Il made in Italy prima di tutto
Luisa Spagnoli, griffe tricolore
«Mai con una multinazionale»

Donatella Miliani
PERUGIA
UNA LUNGA storia imprenditoriale e familiare alle spalle. Un presente di successo (con aperture di negozi nelle più importanti località alla moda del mondo e, dopo il profumo «Luisa» e accessori per il total look, anche una linea di occhiali da sole) e un futuro aperto perfino alla possibilità di una linea al maschile. «Se vorrà sarà però mio figlio Nicola a farlo – spiega Nicoletta Spagnoli ad e presidente della Luisa Spagnoli –. Nelle mie corde c’è solo la vocazione alle linee femminili». Imprenditrice di rango e di successo Nicoletta Spagnoli si è raccontata in un incontro alla Galleria Nazionale Arte Moderna di Roma dal titolo «Leadership e mecenatismo». Rispondendo alle domande dei presenti ha anche spiegato come al momento «non sia in previsione l’ingresso in Borsa, ma non è da escludere che in futuro anche questo possa avvenire».
CATEGORICA invece, l’affascinante imprenditrice perugina, sul tema della cessione del marchio . C’è una tendenza piuttosto diffusa tra le maison italiane a cedere, più che alle lusinghe, alle sostanziose offerte economiche delle multinazionali della moda: «Mai – ha replicato decisa –. Non ho mai considerato questa ipotesi. Mi sembrerebbe di tradire una vocazione che è nel dna di famiglia. Non importa l’entità dell’offerta, tutto quello per cui ho investito e lavorato per una vita è la Luisa Spagnoli. Le collezioni e il guardare al futuro, ma anche la cura nel recuperare quel passato attraverso il quale proiettarci in avanti». In questo senso va il restauro del borgo interno al quartiere di Santa Lucia che ancora oggi ospita il quartier generale della fabbrica a Perugia. «Lì mio nonno aveva creato una serie di servizi a disposizione dei dipendenti. Botteghe di artigiani che facevano il pane, vendevano frutta e verdura e poi il pediatra, l’asilo per i figli di chi lavorava in fabbrica. Al posto delle insegne aveva commissionato affreschi d’arte a un personaggio poi divenuto celebre come esponente del Futurismo, Gerardo Dottori. Riuscire, grazie a un paziente lavoro di restauro a recuperare tutto non ha prezzo. Non potrei mai rinunciare a questo…». La classe è una dote innata,l’eleganza la sottolinea, recita lo slogan della Luisa Spagnoli che calza perfettamente all’erede Nicoletta. «La nostra griffe? Parlerà ancora italiano» assicura l’imprenditrice, cavaliere del Lavoro, che continua a creare le collezioni con lo stesso entusiasmo di quando ha iniziato.
UNA PASSIONE che è stata capace di trasmettere al figlio Nicola che a soli 22 anni è già coinvolto nella gestione dell’azienda, tanto che nelle idee innovative degli ultimi tempi c’è il suo zampino. Lalinea degli occhiali da sole ad esempio o il modo di gestire l’e-commerce usando la consistente rete dei negozi (154) sul territorio italiano. «A mio padre Lino sarebbe piaciuto riprendersi la Perugina dal colosso che l’aveva inglobata – ha confidato concludendo l’incontro romano la Spagnoli – . La malattia purtroppo non gliene ha dato il tempo…». Insomma lei non lascerebbe che la sua azienda entrasse nel carrello di una multinazionale? «Mai…».


Estetica Mdm Group, la holding delle reginette

Loredana Del Ninno
BOLOGNA
UNA REALTÀ sempre più in espansione nel cuore della provincia bolognese. Mdm Group, azienda italiana nel campo della medicina estetica e della cosmesi, quartier generale a Padulle di Sala Bolognese, ha perfezionato l’acquisizione di Maya Beauty Engineering, produttore di dispositivi medici e apparecchiature elettromedicali. Nata nel 2008 da un’idea dell’amministratore unico, Federico Montanari, la Mdm è cresciuta nel tempo, trasformandosi in una holding nel giro di due anni. Alla Dermal Institute, originario brand di trattamenti per la cura e il benessere della persona, si sono aggiunti Tricologica, dedicato alla salute dei capelli ed Exea, dipartimento medico-scientifico per la medicina estetica non invasiva. La consacrazione nel 2014, quando Mdm Group si guadagna la leadership indiscussa sul mercato italiano con ordinativi per 70 milioni di euro. Esattamente un anno dopo essersi impegnata nel progetto ‘100 per cento’ made in Italy per tutti i suoi dispositivi, prodotti interamente in Italia, seguiti fin dalle prime fasi di ricerca e sviluppo da parte di un comitato scientifico interno e dalle collaborazioni con alcune atenei, istituzioni accademiche e società scientifiche.
L’AZIENDA, attualmente official partner del concorso di bellezza Miss Italia, si conferma come una struttura dai grandi numeri: 57 milioni di fatturato, 456 tra dipendenti e collaboratori, 3982 clienti business. «La recente acquisizione di Maya Beauty – commenta Montanari – seppure abbia comportato un investimento complessivamente inferiore a un milione di euro, rappresenta un passaggio strategicamente fondamentale per il nostro Gruppo. Il trentennale know-how tecnologico di Maya Beauty, da sempre apprezzato dal proprio mercato di riferimento, unito alle capacità operative e commerciali del Gruppo, genererà un effetto sinergico immediato per tutti i brand di Mdm Group già a partire dalla seconda metà del 2017».
MONTANARI rivela i punti di forza dell’azienda: «Per offrire sempre il massimo della chiarezza nell’informazione, Mdm Group si avvale di professionisti qualificati e formati sul territorio, in grado di promuovere presso le attività commerciali, tutte le soluzioni estetiche. Un valore aggiunto, che ha consentito agli affiliati un notevole incremento del volume d’affari nonché l’acquisizione di nuovi clienti, direttamente sulle aree di interesse. Da sempre, infine, siamo sensibili ai temi legati all’etica: oltre alle certificazioni internazionali, l’azienda dispone al proprio interno di un importante comitato scientifico, composto da ingegneri e da medici, che testa accuratamente i prodotti e gli apparati commercializzati e utilizzati dai diversi brand, rilasciando solo in seguito la relativa certificazione».