente sarebbe schizzato ancora più in alto».

In quali settori conviene investire oggi?

«Per me, i settori industriale e del lusso sono quelli su cui avere un occhio di riguardo, sfruttando le fasi di volatilità e di vendita. A livello di titoli, direi Moncler, dopo un 2017 molto buono può far bene anche per il 2018; Stm, anche grazie a un’Apple tornata su ottimi livelli; Fca, in flessione dopo un piano industriale bello ma che va realizzato».

Lei è specializzato in mid cap…

«Ci sono delle chicche mondiali, come Amplifon, Datalogic, Maire Tecnimont: tutte al rialzo in fase di volatilità, dal mio punto di vista è può essere un buon momento per rimetterle in portafoglio e tenerle fino a fine anno».

L’ITForum è imminente, quale l’importanza di un appuntamento come questo?

«ITForum è una vetrina importante per gli investitori, per scambiarsi idee e avere modo di spiegare le cose. Ad esempio, nell’appuntamento che avrò con i colleghi a Gabriele Bellelli e Pietro Di Lorenzo, cercheremo di illustrare perché pensiamo sia meglio investire su determinati prodotti o titoli».

Qual è il primo errore del principiante?

«Lo sbaglio più diffuso è comprare i titoli vicini ai minimi e in calo, con l’idea che non possano continuare a scendere. In alcuni casi, abbiamo visto che succede. Acquistare quando il trend è dalla nostra parte, invece, è buona regola».

Banca Imi «Certificati di investimento, porto sicuro nei periodi di incertezza»

RIMINI

IL TEMA È ATTUALISSIMO («Economia e politica in costante evoluzione: quali strategie di investimento nei diversi contesti di mercato?») e sarà uno degli argomenti centrali dell’ITForum di Rimini, in calendario il 14 e 15 giugno. A portarlo e a cercare di ragionare sulle prospettive per i risparmi in questo scorcio politico è Banca IMI (la banca di investimento del Gruppo Intesa Sanpaolo), che all’ITForum di Rimini terrà un workshop. «Vogliamo fornire ai partecipanti le conoscenze e gli strumenti necessari per poter comprendere, in funzione del contesto di mercato, le possibili strategie di investimento – spiega Alessandra Annoni, head of listed products di Banca IMI – . In particolare verrà illustrato come i certificati di investimento possano rappresentare una valida alternativa di investimento agli strumenti finanziari classici, come le azioni o le obbligazioni, grazie alla possibilità di scegliere tra un’ampia gamma di strutture da utilizzare per attuare strategie di diversificazione del proprio portafoglio». Banca IMI è uno dei principali emittenti sul mercato italiano dei Certificati di Investimento. Offre diverse tipologie di strumenti a capitale condizionatamente protetto come i bonus cap e i cash collect.

«NELL’ATTUALE contesto di mercato – prosegue Annoni –, caratterizzato dall’incertezza dei mercati azionari, il cash collect è un prodotto che propone una soluzione alternativa al più comune investimento azionario: questi prodotti infatti hanno la peculiarità di corrispondere all’investitore dei premi fissi incondizionati per un determinato periodo, indipendentemente dalla performance dell’attività sottostante, e successivamente dei premi addizionali condizionati all’andamento dell’azione sottostante». I cash collect offrono inoltre all’investitore la possibilità di ottenere dei rendimenti in situazioni di stabilità, rialzo o moderato ribasso dell’attività finanziaria sottostante con un orizzonte temporale di breve periodo. I Certificati di investimento emessi da Banca IMI sono negoziabili sul segmento Sedex di Borsa Italiana o sul Cert-X di EuroTlx. Recentemente, Banca IMI ha emesso una nuova serie di cash collect certificate della durata di 18 mesi sulle principali blue chip europee, che corrispondono 4 premi fissi mensili incondizionati per i primi 4 mesi e successivamente 14 premi mensili condizionati, ovvero legati alla performance dell’azione sottostante.

«BANCA IMI – ricorda Alessandra Annoni – è anche uno dei principali player sul mercato obbligazionario con le obbligazioni in valuta grazie alle quali l’investitore può diversificare il proprio portafoglio potendo scegliere tra un’ampia gamma di strutture disponibili, diverse durate dell’investimento e un range di 11 differenti valute su cui poter investire».

Di |2018-10-02T09:24:28+00:0012/06/2018|Dossier Economia & Finanza|