I CONSIGLI DELL’ESPERTO

L’identikit del selezionatore 4.0
«Tanti colloqui e social network
Così si impara questa professione»

Monica Pieraccini

FIRENZE

NON TOCCA SOLO ai candidati doversi misurare con i nuovi strumenti di ricerca del personale. Anche i selezionatori devono fare i conti con le aziende, sempre più esigenti, che non guardano più solo alle competenze della persona, e con il boom dei social network, dove compaiono offerte di lavoro di tutti i generi e dove i recruiter possono costruirsi già un’immagine di chi hanno di fronte prima di incontrarla di persona. Una professione sempre più complessa, insomma, quella del selezionatore. Stefano Innocenti, libero professionista, psicologo del lavoro, viaggia su e giù per lo stivale per preparare i giovani che vogliono diventare cacciatori di teste.

Chi è, oggi, il bravo recruiter?

«Quello a cui piace avere a che fare con le persone. Il selezionatore è un mediatore. La sua, infatti, è una continua mediazione tra le richieste, non necessariamente e non solo economiche, delle aziende e quelle dei candidati».

C’è una scuola che indirizza a questo mestiere?

«No, in effetti. Non esiste un corso universitario specifico. Ci sono corsi dedicati alle risorse umane, ma portano ad un approccio troppo mirato verso l’alto. Negli atenei si tratta soprattutto di grandi aziende, ma poi ci si trova a fare i conti con il nostro tessuto produttivo, fatto di piccole e piccolissime aziende».

E dunque che studi si possono fare?

«I giovani recruiter arrivano soprattutto dagli studi umanistici. Ci sono psicologi e laureati in lettere, ad esempio. Ma non è detto. Uno dei migliori direttori del personale che abbia mai conosciuto è un fisico. Non è un lavoro dalla connotazione maschile. Anzi, è una professione tipicamente femminile: ci sono tante donne che lo fanno e lo fanno bene».

Si diventa recruiter per aiutare le persone a trovare lavoro?

«A volte è così. Ma il riferimento per il selezionatore non è tanto il candidato, quanto il cliente. L’azienda che ci chiede di trovare non tanto la persona più competente, ma la più adatta, per cultura e modo di fare, a lavorare in quell’ambiente».

Meglio il colloquio tradizionale o la caccia del candidato sul web?

«Ognuno deve trovare la sua strada, utilizzare le sue metodologie e tecniche. È importante leggere, informarsi, confrontare gli strumenti. Ci deve essere, di base, l’interesse per lo sviluppo della professione, il piacere di avere a che fare con le persone, l’attenzione a gestire bene la responsabilità del ruolo. A mio avviso è necessario unire entrambi gli elementi: il colloquio e i social. Un mix perfetto, tra classico e novità».

Come un selezionatore deve usare i social?

«Ognuno, ripeto, trova la sua strada. Sicuramente è lecito per un selezionatore valutare i candidati anche dall’immagine che arriva dai social, rispetto ai commenti che fanno, se razzisti o violenti. Ma anche il selezionatore stesso deve sapere usare questi strumenti. Non riesco a immaginare, oggi, una persona che voglia lavorare nelle risorse umane, ma che non sappia usare Linkedin. E lo deve anche saper usare bene, quindi avere un network professionale e conoscere le regole, scritte e non, di come ci si comporta. Sbagliato, ad esempio, è parlare male sui social dei candidati incontrati, perché in quel momento il selezionatore sta rappresentando la sua azienda».

Manca una scuola
per ‘reclutatori’

«Non esiste un corso universitario specifico per rectruiter – spiega Stefano Innocenti –. E poi bisogna fare i conti con un tessuto produttivo di pmi»

Nuove tecnologie
alla prova dei fatti

«Non solo il reclutatore può monitorare i commenti sui social dei candidati, ma soprattutto deve conoscere e saper usare strumenti potenti come LinkedIn»

L’importanza
della mediazione

«Il buon selezionatore è un mediatore: deve trovare un equilibrio tra le esigenze delle aziende per cui lavora e quelle dei candidati».

Il personaggio 
Psicologo del lavoro ed esperto di formazione
Nel suo blog suggerimenti per avere il posto

PISTOIA

STEFANO INNOCENTI vive a Pistoia. È psicologo del lavoro, esperto di selezione e formazione del personale. Ha operato all’interno di varie realtà collaborando con soggetti sia pubblici che privati. Alle attività di selezione e formazione affianca l’orientamento alle tecniche di ricerca attiva del lavoro e la consulenza di carriera, occupandosi anche di Personal e Corporate Branding. Nell’ambito della formazione per i futuri recruiter, fa parte della faculty dei master di varie business school e tiene periodicamente corsi di specializzazione, dove tratta principalmente le tematiche connesse alla selezione, sviluppo e valutazione del personale. Appassionato di comunicazione e social network, ritiene che il selezionatore «del futuro» dovrà essere in grado di unire il meglio delle metodologie classiche con le possibilità offerte dai nuovi strumenti, senza mai dimenticare che questo lavoro lo si può fare soltanto confrontandosi con le Persone. Tiene anche un blog dedicato alla formazione ed alle tecniche di ricerca del lavoro: https://stefanoinnocenti.wordpress.com

Di | 2018-05-14T13:14:16+00:00 16/01/2018|Lavoro|