GRANDE DISTRIBUZIONE

Podini, il mago dei discount
«Ho reinventato il supermercato
E ora ci investo un miliardo»

Nino Femiani
NAPOLI

E’UN UOMO OTTIMISTA, il cavalier Patrizio Podini. I risultati raggiunti in 24 anni di storia di MD gli danno ragione: 7.000 dipendenti, 2,5 miliardi di euro di fatturato nel 2017, 720 punti vendita, una crescita vertiginosa negli ultimi dieci anni. Numeri che gli hanno fatto conquistare il mercato: il suo gruppo il secondo player italiano nel settore dei discount con una quota del 15%. Ma a 79 anni il fondatore segue instancabile i progetti che decollano, a cominciare dall’avveniristico centro di Gricignano d’Aversa, legati all’innovazione e alla ricerca di soluzioni volte al risparmio energetico.

MD è un miracolo all’italiana?

«Nessun miracolo, solo duro lavoro e qualche idea innovativa».

Ce ne dica una.

«Il layout dei negozi. Oggi tutti lo usano anche se qualcuno non sa ancora bene cosa sia. Trenta anni fa era da pionieri pensare di guidare il cliente e portarlo a contatto con le linee di prodotti. Allora, molti colleghi venivano a Bolzano in pellegrinaggio a vedere le cose che facevo. Miracolo, quindi, no. Ma certo coraggio, voglia di arrivare e un po’ di fortuna».

Fino al 2021 è previsto un investimento di un miliardo. Come sarà usato?

«Gli investimenti sono di due tipi. Il primo su strutture logistiche, (costruzione di un mega centro logistico sulla Brebemi, l’autostrada che collega Brescia e Milano). Il secondo per realizzare 180 nuovi negozi, 40 all’anno, con il format medio dai 1.500 ai 2.000 metri quadrati».

Si dice spesso: il settore del discount è maturo e ha pochi margini di crescita. Dalle vostre mosse non sembra che abbiate la stessa convinzione.

«È un giudizio improprio. Anzi, le dico che il mercato dei discount avrà, nei prossimi dieci anni, una crescita importante. Oggi la quota di mercato dei discount si attesta tra il 17-18%, nel 2025 questa percentuale salirà intorno al 28-30%. Questo è dovuto al fatto che i maggiori player apriranno complessivamente circa 200/250 punti vendita all’anno in Italia. Con queste aperture si svilupperà un fatturato di oltre un miliardo di euro. Ci sarà più competizione sulla qualità e sulla convenienza. E poi mi faccia dire: la parola discount è in parte superata… ».

Come la sostituirebbe?

«Oggi dire discount è sinonimo di pagar meno, ma ormai la frontiera si è spostata sul piano della qualità. Noi siamo diretti concorrenti dei supermercati perché abbiamo volumi e marchi nostri di cui curiamo la qualità del prodotto in tutta la sua filiera».

Punterete sul fresco e sul freschissimo, è vero?

«Sì, cercheremo di avere in tutti i nostri punti vendita, oltre al banco self service, ortofrutta, e anche i reparti pane, macelleria, gastronomia con servizio offerto da personale specializzato ».

Lei ha solide radici a Bolzano, dove è nato nel 1939. Eppure ha scelto di lavorare al Sud. Una sfida o pura convenienza?

«Una casualità. Avevo realizzato con alcuni soci campani dei supermercati già alla fine degli anni Ottanta. Poi mi è venuta l’idea di fare i discount, che al Sud che non erano ancora presenti. E dopo circa 20 anni ho ritenuto opportuno ‘conquistare’ anche il mercato del Nord, cosa che è avvenuta nel 2013 quando abbiamo comprato la catena LD del Gruppo Lombardini. Ora siamo un’azienda nazionale che opera su tutto il territorio italiano, isole comprese».

Spesso si parla di arretratezza e diseconomie del Mezzogiorno. Le rileva anche lei?

«I nostri problemi sono soprattutto con la burocrazia. Al Sud bisogna stare più attenti che altrove, senza uscire mai dalle regole e dagli accordi. C’è tuttavia un problema che riguarda tutto il sistema-Italia: troppe leggi, troppi vincoli, troppi tempi morti delle Pubblica amministrazione ».

I vostri maggiori competitor sono i tedeschi di Aldi. Ma finora non li ha sfidati sul terreno dell’internazionalizzazione. Pensa che MD debba varcare le Alpi?

«I nostri competitor in questo momento sono Eurospin, Lidl e Penny Market. Aldi è arrivata quest’anno in Italia, sono uno dei player più grandi al mondo, vedremo come si comporteranno. Conosco bene il mercato tedesco, un tempo ero vicepresidente di un gruppo tedesco e so che per un italiano andare a fare impresa in questi Paesi è molto difficile. Non c’è un’azienda della grande distribuzione che opera in Germania».

L’acquisizione di LD Lombardini è del 2013. Cosa c’è all’orizzonte?

«Nessuna nuova acquisizione, ci espandiamo con nuovi punti vendita a format».

Antonella Clerici è da un anno la vostra testimonial. La riconfermerete?

«Abbiamo già rinnovato il contratto per il 2019».

Si dice che lei sia un amante delle velocità, uno spericolato.

«Mi piacciano le auto veloci, ho fatto anche un campionato Ferrari in pista. Amo le Rosse, ma non sono uno spericolato».

Lei viene da una famiglia numerosa, nove fratelli. Oggi non si fanno più figli è si ricorre all’immigrazione per far funzionare molte produzioni. Le migrazioni in Europa sono un’opportunità o un rischio?

«Dall’immigrazione non possiamo prescindere. Ma deve essere giusta e programmata, non selvaggia come quella che abbiamo visto negli ultimi anni».

Il reddito di cittadinanza per i giovani del Sud le piace?

«Penso sia giusto, in qualche caso doveroso, ma non va gestito in maniera indiscriminata».

Alle soglie degli 80 anni cosa direbbe ai suoi nipoti se qualcuno volesse mettere le mani sul timone dell’azienda?

«Direi loro di guardare quello che facciamo e di capire l’impegno che ci mettiamo. L’esempio è il miglior consiglio che si può dare. Un mio nipote sta facendo uno stage estivo nel magazzino per vedere dal basso come funziona MD. È la dimostrazione che c’è passione e la passione è il motore di tutto».

Di |2018-10-02T09:24:17+00:0017/09/2018|Imprese|