I nuovi padroni del telefono
Wind 3, fusione da primato
Investimenti per 7miliardi

Il via libera di Bruxelles ha dato il là a Wind 3, il più grande colosso italiano per utenti nel settore della telefonia. E, anche, all’arrivo nella penisola di un quarto operatore, la francese Iliad.

L’ ANNUNCIO era arrivato all’inizio di settembre, quando da Bruxelles la commissaria per la concorrenza, Margrethe Vestager, aveva acceso il semaforo verde all’operazione: le nozze tra Wind e H3G. Dall’inizio dell’anno le due compagnie telefoniche italiane hanno iniziato a muoversi come una cosa sola: Wind Tre. Un gigante della telefonia che punta a investire lungo la penisola fino a 7 miliardi. «Comincia una grande sfida di mercato, un’importante fase di sviluppo per l’economia digitale nel nostro Paese. Vogliamo essere leader nella relazione con i clienti grazie alla qualità delle nostre infrastrutture, alla trasparenza delle nostre offerte e alla passione delle nostre persone», le parole con cui l’amministratore delegato, Maximo Ibarra, ha salutato l’avvio della nuova realtà. La terza compagnia telefonica italiana nasce da una joint venture paritetica tra le due holding che controllano gli operatori: Vimpelcom, sede ad Amsterdam, per Wind, e Ck Hutchison di Hong Kong per H3G. I numeri indicano che i ricavi aggregati delle due società alla fine del 2015 ammontava a 6,25 miliardi di euro, con un margine operativo lordo di due miliardi. I clienti su cui la nuova compagnia può contare sono 31 milioni nel mobile e 2,7 milioni nel fisso. Sicché, sommando le quote di mercato che l’Autorità garante delle comunicazioni assegnava alle due società a settembre dello scorso anno, Wind Tre avrebbe una fetta delle utenze italiane del 33,1%, davanti all’ex monopolista di Stato Telecom, che ha il 30,3%, e a Vodafone, che detiene il 29,2%.

PROPRIO IN Telecom e Vodafone ha lavorato Ibarra prima di giungere nel 2012 al timone di Wind. Nel novembre dello scorso anno è salito anche sulla tolda di comando di H3G per guidare la fusione delle due compagnie. Il piano industriale del gruppo punta a una rete 4G/lte di alto livello, innovazioni digitali e un’integrazione di fisso e mobile. «La nuova capacità finanziaria e industriale permetterà a Wind Tre di fornire servizi innovativi, di elevata qualità ed una maggiore velocità di rete in linea con la crescente domanda di connettività e con le aspettative di consumo di famiglie ed imprese – comunicano dalla società -. L’azienda ha l’obiettivo di diventare un player di riferimento nell’integrazione fissomobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione grazie anche all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga».

FINO A 7 MILIARDI di euro sono a disposizione per gli investimenti dei prossimi anni. E secondo gli analisti, il lavoro di squadra permetterà ogni anno di raggiungere sinergie per 700 milioni di euro. Nelle prossime settimane, «non appena le due compagnie integreranno le proprie reti e condivideranno il loro know how tecnologico, i clienti beneficeranno di una migliore qualità del servizio e di una rete dati ancora più performante», comunicano dalla compagnia.

LA FUSIONE tra Wind e H3G è stata una delle operazioni di merger & acquisition più imponenti tra quelle siglate in Italia negli ultimi dieci anni. Bruxelles temeva che il passaggio da quattro a tre attori potesse ridurre la concorrenza nel mercato telefonico in Italia e favorire la creazione di un cartello dei prezzi tra i tre operatori, perciò ha imposto a Wind e H3G un ok vincolante: vi potete unire solo se cedete spazi perché possa entrare nel mercato nazionale un quarto operatore. È la Iliad di Xavier Niel, compagnia francese nota per le tariffe low cost. Il gruppo ha messo sul piatto 1,5 miliardi per assicurarsi le posizioni lasciate libera da Wind e H3G. L’annuncio del suo arrivo ha già messo in moto gli attori italiani, che stanno rispolverando offerte no frills per incassare il colpo dello sbarco del concorrente low cost. La fusione Wind-Tre vale 6,25 miliardi di euro di ricavi alla fine del 2015, con un margine operativo lordo di due miliardi. I clienti su cui la nuova compagnia può contare sono 31 milioni nel mobile e 2,7 milioni nel fisso.

Il team di manager scelti da Ibarra

Dina Ravera, Stefano Invernizzi, Benoit Hanssen, Paolo Nanni, Luciano Sale, Mark Shalaby, Michiel Van Eldik e Massimo Angelini

Un matrimonio con dote miliardaria

La fusione Wind-Tre vale 6,25 miliardi di euro di ricavi nel 2015, con un utile operativo di 2 miliardi

Portafoglio clienti a quota 33 milioni

I clienti su cui la nuova compagnia può contare sui dati 2015 sono 31 milioni nella rete mobile e 2,7 milioni nella fissa