GENERAZIONE TALENT GARDEN

«Non mi piace accontentarmi
Startup italiane hanno buone idee
ma devono pensare più in grande»

MILANO

DAVIDE DATTOLI, come cambia il mondo del lavoro?

«Le aziende devono trovare soluzioni flessibili per consentire alle persone di lavorare dove e quando sono più produttive, in ambienti stimolanti che esaltino la creatività, come i coworking. Diventa fondamentale per le aziende trovare i modi per attrarre e trattenere i talenti migliori».

Voi lavorate molto sulla parte formativa…

«È fondamentale. Nel digitale cambiano frequentemente le metodologie, i linguaggi di sviluppo, le tecnologie. Una formazione continua è l’unico elemento che può permetterti di avere una professionalità aggiornata ai tempi di oggi».

Che consigli darebbe a un ventenne?

«Il più grande alleato che noi abbiamo sono oggi le compagnie aeree low cost. Il primo consiglio è quello di girare il mondo perché devi conoscere le nuove culture per importare in Italia valore. Il secondo è di arrivare sul mercato del lavoro il prima possibile perché non ha senso arrivarci a trent’anni quando ci sono ragazzi cinesi che ci arrivano a venti. Il terzo è quello di seguire la propria indole, di trasformare la propria passione nel proprio lavoro perché solo così si può arrivare a risultati eccezionali. Reinhold Messner, che per 14 volte ha scalato gli ottomila, ha detto: ‘Tutti mi dicevano che fare l’alpinista non avrebbe mai potuto essere un lavoro e invece io ho costruito tutta la mia carriera su questo perché ho seguito la mia passione’».

Molti giovani si costruiscono una carriera da imprenditori del digitale e si buttano con coraggio nelle startup. Quando si può dire che uno ce l’ha fatta?

«Diciamo che uno non ce l’ha mai fatta, tutti i giorni abbiamo sfide da affrontare. Dar vita a un’impresa è la cosa più difficile al mondo, non bisogna improvvisare ma arrivare preparati dopo essere sicuri di aver visto opportunità di mercato. Il limite maggiore delle nostre startup è quello di pensare sempre a prodotti o soluzioni per il mercato italiano mentre bisogna pensare globale per costruire grandi imprese digitali nel mondo».

Quali sono le professioni più richieste nel digitale?

«Una figura molto richiesta dalle aziende è il digital trasformation office, ossia di colui che si inserisce all’interno delle imprese e aiuta l’azienda a evolversi digitalmente. Proprio su questo noi di Talent Garden, ogni anno, selezioniamo con borse di studio 20 ragazzi che fanno un percorso di 12 settimane per capire come il digitale può impattare sulle aziende tradizionali e poi li mandiamo in sei distretti industriali diversi ad aiutare le aziende a migliorare i processi del digitale per le piccole e medie imprese. Questa è la vera sfida di oggi».

Giuliano Molossi

Di |2018-10-22T12:26:05+00:0022/10/2018|Primo piano|