I PORTI DELL’ADRIATICO

Ravenna punta sulla logistica
«Così guardiamo all’Europa»
Il piano fondali pronto a partire

RAVENNA

«LA COMPETITIVITÀ di un porto è determinata non solo dall’infrastruttura portuale, ma sempre di più dai sistemi logistici del retroporto. Fondali adeguati alle maggiori dimensioni delle navi dei prossimi anni sono necessari, ma non sono l’unico elemento della competitività». Il nuovo mantra del presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Centro Settentrionale, Daniele Rossi, è questo: basta parlare solo di fondali, vediamo il porto di Ravenna «come una piattaforma logistica che guarda all’Europa». L’obbiettivo è quello di avviare finalmente l’approfondimento dei fondali (per il quale ci sono circa 250 milioni già in cassa) con l’impegno del presidente Rossi di presentare il progetto al ministero delle Infrastrutture entro settembre. Il disegno strategico di Rossi, definito di comune accordo con il sindaco Michele de Pascale, è quello di guardare al porto come piattaforma logistica: «L’obiettivo è quello di avere fondali adeguati alle maggiori dimensioni delle navi dei prossimi anni, ma da soli non bastano. Noi abbiamo aree per la logistica integrata come altri porti non hanno, anche se hanno fondali più profondi. Per questo abbiamo messo a punto un escavo in più fasi, la prima delle quali arriva a -12,50 lungo il Candiano, ricavandone il materiale di escavo necessario per portare a livello le aree destinate alla logistica. Questo comporta anche la realizzazione di banchine a -14,50 metri, un impegno economico notevole». Per gestire il materiale di escavo, verrà realizzato anche un impianto di trattamento. Verrà costruito in ambito portuale, «dove abbiamo individuato aree idonee, e in partnership con altri porti dell’Adriatico. Ha un costo elevato, ma garantirà una manutenzione per così dire ‘ordinaria’ in grado di evitare che dossi come quello che stiamo definitivamente rimuovendo in questi giorni possano creare ancora problemi alla navigazione».

NOVITÀ ci sono anche per quanto riguarda lo sviluppo delle aree portuali di proprietà della Sapir, società terminalista pubblico-privata. «Non è accettabile che aree strategiche del porto non siano sfruttate. I dividendi non danno fastidio a nessuno, ma noi non possiamo guardare al dividendo: dobbiamo pensare allo sviluppo dei prossimi 10 anni del nostro scalo. Se poi questi obiettivi saranno perseguiti sdoppiando la società o con altre soluzioni societarie, è un mero aspetto tecnico che valuteremo dopo l’infrastrutturazione di Largo Trattaroli», commenta il sindaco de Pascale. Intanto è in arrivo la firma con Rfi per la realizzazione di due scali merci, in grado di servire con i binari le due sponde del Canale Candiano, sottraendo il transito di treni merci dalla stazione centrale e con l’obiettivo di arrivare ad almeno il 30% di merce in viaggio su treno dall’attuale 13%. L’investimento previsto supera i 30 milioni di euro. «Questo protocollo che firmeremo a giorni con Rfi e Autorità di sistema portuale – spiega il sindaco de Pascale – permetterà a Rfi di sviluppare le progettazioni finalizzate a effettuare un importante investimento nella realizzazione di due stazioni merci in destra e sinistra del canale Candiano, in zona portuale».

NEL 2016 il porto di Ravenna ha movimentato quasi 26 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 5% in più rispetto a 24,7 milioni di tonnellate nell’anno precedente. Gli sbarchi sono stati pari a 22,1 milioni di tonnellate (+4,9%) e gli imbarchi a 3,9 milioni di tonnellate (+5,2%). L’anno scorso il numero dei trailer è stato pari a 79.036 unità (+12,7%), il valore più alto mai registrato grazie ai servizi aggiunti da Grimaldi sulla Ravenna-Brindisi-Catania da novembre 2012 e per la Grecia da dicembre 2013. Lorenzo Tazzari

 


Ancona Banchina lunga per Croazia e Albania

ANCONA

FONDALI, treni, banchine. Il porto di Ancona si prepara a cambiare pelle per essere sempre più competitivo. Ad Ancona il presidente Rodolfo Giampieri ha dato il via al cantiere della Banchina 22 con un investimento previsto di 4,3 milioni di per potenziare l’infrastruttura e renderla compatibile con i moderni mezzi portuali. Il cantiere sarà completato entro marzo 2018, restituendo al porto un’infrastruttura strategica per spazi e dimensioni. «Questi interventi – commenta Giampieri – evidenziano che la nuova Adsp continua la spinta propulsiva che ci ha sempre caratterizzato. Intendiamo proseguire per rafforzare la capacità dei nostri porti di rispondere efficacemente al competitivo mercato logistico-portuale, puntando su sostenibilità ed innovazione come fattori capaci di accrescere qualità dei servizi e occupazione». Sono anche in dirittura d’arrivo le procedure per i lavori del secondo stralcio della banchina rettilinea: entro l’anno è previsto l’avvio del cantiere che consentirà di disporre di un fronte banchina complessivo di circa 700 metri.

IL TEMA dei dragaggi riguarda invece tutti i porti dell’Autorità di sistema marchigiana: in particolare su Ancona e San Benedetto del Tronto la progettazione degli interventi di dragaggio viene seguita direttamente dall’ente presieduto da Giampieri, mentre gli interventi nei porti di Pescara ed Ortona deriveranno da finanziamenti e progetti a suo tempo programmati dalla Regione Abruzzo. Per Ancona, l’iter progettuale è terminato e si aspetta il via libera per l’escavo dalle autorità ambientali regionali. Sono stati completati da poco i lavori svolti da Rfi cofinanziati dall’Autorità portuale: l’elettrificazione dei binari di accesso al raccordo nuova darsena e la nuova classificazione degli stessi.

LO SCORSO ANNO il porto di Ancona ha movimentato oltre 8,9 milioni di tonnellate di merci, con una crescita del 4% rispetto al 2015, miglior risultato dal 2008. Significativa la progressione dei volumi di rinfuse liquide, di merci containerizzate e di rotabili. Il numero di Tir e trailer transitati nel porto è stato di 141.744 unità (+3,8%). L’ente portuale ha precisato che il risultato si deve all’ottima performance della tratta albanese che, con 15.338 Tir e trailer, ha più che raddoppiato il traffico dell’anno scorso. In aumento anche la movimentazione da/per la Croazia (+8%).

l.t.

 

Di | 2018-04-09T10:26:16+00:00 28/06/2017|Focus Economia|