Bologna rifà il look dei padiglioni
e apre ai saloni internazionali
«Puntiamo su Usa, Cina e Russia»

Riccardo Rimondi
BOLOGNA

A POCHI giorni dall’approvazione del bilancio migliore della sua storia, che registra un fatturato consolidato a 170,8 milioni di euro (+35,5% rispetto al 2017 e +29% rispetto al 2016) di cui un quarto realizzato all’estero e un utile netto a 10,9 milioni, BolognaFiere guarda al futuro. Tra internazionalizzazioni, acquisizioni e cantieri, i fronti aperti non mancano.

Presidente Gianpiero Calzolari, come sta procedendo il piano di sviluppo?

«Abbiamo demolito e ricostruito in 10 mesi i padiglioni 29 e 30 inaugurati nell’autunno 2018 e, oggi, sono già aperti i cantieri per la costruzione del nuovo padiglione che sorgerà in Area 48 – il secondo step del piano di sviluppo – che dovrebbe essere pronto per l’autunno 2020. Le nuove strutture, inaugurate da Cersaie 2018, sono state molto apprezzate dagli organizzatori. Con questo secondo intervento i grandi eventi in programma a Bologna dal 2020 avranno a disposizione un quartiere fieristico ancora più attraente e in linea con i grandi competitor internazionali. A completamento del piano (nel 2024) il 95% delle strutture sarà nuovo o riqualificato con un investimento complessivo, per la società, pari a 138 milioni di euro».

Sulle manifestazioni come vi state muovendo? È di pochi giorni fa la notizia del trasferimento di Mecspe a Bologna.

«Il trasferimento di Mecspe a Bologna dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto le infrastrutture siano importanti per il business fieristico. Superficie espositiva a disposizione e collegamenti sono fattori sempre più strategici. BolognaFiere con gli interventi di revamping e ampliamento (che porteranno la superficie espositiva a 300.000 mq entro il 2024) e le infrastrutture presenti (rete autostradale con uscita dedicata, aeroporto, alta velocità, collegamenti internazionali) si dimostra estremamente attrattiva e adatta al business fieristico internazionale. Sulle eventuali acquisizioni future non possiamo dare anticipazioni, per correttezza nelle relazioni commerciali. Consideriamo competitor i grandi player internazionali, non le realtà fieristiche nazionali con le quali occorre lavorare in sinergia».

Quali sono le manifestazioni di punta in arrivo in autunno?

«La ripresa dell’attività, in autunno, riproporrà gli appuntamenti con Farete e Sana; a seguire l’appuntamento con Cersaie e con le altre manifestazioni del nostro calendario che, a livello di Gruppo, offre più di 85 appuntamenti in Italia e all’estero».

Come vi state muovendo sull’internalizzazione?

«Oggi sviluppiamo la nostra attività internazionale principalmente in tre settori: l’universo Cosmesi, l’Editoria e la Pet Industry. Il network Cosmoprof è leader internazionale per le manifestazioni della cosmesi e del beauty. Sono diverse centinaia di migliaia i professionisti e diverse migliaia le aziende che, da quasi 200 Paesi, sono coinvolti nelle edizioni di Bologna (Cosmoprof Worldwide), Las Vegas (Cosmoprof North America), Mumbay (Cosmoprof India) e Hong Kong (Cosmoprof Asia). Parallelamente, si è rafforzato il network di collaborazioni mirate con manifestazioni b2b all’estero, leader a livello locale, alle quali BolognaFiere Cosmoprof partecipa in qualità di agente di vendita internazionale. Sul fronte Editoria, dall’esperienza della storica Bologna Children’s Book Fair hanno preso il via altri appuntamenti internazionali in aree strategiche come gli Usa, Cina e, dal 2021, Russia. Negli Stati Uniti realizziamo la New York Rights Fair (Nyrf) – in partnership con Publishers Weekly, Combined Book Exhibite BookExpo – l’unico evento professionale negli Usa dedicato al mercato dei copyright e alla distribuzione dei contenuti per adulti, bambini e adolescenti nei diversi canali (stampa, supporti audio, TV, cinema e digitale). In Cina siamo presenti con la China Shanghai International Children’s Book Fair (Ccbf), l’unica fiera dell’area Asia-Pacifico interamente dedicata ai libri e ai contenuti per ragazzi. Inoltre, dal 2021 saremo in Russia, grazie a una nuova collaborazione con Moscow International Book Fair».

Ci sono all’orizzonte possibili collaborazioni e aggregazioni con altre realtà fieristiche?

«Possiamo solo dire che guardiamo al mercato cinese come a un contesto di particolare attrattività commerciale e, quindi, da considerare pensando a future forme di collaborazione»