I laser firmati El.En. conquistano il mondo

La società cresce a ritmi record grazie all’export

Boom delle applicazioni in campo medico
I ricavi volano con estetica, fisioterapia, tatuaggi

di Stefano Vetusti
CALENZANO (Firenze)

Nacque come una piccola realtà universitaria, per opera di un professore di elettronica, Leonardo Masotti e del suo allievo, Gabriele Clementi. Erano gli inizi degli anni Ottanta. Oggi la El.En. di Calenzano, alle porte di Firenze, è una società per azioni, quotata al segmento Star della Borsa Italiana, leader nel mercato dei laser a livello mondiale, con ricavi che quest’anno viaggiano verso i 400 milioni. A Masotti e Clementi, negli anni successivi, si aggiunse la spinta di famiglie importanti del distretto tessile pratese, con Andrea Cangioli e Alberto Pecci ad accompagnare lo sviluppo dell’azienda. Pecci, tra l’altro, vice presidente di Mediobanca, nel ‘92 Cavaliere del lavoro, è stato presidente della Fondiaria Assicurazioni ed ex membro dei cda di Assicurazioni Generali e di Banca Intesa.
La qualità è uno dei punti di forza di El.En., che oggi è presente in otto Paesi nel mondo, con 10 stabilimenti, sei centri di ricerca, 19 società controllate, 1400 dipendenti di cui 650 in Italia. L’attività si sviluppa nel settore medicale e in quello industriale. Il primo (estetica, chirurgia, terapia, service) rappresenta il 60% del fatturato e nei primi 9 mesi 2019 ha registrato ricavi per 171 milioni, 32 in più rispetto al 2018. Il grande successo dei sistemi laser per le applicazioni nella riduzione e frantumazione dei calcoli e trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna fa segnare nell’urologia un balzo del 50% del fatturato. In questo settore Quanta System, controllata di El.En., detiene la leadership mondiale per volumi produttivi. Cresce a due cifre anche il giro di affari nell’estetica (più 20% rispetto al 2018) grazie soprattutto alle applicazioni laser nell’epilazione, nella rimozione di tatuaggi, nel trattamento della cellulite. «I risultati del 2019 (primi 9 mesi), superano ampiamente le previsioni di inizio anno e le successive revisioni al rialzo» sottolinea il presidente di El.En., Gabriele Clementi (nella foto in alto a destra). In crescita del 7,25% anche il settore industriale (taglio, marcatura, sorgenti, restauro, service) con ricavi nei primi 9 mesi 2019 pari a 112 milioni.
Il fatturato complessivo (283 milioni nei primi 9 mesi) è in aumento del 16%. Il risultato operativo è salito del 32%. Alla luce di questo per Elen viene stimato un fatturato 2019 a 400 milioni con un Ebit (risultato lordo) che si avvicina al 10% del fatturato. Il successo di El.En. è costruito quasi del tutto oltre confine: i mercati esteri rappresentano oltre l’83% del fatturato del Gruppo. Nel 2019 la crescita più rapida è avvenuta nei Paesi extraeuropei (+19,5% rispetto al 2018), l’Europa sale del 13,4%, l’Italia dell’8%. Elen si gode anche il rilancio del mercato giapponese. La crescita è sostenuta da un piano di investimenti di 30 milioni nel biennio 2018-2019, con la costruzione di nuovi stabilimenti, il completamento di quelli di Jena, Vicenza, Prato, i lavori nel nuovo stabilimento di Torre Annunziata, di Lin Yi e Wenzhou per l’attività industriale in Cina, la riorganizzazione di quello a Calenzano e del nuovo a Samarate. «Il mercato cinese, nonostante la guerra dei dazi, sta rispondendo molto bene. Siamo al terzo stabilimento in Cina. Siamo tra i primi otto posti al mondo nel settore laser, tra i primi tre a livello medicale – sottolinea con orgoglio il direttore generale Paolo Salvadeo (foto in alto a sinistra) – Continuiamo a investire per tenere il passo della domanda, esplosa negli ultimi anni. Abbiamo i migliori macchinari a livello internazionale, ne abbiamo lanciato uno, che tratta le adiposità e la cellulite, unico al mondo, ce ne sono già 150 in Italia. Puntiamo su innovazione tecnologica, sulla qualità. Possiamo dire con soddisfazione di essere una azienda che opera nel solco dell’ultima rivoluzione industriale in atto». Gli investimenti vengono alimentati da una notevole liquidità aziendale (la posizione finanziaria netta è di 51 milioni).

La ricetta del successo?
«Dipendenti felici»

Il dg Salvadeo: «Sistema di welfare per il loro benessere»

CALENZANO (Firenze)

«Sono molto contento se i nostri collaboratori stanno meglio in azienda». Poche parole quelle del direttore generale di El.En., Paolo Salvadeo, per spiegare il piano di welfare che è un vanto della società. «Il benessere dei nostri dipendenti è al primo posto per noi» aggiunge. Negli stabilimenti del gruppo ci sono palestre, campi di basket, calcetto, un sistema di assistenza sanitaria che si estende ai familiari dei dipendenti, un’attenzione particolare alla qualità degli ambienti di lavoro. Una ricerca del Top Employers Institute indica che le imprese italiane che hanno realizzato strutture dedicate al benessere dei lavoratori sono passate dal 42% del 2017 al 51% del 2018, mentre quelle dotate di palestre, piscine o altri impianti sportivi sono il 37%. Una scelta che premia in termini di produttività, con l’assenteismo che in queste realtà scende al 2%. «Non c’è distanza tra chi guida l’azienda e i suoi dipendenti, per noi avere un clima aziendale positivo è fondamentale » aggiunge Salvadeo che esalta anche il ruolo sociale dell’impresa: «Cerchiamo di dare una mano ad esempio nel settore dell’arte, donando i nostri laser ai più importanti musei del mondo per i restauri. Così come diamo aiuti nei Paesi più poveri, dal Burkina Faso al Sud America, donando anche laser agli ospedali di quei Paesi. Anche per questo ho avuto in dono la gioia, immensa, di essere ricevuto in udienza privata da Papa Francesco».

Stefano Vetusti