I COLOSSI DELLE RINNOVABILI

Energia dall’acqua, lo scatto di Edison
Le mini-centrali integrate nell’ambiente mettono d’accordo business e cittadini

Alessandro Farruggia
CREMONA

E’UNA CENTRALE idroelettrica da 4.5MW e quasi non la vedi. Con i grandi bacini già sfruttati da lungo tempo, il mini-idro è il futuro del settore, anche per la sua sostenibilità, se il progetto è fatto come si deve. Un esempio del nuovo corso è la centrale Edison a Pizzighettone, sull’Adda, inaugurata lo scorso giugno. L’Adda è stata la culla di Edison: lì, nel 1898, il fondatore dell’azienda, Giuseppe Colombo, intuì la portata del cosiddetto ‘carbone bianco’ e fece realizzare quello che all’epoca era il più grande impianto alimentato ad acqua d’Europa e il secondo al mondo, al quale ne seguirono altri due (Esterle e Semenza, nel 1913 e 1920).

I TEMPI CAMBIANO e ora è la stagione del mini-idro. L’impianto idroelettrico di Pizzighettone è ad acqua fluente e sfrutta un salto idraulico già esistente, integrato da uno sbarramento mobile che ne ottimizza la gestione, per produrre mediamente 18 milioni di KWh all’anno. L’energia generata grazie a due turbine Kaplan ad asse orizzontale sistemate sottoterra è equivalente al consumo annuo di 6mila famiglie, ed evita l’emissione di circa 8mila tonnellate di anidride carbonica. Il locale turbine, che ospita i due generatori e i trasformatori con i quadri elettrici, è interrato e contribuisce alla piena integrazione della centrale nel territorio circostante. I lavori, iniziati nel 2015 e terminati a giugno 2017, hanno raggiunto una profondità di 30 metri e hanno richiesto la rimozione di 40mila metri cubi di terreno. Per rispondere alle obiezioni degli ambientalisti che non volevano una nuova barriera per la fauna ittica, lungo la sponda destra del fiume è stata costruita una ‘scala pesci’, un passaggio artificiale che consente alla fauna ittica di risalire le acque e garantisce il ripristino di un corridoio ecologico. Il progetto ha anche previsto il consolidamento della traversa del fiume: la stabilizzazione dell’alveo è stata realizzata, in accordo con l’Agenzia interregionale per il fiume Po, utilizzando il materiale proveniente dagli scavi della centrale.

«DAL PUNTO DI VISTA ambientale – sottolinea Marco Stangalino, direttore idroelettrico e sviluppo rinnovabili di Edison – è il massimo che la tecnologia moderna può fare per evitare impatti ambientali pur utilizzando la forza idroelettrica del fiume». E il territorio si dice soddisfatto, e non solo per le ricadute economiche o le piccole opere di compensazione come la ‘scala pesci’ e la stabilizzazione dell’alveo o la riqualificazione di un campo da calcio nei pressi della centrale. È anche una questione di vocazione del territorio: produrre energia a basso impatto ambientale. «L’inaugurazione della centrale idroelettrica di Edison è una svolta epocale per il territorio – ha detto il sindaco di Pizzighettone, Luca Moggi – il fiume Adda è parte della storia di Pizzighettone, la costruzione da parte di Edison di un altro impianto di energia rinnovabile sulle sue sponde ne rinnova la centralità rispetto al Paese nell’ambito di una sinergia tra pubblico e privato».

Risparmi Blackrock unisce big data ed etica: il mix per investire

MILANO

I TITOLI sui quali investire vengono selezionati attraverso tecnologie basate su studio dei big data e machine learning, ma allo stesso tempo BlackRock assicura la valutazione dell’impatto sociale e ambientale delle società in cui investe. Le linee guida da seguire per gli investimenti di BlackRock sono infatti due: sviluppo tecnologico e sostenibilità. La tecnologia nel futuro, in sostanza, rappresenterà il 30% dei ricavi di BlackRock, così come ha evidenziato il ceo globale Larry Fink. La svolta verso un’attenzione più marcata per la responsabilità sociale degli investimenti è arrivata, invece, con la lettera di gennaio di Fink in cui si si chiede alle società nella quale ha investito di perseguire non solo risultati finanziari ma anche un contributo positivo alla società. La nuova soluzione del più grande asset manager del mondo con 6.000 miliardi di dollari gestiti è appena sbarcata in Europa, dopo il lancio negli Stati Uniti del 2017, e conta 6 fondi. Uno a copertura globale e cinque con esposizioni regionali: World, US, Emerging Markets, Pan-European, Europe ex-UK, Asia ex-Japan. I fondi sono gestiti dal team Systematic active equity: 80 professionisti (ci sono anche laureati in informatica, fisica ed ingegneria) che, divisi tra Londra e San Francisco, gestiscono 105 miliardi di dollari.

NON SOLO: il team crea specifici «segnali di investimento» basati su una serie di fonti alternative di dati, tra le quali si trovano anche presentazioni dei risultati delle società, analisi del traffico internet e delle immagini satellitari, per assumere decisioni di investimento più informate. Il team è guidato da un italiano, Raffaele Savi: «Oggi il ritmo del cambiamento sta accelerando a livello mondiale – racconta il co-head of systematic active equity di BlackRock –. Il modo in cui interagiamo, lavoriamo e consumiamo è completamente diverso rispetto a solo una decina di anni fa. La nostra nuova serie BlackRock Advantage sfrutta questo cambiamento per sbloccare le opportunità offerte dai big data in termini di ricerche su internet, geolocalizzazione degli smartphone e immagini satellitari».

I FONDI in Italia sono presenti solo in classe istituzionale e saranno distribuiti attraverso veicoli assicurativi, fondi di fondi, gestioni patrimoniali. «La domanda della clientela si è evoluta oltre la scelta binaria tra soluzioni attive e indicizzate – spiega Michael Gruener, Head of Emea retail di BlackRock –. Oggi la costruzione del portafoglio si basa su una serie di tecniche che rispecchiano l’ampia varietà di opzioni e informazioni a disposizione degli investitori».

Cosimo Firenzani

Di | 2018-06-26T12:56:23+00:00 26/06/2018|Dossier Sostenibilità|