GESTIRE I RISPARMI

Rendimenti in salita
Lo spread fa paura?
Bene i Btp con cautela

Andrea Telara
MILANO

TRA i clienti dei servizi di private banking, i paperoni italiani che hanno un patrimonio finanziario di oltre 500mila euro a testa, il ricordo del biennio 2011-2012 è ancora vivo. Fu allora, nel pieno della crisi dell’Eurozona quando lo spread tra Btp e Bund veleggiava sopra i 500 punti base, che molte banche consigliarono agli investitori di fascia medio-alta di acquistare un po’ dei titoli di Stato italiani, i cui rendimenti erano assai generosi: attorno al 3% per i Bot con scadenza fino a 12 mesi e sopra il 5 o 6% per i Btp con vita residua medio lunga, tra 10 e 30 anni. Chi ebbe il fegato di comprarli fece indubbiamente un ottimo affare, mettendosi nel portafoglio dei bond con cedole assai generose, divenute poi una rarità negli anni successivi.

PROPRIO per questa ragione, oggi molti investitori si interrogano sull’opportunità di tornare a far scorta di Btp, dato che lo spread è tornato a impennarsi e molti Buoni del Tesoro, soprattutto quelli con scadenza sopra i 5 o i 10 anni rendono oltre il 2-3% lordo annuo. Conviene comprarli? «I livelli raggiunti dai rendimenti negli ultimi tempi possono cominciare a considerarsi con prudenza come un’opportunità », dice Antonio Bottillo, managing director di Natixis Investment Managers Italia, casa d’investimenti internazionale che gestisce oltre 860,6 miliardi di euro in tutto il mondo e offre consulenza sulla costruzione di portafogli anche per la clientela del private banking. Per Bottillo l’innalzamento dei rendimenti delle obbligazioni italiane rappresenta «il maggior premio per il rischio» che gli investitori stanno richiedendo per puntare sul nostro debito pubblico, «data la debolezza del quadro politico-economico italiano ». Niente di drammatico, dunque, ma semplicemente un’occasione per far fruttare un po’ di più il portafoglio, seppur muovendosi con la dovuta cautela. Non tutti i gestori di portafoglio la pensano però alla stessa maniera. Giudizi poco lusinghieri sulla situazione italiana sono giunti per esempio dagli strategist di Pimco, grande casa di gestione statunitense specializzata nel settore obbligazionario. Il responsabile investimenti della società per il segmento del reddito fisso, Andrew Balls, ha ribadito che la posizione di Pimco sui Btp italiani è in questo momento underweight, cioè sottopesare nei portafogli rispetto ai benchmark, cioè gli indici di riferimento dei fondi.

OLTRE che sui Buoni del Tesoro italiani, però le grandi case d’investimento internazionali hanno una visione negativa un po’ su tutti i titoli di stato dell’area euro, che rendono poco per via dei tassi d’interesse ridotti e hanno prezzi elevati. La pensano così i gestori di BlackRock che nel loro ultimo report settimanale hanno consigliato di sottopesare l’Europa nei portafogli (underweight), sia per quel che riguarda le azioni che le obbligazioni. I money manager della casa d’investimenti americana consigliano invece di sovrapesare le azioni statunitensi grazie a una solida crescita dei profitti delle società d’Oltreoceano, con una particolare predilezione per i titoli tecnologici. Per BlackRock il trend è positivo anche per le borse dei mercati emergenti e dell’Asia anche se non vanno sottovalutati alcuni fattori di rischio come il rallentamento dell’economia cinese e la guerra commerciale di Trump.

Di |2018-11-26T16:52:01+00:0026/11/2018|Dossier Economia & Finanza|