Finlabo, ingegneri della finanza
Gli strateghi delle Marche
hanno convinto anche la City

Matteo Radogna

RECANATI

DA STUDENTI trader appassionati di borsa sul web a fondatori di una delle migliori società di intermediazione mobiliare in Europa con un fondo che ha raggiunto 400 milioni di asset under mangement. Finlabo, la ‘boutique’ di gestione finanziaria recanatese creata da Alessandro Guzzini e Anselmo Pallotta (entrambi classe ‘76), registra, da un anno all’altro, uno sviluppo delle masse in gestione superiore al 50 per cento. Ottime performance realizzate grazie a un processo di internazionalizzazione di questa realtà ‘rampante’. Il segreto del successo? Intanto, l’umiltà e la capacità di lavorare di squadra scegliendo i migliori talenti del settore economico, finanziario e matematico della Marche. Guzzini e Pallotta sottolineano che le loro doti principali sono la curiosità, ma anche, visti dall’esterno, la capacità di intuire dove batte il cuore del successo. Perché la loro storia è un racconto fatto di tenacia, di salti in avanti. E di un piccolo sogno che è diventato una grande realtà.

OGGI FINLABO si è affermata come un punto di riferimento insostituibile per le fondazioni e le banche che cercano certezze negli investimenti. E pensare che tutto è iniziato da un piccolo ufficio di Recanati dove l’unica cosa che non mancavano erano le idee. «Eravamo soltanto noi due in un settore difficile dove i grandi clienti puntavano su fondi di ragguardevoli dimensioni – racconta Guzzini –.Quello che abbiamo fatto noi non so se sarebbe stato possibile 15 – 20 anni fa. Internet, il mondo della borsa online ci ha aiutato. Ma anche la capacità di unire la valutazione umana, la componente di esperienza di chi fa questo lavoro da sempre con un software di nostra invenzione curato dal mio socio Pallotta. Una linea dati veloce che segue i flussi finanziari e ci permette di operare con margini di sicurezza molto alti. Questo fa la differenza». I successi di Finlabo non sono passati inosservati: la rivista inglese Acquisition International ha nominato Alessandro Guzzini come amministratore delegato dell’anno a livello italiano.

I MOTIVI della scelta sono legati ai significativi risultati conseguiti nel 2016 e nei precedenti anni, ai riconoscimenti ricevuti dai fondi della realtà recanatese e alle testimonianze di grande soddisfazione dei clienti. Presto Finlabo aprirà un ufficio nella ‘capitale’ finanziaria italiana: «La sede di Milano – conclude Guzzini – verrà utilizzata a livello commerciale. Continueremo a operare dal nostro quartier generale nelle Marche, ma ci serviva un altro avamposto». Guzzini fin da ragazzo ha potuto sperimentare cosa significa investire: «Mio padre, noto imprenditore delle lampade Guzzini, mi aveva dato alcune somme da gestire. Pur studiando ingegneria io e il mio socio, ci siamo da subito appassionati alla finanza: i primi investimenti azionari risalgono al ‘98. Grazie alle nostre competenze ingegneristiche ed informatiche, abbiamo messo a punto dei sistemi, dei modelli che potessero aiutarci ad investire in maniera più efficiente».

GUZZINI ha creato una sorta di ‘laboratorio della finanza’ che invece, di ampolle e soluzioni chimiche, sperimenta utilizzando computer e flussi della borsa: «Da qui è nato il nostro software. Per renderlo credibile e venderlo lo abbiamo provato e creato una casistica con degli investitori. Dopo averlo sperimentato con successo abbiamo deciso di tenercelo per noi».

UNA REALTÀ che si distingue per l’utilizzo di modelli quantitativi e per la specializzazione in strategie di tipo absolute return che puntano a generare rendimenti interessanti, alla minimizzazione delle perdite, che li ha portati ad avere risultati positivi anche in anni difficili come il 2008. Nel corso degli ultimi 10 anni hanno realizzato performance di molto superiori rispetto alla media delle società di intermediazione. «Riusciamo a personalizzare la gestione – conclude Guzzini – in base alle esigenze del cliente ma soprattutto siamo indipendenti».

 


Startup Dieci creativi da Bologna sbarcano alla Silicon Valley

BOLOGNA

DIECI CREATIVI emiliani hanno partecipato alla quinta edizione del Silicon Valley Mindset Program che si chiuderà il prossimo 30 giugno. Sul blog di Emilia Romagna in Silicon Valley è stato pubblicato il diario con il racconto della giornata dei dieci founder, tra l’altro tutti abbastanza giovani. Da Camille Bata, di origini francesi, 18 anni, che sta lavorando ad un progetto che consiste nella creazione di una piattaforma digitale basata sul principio dell’economia condivisa, permettendo la condivisione di beni e servizi direttamente tra i privati, a Valerio Pappalardo, formazione in marketing e food innovation, che ha come obiettivo di costruire una piattaforma che permetta di ottimizzare la pausa pranzo tramite la tecnologia ed esporti l’ingrediente cardine della dieta mediterranea: la convivialità.

CI VUOLE FIDUCIA in se stessi, non c’è che dire in questa coniugazione creativa tra tecnologie e idee, la capacità di ottimizzare al massimo le potenzialità offerte dal digitale. Nicola Masotti, per esempio è un ricercatore nel campo della realtà aumentata applicata al controllo del traffico aereo. Un anno fa, la sua proposta di cambiare il volto dell’IT nelle torri di controllo grazie all’impiego di strumenti di realtà aumentata ha ottenuto il sostegno della comunità europea. Oggi, la stessa idea, è una delle applicazioni più promettenti di queste tecnologie. Davide Ameglio invece, 24 anni, ha iniziato ad elaborare la sua tesi di laurea in «Algoritmi innovativi per il calcolo del rischio di credito e assicurativo», che ha trasformato in un progetto di startup, dando vita a Credit AI: utilizzare un modello innovativo per il calcolo del rischio attraverso i dati mobile degli utenti.

GLI ALTRI EMILIANI in Silicon Vaslley sono Franca Castelli che mira a fornire agli utenti maggiori informazioni sulle aziende, scritte sulla base dell’esperienza di colloquio/lavoro/stage di altri utenti; Claudio Venezia che ha l’ambizione di realizzare il primo portale e-commerce in Italia specializzato nella fornitura di cibi funzionali, promuovendo uno stile di vita sano e bilanciato. Grazie all’esperienza di chef, personal trainer e nutrizionisti, le ricette realizzate saranno in grado di aiutare il consumatore nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Tutto con un semplice click. Infine, Duccio Catalioto, 27 anni. Nel 2009 lancia aGratis un servizio web basato sull’affiliate marketing dove vengono regalati premi in cambio di registrazioni a siti web sponsorizzati: la piattaforma raggiunge più di 10 mila utenti in meno di un anno. E poi Cosimo Maria Palopoli, tecnologo alimentare, pianista, compositore e studente. Luca Domeniconi che ha fondato il progetto per aiutare le persone a raggiungere il loro massimo potenziale nello sport. Ultimo, Federico Giannini. Il suo progetto mira ad aiutare studenti e lavoratori nel trovare il giusto appartamento o la giusta stanza in base ai propri bisogni. Il matching non riguarda solo le caratteristiche dell’alloggio, ma anche l’affinità personale (calcolata tramite un algoritmo proprietario) dei potenziali coinquilini.