GLI SPECIALISTI DELLA COMUNICAZIONE

L’uomo che ha fatto ballare l’Italia
«Ho inventato lo spot TIM dei record
La creatività? Meglio essere efficaci»

Rosalba Carbutti
ROMA

UNO SPOT che diventa virale. Un brand che, in un anno, guadagna 60 posizioni nella classifica dei marchi più famosi del mondo. La voce di Mina che diventa l’inno musicale dell’azienda. A svelare i segreti di una campagna pubblicitaria di grande successo è Luca Josi, 51 anni, responsabile Brand strategy e media di TIM da giugno 2016.

Com’è nata l’idea del famoso spot del ballerino Just Some Motion (Steve Otten) che ha conquistato i media e fatto ballare tutta Italia?

«Per caso. La mia compagna mi ha fatto vedere il video del ballerino tedesco Steve Otten che già sul web aveva sbancato con qualche milione di visualizzazioni e mi ha incuriosito».

Dietro un grande spot solo una semplice causalità?

«Il nostro lavoro è interpretare. Tutti abbiamo gli occhi per guardare, sta a chi fa il mio lavoro capire come rendere quell’immagine o quel fenomeno efficace per l’azienda che rappresenta».

Il segreto è la creatività?

«Non mi piace definirmi creativo. Che cosa significa a parte il suono onomatopeico? Niente. Il mio lavoro è produrre attenzione, non creare spot belli per la loro bellezza. Ciò che conta in una campagna pubblicitaria è che sia al servizio di un’azienda sana, capace di aumentare i propri volumi».

Per capire come costruire una campagna pubblicitaria serviranno studi matti e disperatissimi…

«L’ufficio marketing di TIM agisce su due grandi aree: quella consumer (i consumatori individuali) e quella business (le aziende). In base al segmento che si vuole raggiungere, si definisce il perimetro in cui poi verrà sviluppata l’idea della campagna».

Il target a cui indirizzarsi resta centrale?

«Una pubblicità funziona quando utilizza un linguaggio traducibile per la più grande quantità di pubblico. Un concetto importante soprattutto in casi come TIM che ha oltre 42 milioni di linee fisse e mobili… Con un pubblico così vasto bisogna cercare di essere comprensibili e interessanti per tutti».

Da qui, la scelta di una testimonial come Mina?

«Noi siamo un marchio leader che, secondo il Brand Finance Global 500, la più importante classifica internazionale sui principali 500 brand, ha avuto nel 2017 il 33% di aumento, registrando così il maggior successo e la maggior crescita del mondo. Per questo abbiamo voluto Mina che è la principale interprete italiana e, a sua volta, una leader nel suo settore».

Stesso ragionamento per l’ultimo spot con Federica Pellegrini?

«Il set visivo con l’acqua ti fa pensare subito al leader di quel tema. Da qui, la scelta della più importante nuotatrice italiana a cui abbiamo affiancato la band dei Maneskin per avvicinare i più giovani ».

Quanto i nuovi media hanno rivoluzionato la pubblicità?

«È cambiato tutto e cambierà ancora tutto. La spesa, mondiale, per la pubblicità sul digitale ha superato quella per la tv, ma bisogna analizzare come ‘arriva’ quella pubblicità. Lo stesso vale per la carta stampata: i numeri sono in calo, ma se vuoi mandare un messaggio più preciso resta il mezzo migliore».

Lei ha avuto una carriera variegata. Da leader dei giovani socialisti, fedelissimo di Bettino Craxi, a produttore tv di programmi di successo fino al ruolo in TIM C’è un filo conduttore in tutte queste esperienze lavorative?

«Ho sempre fatto ciò che mi piaceva. Ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di due presidenti del Consiglio, e sono felice di aver fatto scelte sconvenienti per la carriera, ma soddisfacenti per la mia testa. Poi mi sono inventato una società di produzioni televisive con cui abbiamo vinto cinque Telegatti. Ora l’opportunità di lavorare in TIM mi ha regalato l’enorme soddisfazione di raggiungere grandissimi risultati pur in anni di tagli di budget e di contrazione degli investimenti. E un ligure, come io sono, quando spende meno ottenendo di più, ritrova il buon umore ».

Sfide Il nuovo approccio di Reputation Science

MILANO

COMMUNITY GROUP, gruppo di reputation management fondato e guidato da Auro Palomba, e Reputation manager, leader nella gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico fondata e guidata da Andrea Barchiesi, annunciano la nascita di Reputation Science. La joint venture è la prima società in Italia a unire le competenze della comunicazione tradizionale e digitale, mettendo a disposizione dei clienti un supporto strategico basato su un approccio scientifico e misurabile alla gestione della reputazione. Reputation Science potrà contare sul contributo di un gruppo di 80 professionisti, tra esperti di comunicazione, ingegneri, consulenti di crisis management e analisti tra più elevati standard del mercato. Reputation Science fonda la propria visione su un’analisi dei dati rigorosa e supportata da metodi matematici ed è in grado di fornire risposte concrete alle sfide di comunicazione e reputazione dei propri clienti.

NELLA NUOVA SOCIETÀ, Palomba sarà presidente, mentre Barchiesi ceo (insieme nella foto). «Reputation Science – dicono i due – nasce con l’intento di offrire alle aziende un altissimo livello di consulenza basato su un approccio olistico alla costruzione della reputazione, ormai un vero e proprio asset irrinunciabile per qualsiasi manager o azienda».

Di |2018-10-02T09:24:21+00:0031/07/2018|Imprese|