GLI SCENARI FUTURI

La tecnologia bitcoin
seduce le banche
Corsa ai contratti smart

Alessia Gozzi

MILANO

NELLA BLOCKCHAIN, cioè l’archivio contabile decentrato che sta dietro a Bitcoin e alle altre criptovalute, le banche vedono opportunità inedite. Per esempio quella di trasferire denaro senza bisogno di intermediari, tagliando costi e tempi degli scambi. Tutti gli istituti, italiani compresi, sono già in campo per costruire le loro blockchain. Del Consorzio R3 fanno parte a fianco a Bank of America e Ubs anche Intesa, Mediolanum e Unicredit. Unicredit è impegnata anche in Wetrade, partecipata da alcune grandi banche europee con il supporto tecnologico di Ibm: una piattaforma di pagamenti internazionali per le piccole imprese che renderà le transazioni simultanee, accorciando i tempi di regolamento e abbattendo i rischi commerciali per gli esportatori.

«INIZIALMENTE Bitcoin viene ignorato, poi combattuto come pericoloso. Poi arriva la fase di compromesso, in cui le banche cavalcano il tormentone ‘blockchain senza Bitcoin’, facendosi in casa consorzi e startup come Ripple, R3, Hyperledger. Alla fine, arriva l’accettazione con i casi d’uso reali», spiega Giacomo Zucco, ad di Bhb Network-BlockchainLab, azienda che aiuta imprese e banche ad implementare servizi con tecnologia blockchain. Le strade per abbracciare queste tecnologie sono due: «Servire il mercato di chi vuole investire nella nuova asset class o utilizzare la blockchain di Bitcoin come ‘notaio’, cioè sfruttarnel’immutabilità per dare prova di nonmanipolazione di documenti o transazioni». Ubi Banca partecipa due progetti in rampa di lancio, con AbiLab e con Sia, entrambi basati sull’utilizzo della piattaforma blockchainCorda sviluppata da R3 e che vedono la partecipazione di una quindicina di banche. Il progetto con Sia è in fase di implementazione, la prima applicazione riguarda il processo di ‘Anticipo fatture’ e consentirà di verificare che le fatture presentate dalle pmi non siano state presentate ad altri istituti come garanzia. Step preliminare per ottenere un finanziamento. «Questo mese parte il progetto pilota e, presumibilmente entro fine anno, la funzionalità verrà integrata nei sistemi delle banche», spiega Matteo Baido, responsabile It innovation di Ubi Banca. È uno dei primi casi di blockchain ‘di sistema’: «In prospettiva – sottolinea – le banche potranno implementare nuove applicazioni su questa infrastruttura tecnica destinata a diventarela blockchain delle banche italiane: pagamenti, smart contract, nuovi prodotti e servizi». Sempre su Corda, AbiLab sta sviluppando il progetto ‘Spunta Interbancaria Italia’: un sistema automatico di quadratura dei conti reciproci delle banche. Per quanto riguarda, invece, pagamenti e servizi connessi alle criptovalute, sta alla finestra: «È, ad oggi, un ambito prevalentemente speculativo e senza regolamentazione, che espone gli utilizzatori a rischi elevatissimi». Ancora più netto è stato il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che ha parlato di «bolla speculativa». Un passo in più lo fa Banca Sella che è sempre più la banca del fintech: la sua piattaforma di e-commerce Getspay integra oltre 40 sistemi di pagamento, compresi quelli in Bitcoin. «Li convertiamo direttamente in euro e li depositiamo sul conto corrente dell’esercente per eliminare il rischio di volatilità», spiega Marco Coda, specialista criptocurrency e blockchain del Gruppo Sella che, attraverso SellaLab, collabora con startup italiane come The Rock Trading e Conio.

LA SFIDA è scoprire tutti quei servizi che un intermediario come una banca può offrire nel mondo delle valute virtuali. Banca Sella offre, ad esempio, la possibilità di sottoscrivere Etn (strumenti finanziari regolamentati che replicanol’andamento di un prodotto) su Bitcoin ed Ethereum quotati al mercato di Stoccolma ma, avverte Coda, «per la loro elevata rischiosità, non sono certo prodotti adatti a tutti». Federico Tenga, co-fondatore di Chainside, piattaforma per gestire pagamenti in Bitcoin, e del Ben italiano (Blockchain educational network) non ha dubbi: «Anche se l’Italia è indietro rispetto all’estero, c’è molto interesse da parte di banche e imprese sul tema: sia sul fronte dei pagamenti in criptovalute sia per quanto riguarda l’uso della blockchain per la sicurezza dei dati. Non ci sarebbe da stupirsi se nei prossimi anni alcune banche andassero incontro alle esigenze del mercato iniziando a offrire investimenti in criptovalute».

 

Consulenze Il giro d’Italia dei professionisti di M&G

MILANO

UN TOUR in giro per l’Italia con l’obiettivo di scovare le migliori opportunità d’investimento. È partito da Padova il 27 febbraio il roadshow di M&G Investments, tra le principali società di gestione del risparmio internazionali. ‘M&G live: strategie d’investimento in primo piano’, ciclo di incontri rivolto agli investitori professionali, ha già fatto tappa anche a Milano, Torino, Roma e Napoli. Oggi gli esperti della società saranno a Bergamo (Nh Hotel, dalle 9.30 alle 11.15), Bologna (Royal Carlton, stesso orario) e Firenze (St. Regis, dalle 15 alle 16.45), mentre domani l’appuntamento è a Brescia (Hotel Vittoria). «Stiamo fornendo un aggiornamento alle reti di consulenza finanziaria e private banking sui mercati e sui principali comparti multi-asset e fixed income di M&G», l’istantanea della società. Giovedì il roadshow toccherà l’Italia da Nord e Sud con gli incontri di Biella, Catania e Alba, successivamente farà tappa a Como, Genova e Pescara (13 marzo), Ancona, Bari e Udine (14 marzo), Cagliari (15 marzo); appuntamento di chiusura a Parma, il 21 marzo. «Nell’attuale contesto di mercato – fa sapere M&G – l’investitore sprovvisto di una adeguata conoscenza finanziaria si trova esposto a molti rischi: i consulenti finanziari hanno un ruolo essenziale nel guidarli a navigare la complessità dei mercati, adattando l’allocazione del portafoglio in previsione delle condizioni mutevoli».

 

Di | 2018-05-14T13:14:09+00:00 06/03/2018|Dossier Economia & Finanza|