Oro e Paesi emergenti
Le opportunità estive
per chi vuole investire

Achille Perego
MILANO

IL TREND rialzista che ha segnato la prima parte dell’anno ha preso spunto sia dalle significative correzioni del 2018 sia dal cambio di approccio delle banche centrali. Ma seppure in presenza di un orientamento espansivo della politica monetaria, l’economia globale prosegue con una crescita priva di smalto, che minaccia di ripercuotersi negativamente sugli utili aziendali. In questo contesto quindi, avverte Grazia Orlandini (nella foto), responsabile investimenti del gruppo Bper «preferiamo mantenere un approccio equilibrato alle scelte di portafoglio, selezionando specifici temi di investimento. Al momento riteniamo, ad esempio, che i Paesi emergenti presentino opportunità di ritorni interessanti sul mercato sia azionario sia obbligazionario, sostenuti dal livello dei tassi governativi Usa molto compressi e da ampi spazi di manovra sul fronte della politica monetaria e fiscale. Allo stesso tempo valutiamo utile inserire in portafoglio attività decorrelate come l’oro, che assolvono a una funzione di copertura nell’ipotesi di ritorni di volatilità ».

In agosto aumenta la volatilità. Sarà così anche quest’anno? E come affrontarla, se in vacanza si legge sui giornali che i mercati perdono?

«La storia non sempre si ripete: in un contesto di mercati in significativo rialzo ma con un limitato numero di beneficiari e banche centrali espansive, si potrebbero avere anche attese diverse. Tuttavia il fatto che ormai i mercati sembrano avere già scontato tali fattori potrebbe essere fonte di volatilità nei prossimi mesi. La volatilità è una variabile intrinseca dei mercati che va gestita: è importante evitare scelte di investimento dettate da considerazioni emotive, mantenendo un’impostazione di portafoglio coerente con i propri obiettivi di medio termine. In questo senso la volatilità crea opportunità».

Qual è la ricetta per partire sicuri? Diversificare, vendere, restare liquidi?

«Eventi geopolitici e volatilità, a cui ciclicamente vanno incontro i mercati, portano frequentemente l’investitore ad assumere comportamenti emotivi non sempre ottimali. Ricondurre l’emotività ai fondamentali, assicurarsi di investire in modo diversificato allineando il portafoglio al proprio profilo di rischio, all’orizzonte temporale e agli obiettivi prefissati, dialogando e delegando a gestori professionisti la capacità di cogliere le opportunità di mercato, rappresentano il primo consiglio che ci sentiamo di dare ai clienti, non solo prima delle vacanze ma in qualsiasi contesto».

In questa fase meglio le azioni o le obbligazioni?

«Il debito sovrano, in buona parte con rendimenti negativi, incorpora già attese per ulteriori manovre espansive delle banche centrali ed è poco attraente. Analoghe considerazioni sulle obbligazioni societarie a più elevato merito di credito, mentre siamo più positivi sulle obbligazioni dei Paesi emergenti. Il nostro suggerimento rimane quello di mantenere un portafoglio che abbia ingredienti per contenere la volatilità delle asset class rischiose, e in questo contesto possono funzionare anche le materie prime. Sull’investimento azionario siamo complessivamente costruttivi nel medio periodo, supportati da metriche di valutazione che non segnalano eccessi ».