I fondi stregati dalla robotica
«Cyber security e automazione
assicurano rialzi a tripla cifra»

Luca Zorloni

MILANO

LA PREMESSA è il cambio di passo nell’industria contemporanea. L’industria 4.0, l’industria dei robot. L’automazione finora era rimasta chiusa nelle cattedrali della manifattura, ma ormai il dialogo con i robot sta diventano questione quotidiana. Lo sperimentiamo quando in rete ci risponde un chatbot, un programma studiato per conversare con noi su temi prestabiliti, come prenotare una visita medica o scaricare un modulo. Sono ancora le fabbriche il luogo dove sta avvenendo la trasformazione e dove nei prossimi anni ci si attende che i robot siano presenti in massa. A questo servono i piani nazionali varati dai governi, come il Programma industria 4.0 che porta la firma del ministro italiano allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, che hanno l’obiettivo di accelerare l’introduzione della robotica avanzata nelle imprese.

«IL SETTORE della robotica e automazione dovrebbe registrare una crescita nel lungo termine con l’incremento della domanda per usi sia industriali che di consumo. Il principale settore ad adottare robot continuerà a essere quello della produzione manifatturiera», osserva Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities, società di Londra specializzata nell’emissione di Etf. La sigla sta per Exchange Traded fund, sono fondi di investimento o società di investimento a capitale variabile negoziate in Borsa come un’azione e con l’obiettivo di replicare l’indice di riferimento con una gestione passiva.

«I FATTORI chiave di questo megatrend della robotica e automazione non sono difficili da capire – prosegue il manager -. Ci troviamo infatti davanti a numerose sfide importanti, dall’invecchiamento della popolazione, all’inquinamento, alla scarsità delle risorse». L’affare perciò è diventato succulento anche per la finanza, per i fondi di investimento, le società di etf e i private banker. È un mondo a cui il risparmio gestito guarda come nuova pista di atterraggio degli investimenti. «L’interesse per la gamma di Etp tecnologici di Etf Securities ha registrato un’accelerazione nel corso di quest’anno: gli Aum (Asset under management, ossia i valori che un fondo gestisce, ndr) dei nostri Etf su sicurezza informatica e robotica e automazione sono aumentati del 233% e del 184% rispettivamente nel 2017 (dati all’8 giugno 2017), segnando 12 settimane consecutive di afflussi», aggiunge Siano. «A maggio, i ricavi nel settore tecnologico americano hanno superato le attese e l’84% delle compagnie che operano nel campo tecnologico, uno dei più forti all’interno dello S&P 500, ha fatto meglio di quanto si potesse prevedere», aggiunge il manager. «Riteniamo – precisa l’esperto – che nel lungo periodo l’esposizione ai megatrend della robotica e della sicurezza informatica potrà permettere di ottenere performance elevate perché questi due settori sono parte di una rivoluzione enorme». D’ALTRONDE, entro il 2020 negli Stati Uniti ci si attende che circolino 10 milioni macchine a guida autonoma e a livello globale il valore della robotica dovrebbe sfiorare entro il 2025 un fatturato di 1.200 miliardi di dollari. Proprio Etf Securities ha lanciato in Europa il primo strumento di investimento legato alla robotica e all’automazione. Un particolare aspetto dell’evoluzione tecnologia delle imprese riguarda la crescita della spesa in cyber sicurezza, alla luce di attacchi informatici come quello di Wannacry che qualche settimana fa ha messo in ginocchio giganti come Renault e Telefonica. Secondo le stime, fra il 2017 e il 2021 verrà speso un trilione di dollari americani in prodotti e servizi di sicurezza informatica.


Educazione finanziaria

di ALESSIA GOZZ

COSA BISOGNA SAPERE SUGLI SCONFINAMENTI

Nelle prossime quattro puntate parliamo di conti correnti. I costi, le clausole e le opzioni che spesso i risparmiatori non conoscono fino in fondo. Come il funzionamento dell’affidamento, cioè quella somma che la banca può mettere a disposizione del cliente, su sua richiesta, oltre il saldo disponibile, per un determinato periodo di tempo o a tempo indeterminato. Cosa succede quando questa somma si esaurisce o se non si dispone di un affidamento?

SE SI è titolari di un conto non affidato oppure se è già stato utilizzato interamente quanto accordato – e quindi se si stanno utilizzando somme aggiuntive ‘extra fido’ – l’eventuale decisione della banca di effettuare i pagamenti porta rispettivamente a una situazione di ‘sconfinamento in assenza di fido’ e ‘utilizzo extra-fido’. Il costo dello sconfinamento si compone di due parti: il tasso di interesse applicato sulla somma prestata e la Commissione di Istruttoria Veloce (CIV), onere onnicomprensivo, in misura fissa ed espresso in valore assoluto. Quest’ultima va a remunerare lo svolgimento da parte della banca di una serie di attività straordinarie, ma necessarie, quali ad esempio la valutazione della capacità del cliente di rimborsare il debito (cosiddetta istruttoria urgente) e la segnalazione al cliente che il conto è scoperto. La commissione di istruttoria veloce non è dovuta: a) nei rapporti con i consumatori, quando ricorrono entrambi i seguenti presupposti: per gli sconfinamenti in assenza di fido, il saldo passivo complessivo – anche se derivante da più addebiti – è inferiore o pari a 500 euro; per gli utilizzi extra-fido l’ammontare complessivo di questi ultimi – anche se derivante da più addebiti – è inferiore o pari a 500 euro; lo sconfinamento non ha durata superiore a sette giorni consecutivi. Il consumatore beneficia di tale esclusione per un massimo di una volta per ciascuno dei quattro trimestri in cui si compone l’anno solare; B) quando lo sconfinamento ha avuto luogo per effettuare un pagamento a favore dell’intermediario; c) quando lo sconfinamento non ha avuto luogo perché l’intermediario non vi ha acconsentito.

*In collaborazione con la Fondazione per l’educazione finanziaria (Abi)