Il colosso dell’It abita a Empoli
Ecco Sesa, ricavi per 15,5 miliardi
e oltre duemila dipendenti

Stefano Vetusti

EMPOLI (Firenze)

CRESCITA a doppia cifra, acquisizioni, assunzioni di centinaia di giovani laureati ad elevata specializzazione. La società empolese Sesa, operatore di riferimento in Italia nel settore delle soluzioni It a valore aggiunto per il segmento business, continua a conquistare quote di mercato e a creare nuovi posti di lavoro (circa 200 nel 2018). I dati di fatturato dell’esercizio al 30 aprile 2019 segnalano ricavi consolidati di Gruppo pari a un miliardo e 550 milioni, in crescita di oltre il 13,5% rispetto al miliardo e 363 milioni del precedente anno fiscale. Sesa conferma così tassi di crescita ampiamente superiori a quelli del mercato di riferimento. Prosegue la politica di acquisizioni, con il core business in aree a elevata competitività tecnologica. Negli ultimi due anni il Gruppo Sesa – quotato nel segmento Star di Borsa Italiana – ha rilevato Tech Value (conta oltre mille clienti, specializzata in fornitura di servizi per aziende manufatturiere), ha acquisito l’emiliana Icos tramite la controllata Computer Gross Italia, è entrata nel capitale di Cabel Holding, attraverso Var Group ha concluso l’acquisizione di Ssa Informatica. Si è espansa nel settore Digital security rilevando il 60% di Gencom di Forlì.

IL GRUPPO SESA al 30 aprile scorso ha superato il traguardo dei duemila dipendenti (erano 1724 un anno fa) circa 100 dei quali sono occupati in società del Gruppo all’estero e in particolare in Germania e in Spagna, a seguito del piano di internazionalizzazione intrapreso nel 2018. Sono proseguiti gli investimenti in sviluppo e valorizzazione del capitale umano, con oltre 200 assunzioni, soprattutto di giovani neolaureati dalle università italiane, inseriti con piani di formazione nelle aree di maggiore crescita e potenziale di sviluppo dell’It (Cloud computing, Digital security, Digital services, It Consulting, A.I.), percorsi di tirocinio professionale e apprendistato (circa 50 tirocinanti e 180 apprendisti al 30 aprile 2019). I dipendenti sono quasi per intero inquadrati a tempo indeterminato.

«L’ESERCIZIOal 30 aprile – sottolinea l’amministratore delegato Alessandro Fabbroni – si chiude con uno sviluppo di ricavi e occupazione superiore al track record storico. Investiamo nella valorizzazione del capitale umano, gettando le basi per la nostra crescita futura. Il piano di welfare 2019 si arricchisce di iniziative nuove, con attenzione a responsabilità sociale e sostenibilità ambientale. La strategia di crescita continua e sostenibile del Gruppo Sesa è basata sullo sviluppo delle competenze e della specializzazione delle proprie risorse umane, su cui il Gruppo continua ad investire, anno dopo anno, focalizzandosi sulle aree a maggiore innovazione dell’Information Technology». «Le risorse umane rappresentano il più grande asset di ogni azienda innovativa; le iniziative di promozione dell’equilibrio tra lavoro e vita privata sono per noi fondamentali. Chiudiamo un esercizio con una forte crescita di ricavi e occupazione», osserva Paolo Castellacci, presidente e fondatore di Sesa.

«CONTINUIAMO a investire in competenze e capitale umano, rafforzando i programmi di selezione e formazione – sottolinea Giovanni Moriani, vice presidente esecutivo di Sesa – Sono sempre più importanti per lo sviluppo futuro i programmi di collaborazione con le principali università italiane, scuole di specializzazione, eventi di recruiting ed hackathon sul territorio nazionale, che nel corso dell’esercizio hanno coinvolto un numero di risorse molto rilevante consentendoci di evolvere e cogliere i principali trend dell’innovazione digitale».


Sirio A Piazza Affari per accelerare la crescita

RAVENNA

SIRIO, azienda ravennate leader italiano nella gestione del catering commerciale nel settore ospedaliero, sbarca oggi sul mercato Aim di Borsa Italiana. Il collocamento ha un controvalore di 10,4 milioni circa. Il prezzo di offerta è stato fissato in 9,5 euro per azione per una capitalizzazione prevista, alla data di inizio delle negoziazioni, pari a 32,8 milioni. «In un maggio in cui Piazza Affari ha segnato -9,5% dimezzando i guadagni da inizio anno abbiamo concluso la più grossa Ipo su Aim del 2019», ha spiegato Stefano Bellavita alla guida del team Equity di Alantra in Italia. «L’Ipo – ha commentato l’ad Stefania Atzori (nella foto) – rappresenta un importante traguardo per Sirio ma ancora di più rappresenta il trampolino di lancio per la sua crescita futura. Crescita che conseguiremo attraverso nuove aperture di punti vendita nel settore ospedaliero e aeroportuale, attraverso lo sviluppo di catene in franchising, e che subirà una importante accelerazione grazie all’utilizzo dei proceeds derivanti dall’Ipo».

SIRIO ha chiuso l’esercizio 2018 con un fatturato in crescita del 8,8% a 64,4 milioni di euro rispetto all’anno precedente, con un Cagr, negli ultimi 3 anni, a doppia cifra pari al 15% circa, registrando un miglioramento dell’Ebitda che si attesta a 6,9 milioni di euro, un Ebitda margin del 10,7% (superiore alla media di settore). A fine 2018 la società contava 77 punti vendita attivi nel nord e centro Italia. Nell’ambito della procedura di ammissione, è assistita da Alantra, in qualità di global coordinator, da Banca Mediolanum, dallo studio legale BonelliErede, deal counsel dell’operazione, Bdo, come revisore legale dei conti, Pwc, in qualità di consulente fiscale, Cdr Communication, consulente in materia di Investor e Media Relation.


Officina Stellare atterra in Borsa
La Nasa usa i nostri telescopi
Ora puntiamo alle space factory

Antonio Del Prete

SARCEDO (Vicenza)

CHI ha da sempre la passione per gli astri è abituato ad aprire gli occhi e puntare in alto. Se poi negli anni quella passione diventa un lavoro, i sogni assumono la forma dei progetti, e i progetti quella delle aziende. Come Officina Stellare, fondata da Riccardo Gianni, che ne è il presidente, Giovanni Dal Lago, amministratore delegato, e Gino Bucciol, responsabile Business Development. La sede è a Sarcedo, in provincia di Vicenza: è lì che nascono telescopi, strumenti ottici e aerospaziali apprezzati anche dalla Nasa. Prodotti che nel 2018 hanno costituito un valore della produzione di circa 5 milioni di euro. La base da cui decollare grazie alla cosiddetta democratizzazione dello spazio e al processo di quotazione in atto.

Dal Lago, quando e come nasce l’avventura di Officina Stellare?

«Nel maggio 2009 grazie all’incontro di tre appassionati di astronomia”.

Tre anni dopo arriva la prima commessa della Nasa.

«Già nel 2012 partecipavamo a fiere negli Usa, occasioni in cui la Nasa ha avuto modo di conoscere e apprezzare la nostra competenza ottica. Così è cominciato un percorso e ha preso corpo il progetto Sofia”.

Di cosa si tratta?

«Abbiamo fornito alla Nasa un sistema di guida e puntamento a supporto del telescopio per riprese scientifiche in alta atmosfera anche in condizioni critiche”.

Detto della Nasa, chi sono in generale i vostri clienti?

«Serviamo un range ampio tra cui Airbus e Gruppo Leonardo: operatori istituzionali e governativi, agenzie spaziali, ma anche il mondo corporate”.

Quanto vale l’export?

«Circa il 92% del fatturato. Da sempre siamo orientati all’estero; non solo agli Usa, come è facile immaginare per via dei grossi investimenti nel settore, ma in generale a tutti i Paesi che scommettono sulle nuove tecnologie”.

I risultati dello scorso anno quasi doppiano quelli del 2017. Cosa vi aspettate per il 2019?

«Lavoriamo per ottenere un incremento pari almeno al 40%”.

La capacità di gestire tutte le fasi di processo dell’ordine vi dà un vantaggio competitivo?

«Certamente. Oggi il settore aerospaziale non si basa più su budget illimitati e tempi lunghi, servono efficienza e velocità. Noi, lavorando in casa, riusciamo in breve tempo ad offrire ai clienti soluzioni peculiari a prezzi competitivi”.

Crescita significa nuove assunzioni?

«Sì. Ora siamo poco meno di 40 persone, prevediamo un raddoppio nel giro di qualche anno. Cerchiamo figure tecniche e manageriali”.

Con quale fine avete scelto di quotarvi?

«Raccogliere capitale per realizzare la space factory, un luogo dedicato allo sviluppo delle tecnologie applicate all’aerospazio”.

Per ampliare il vostro business puntate sulla cosiddetta democratizzazione dello spazio. Di cosa si tratta?

«Le nuove tecnologie, generate anche da investimenti lungimiranti, consentono di abbattere i costi; così gli operatori privati possono fare business in un settore che in passato era appannaggio dei giganti della ricerca scientifica”.

Si dice che la new space economy avrà un grande impatto sulla vita quotidiana. In che modo Officina Stellare parteciperà a questa rivoluzione?

«Fornendo l’hardware per un mondo, quello del futuro, in cui bisognerà gestire il traffico spaziale, controllare i confini e gestire le grandi emergenze idro-geologiche attraverso l’osservazione della superficie terrestre, aumentare la copertura e la velocità dell’accesso a internet».

Cybersecurity Wise entra in Innovery

MILANO INNOVERY, azienda leader nell’ecosistema ICT e specializzata nel comparto della cyber security, registra l’ingresso nel suo capitale, con il 69%, di Wise Equity Sgr, una società di gestione del risparmio con una notevole esperienza nell’accompagnare le pmi che promuovono l’innovazione. Innovery, con sede in Italia, Spagna e Messico, è un system integrator internazionale che offre servizi estremamente diversificati ai propri clienti focalizzandosi su task verticali ad elevata complessità tecnologica con una forte specializzazione nel campo della cyber security. Il gruppo, che negli ultimi tre anni ha raddoppiato il proprio fatturato superando i 27 milioni di euro nel 2018 ed impiega circa 240 persone. Con l’ingresso di Wise Equity nell’azionariato, il gruppo punta ad accelerare la propria crescita facendo leva sui clienti esistenti , sia attraverso una strategia di m&a mirata a sviluppare prodotti servizi e mercati a livello internazionale.