Harmont & Blaine ‘indossa’ la crescita
Il Bassotto di corsa in tutto il mondo»
«Conquisteremo anche la Cina»

Giuseppe Catapano

NAPOLI

QUATTRO fratelli: Domenico e Enzo Menniti, Paolo e Massimo Montefusco (stessa mamma, diverso papà), uniti nella quotidianità e anche nel lavoro perché insieme, nel 1986, hanno fondato Harmont & Blaine. Non solo un legame di sangue, ma anche una totale simbiosi con la città in cui tutto è cominciato, Napoli. Città dalle mille contraddizioni. «Ma usciamo dalla retorica: anche a Napoli si può investire, creare occupazione e sviluppare idee innovative» la premessa di Paolo Montefusco, amministratore delegato di Harmont & Blaine. Una realtà leader nel settore dell’abbigliamento upper-casual di fascia alta, con una produzione rivolta al segmento premium del mercato. Dalle giacche ai pantaloni, in ogni capo «c’è la nostra impronta, c’è qualcosa di noi e anche del nostro territorio». A dirlo è l’uomo del colore, colui che a metà anni Novanta – quando imperava il minimalismo e difficilmente si andava oltre il nero, il marrone e il blu – ebbe l’intuizione di conferire vivacità ai capi classici. Il risultato è un mix di tinte solari e audacia creativa che ha rivoluzionato l’abbigliamento informale maschile. È l’intuizione vincente di Montefusco che innesca il successo mondiale di Harmont & Blaine. «Semplicemente ho pensato alla mia idea di stile, a ciò che piace a me: il colore, appunto. Così siamo diventati controcorrente».

LA DISTINTIVITÀ – «insieme al rapporto qualità-prezzo», precisa Montefusco – è la caratteristica vincente del brand. A partire dallo storico marchio del Bassotto. «La scelta – ammette – non fu casuale: il Bassotto è un animale costante e determinato, che con il tempo riesce a raggiungere il suo traguardo. Un po’ come volevamo fare noi». La missione può dirsi compiuta, se si considera che l’azienda napoletana prevede di chiudere il 2017 con un fatturato superiore agli 85 milioni di euro (+6%, «nel 2018 speriamo di arrivare in tripla cifra»), può contare su oltre 500 dipendenti diretti e più di mille di indotto, vanta oltre 140 punti vendita monomarca e shop-in-shop in Italia (70) e nel mondo (70), tra cui Milano, Napoli, Capri, Portofino, Parigi, Cannes, Dubai, Doha, Miami, Mexico City, Panama, Santo Domingo, Cartagena e Hong Kong. La nuova sfida è stimolare ulteriormente l’internazionalizzazione: anche così si spiega l’ingresso nel capitale del fondo Clessidra nel 2014, con una quota del 40% (il restante 60% è in mano ai quattro fratelli). «L’obiettivo è diventare nei prossimi quattro anni un’azienda globalizzata». Cina e Spagna sono i Paesi sui quali puntare con forza. «Dopo aver aperto una prestigiosa boutique nella zona di Causeway Bay, quarto punto vendita inaugurato negli ultimi quattro mesi nel Paese asiatico, prevediamo di inaugurare 27 negozi nel giro di cinque anni in Cina, di cui dieci già entro due anni». In Spagna, sono stati inaugurati di recente cinque nuovi shopin-shop nei centri El Corte Ingles a Bilbao, Santander, Malaga, Vigo e Gijon, portando a otto i punti vendita. «Nel 2018 – continua Montefusco – ci sarà un ulteriore consolidamento della partnership con El Corte Ingles: è prevista l’apertura di 14 nuovi spazi dedicati al nostro brand». Estero, ma non solo: anche nel mercato italiano i risultati sono positivi, sia nella vendita all’ingrosso che al dettaglio. «Il 2017 è stato un anno che ci ha dato soddisfazioni, con performance significative anche oltre le aspettative. Per noi l’Italia resta strategica».

HARMONT & Blaine è un’azienda che bada alla sostanza, ma anche alla forma. Il brand ha una nuova immagine, creata dalla mano di Francesco Carrozzini, e poco più di un mese fa è stato completato il restyling del sito internet. L’e-commerce fa registrare dati record, con una crescita del 30%. «Puntiamo sulla multicanalità – la sintesi dell’amministratore delegato –: con il nuovo sito internet favoriamo l’acquisto sul web, ma noi vogliamo connettere sempre più l’online con il punto vendita (si può acquistare un prodotto e ritirarlo in boutique, ndr), interagire attraverso i social con i clienti, fare delle boutique veri e propri luoghi di aggregazione». Il pensiero è sempre rivolto al futuro, «perché bisogna stare al passo con i tempi». «Da Napoli si può», il motto dell’azienda. Si può essere vincenti. Paolo Montefusco lo sa bene.