FORUM AMUNDI, LE SFIDE DEL MONDO

«Siate ottimisti ma cambiate tutto
L’Occidente ha perso il podio
Seguite la lezione di Machiavelli»

PARIGI

CINA E AMERICA incrociano le spade. Una guerra commerciale planetaria, mai vista prima. Che spaventa tutti. Tranne uno. «Vedrete, alla fine troveranno un accordo. Perché altrimenti ci sarebbero solo due perdenti e nessun vincitore. Sì, vedremo competizione, un po’ di tensione, ma finirano per intendersi. Sono ottimista anche perché il leader cinese ha tutto l’interesse di mantenere l’ordine mondiale… No, io non prevedo disastri».

VOILÀ, le Cassandre sono servite. Il professore singaporiano Kishore Mahbubani, 70 anni in ottobre, è un inguaribile ottimista quando descrive le sorti del mondo – «Per la maggioranza di noi gli ultimi trent’anni sono stati i migliori nella storia dell’umanità», dice – ma offre anche uno sguardo controcorrente a noi che viviamo in questa parte della terra. «Sta emergendo un’umanità più felice», annuncia, guardando alla crescita della classe media in tutti i paesi in via di sviluppo. Il prezzo è che nulla sarà più come negli ultimi 200 anni per il mondo occidentale. «Dovete essere sinceri con voi stessi». Incontriamo Kishore Mahbubani all’Amundi Forum di Parigi, pochi minuti dopo che il professore ha intrecciato il suo punto di vista con Enrico Letta e l’ex segretario di Stato britannico Simon Fraser. I due europei tremendamente pessimisti sulle sorti meravigliose e progressive di America ed Europa dopo l’ondata sovranista, lui divertito nel ribaltare la prospettiva. «Viviamo in un mondo dove la povertà si è drasticamente ridotta. Nel 1950 tre quarti del mondo vivevano in estrema povertà. Nel 2016 la povertà estrema tocca solo il 10% della popolazione terrestre ». Rifletterci non è una banalità, lasciatelo dire da chi – sottolinea Mahbubani nel suo ultimo libro – ha «provato sulla pelle, da bambino, la povertà del Terzo mondo».

Professore, perché dobbiamo essere più ottimisti?

«Perché l’Europa vive in pace da 70 anni, non era mai successo prima nella storia. Ed è l’unico luogo sulla terra con zero possibilità di vedere scoppiare una guerra».

L’Occidente può sperare ancora di essere il leader del mondo contemporaneo?

«Può ancora esserlo perché ne ha lo status. Negli ultimi 200 anni l’Occidente è stato il sistema più potente e ricco di tutta la terra, ma è stata un’eccezione. Fino all’inizio del 1800 le due maggiori economie al mondo erano la Cina e l’India. Poi nei successivi 200 anni il loro pil è crollato a favore dell’Occidente. All’inizio del 21esimo secolo c’è stata una svolta e questa eccezione è arrivata alla fine. La Cina e l’India si riprendono la loro naturale quota di ricchezza mentre si riduce quella dell’Occidente; nel 2050 saranno le due potenze più ricche del mondo».

E l’Europa?

«Deve levarsi di fronte alle politiche di Donald Trump. Riaffermando le sue istituzioni multilaterali che sono un esempio per il mondo. Mi chiedo anche perché continui a tenere ai margini la Russia, la cui aspirazione è essere coinvolta nell’Europa ».

La crescita ovunque della classe media nel Resto del mondo (Mabhubani divide il pianeta in due aree: l’Occidente e il Resto, ndr) ha messo però in crisi la classe media occidentale. Se ne esce?

«E’ vero, perché l’evento più importante e d’impatto degli ultimi anni è stato l’ingresso nel 2001 della Cina nell’Organizzazione mondiale del commercio. Un evento più forte dell’11 settembre. L’ingresso di un miliardo di lavoratori cinesi nel sistema globale di commercio ha provocato una distruzione creativa che ha portato alla perdita di lavoro per molti occidentali».

Dove è stato l’errore?

«Le classi lavoratrici se ne sono accorte, le élite no. I governanti occidentali devono essere sinceri con i loro popoli perché oggi la classe media cresce in tutto il mondo, anche in Africa».

E che cosa devono fare le élite europee?

«Avete bisogno di una strategia che io chiamo delle tre M: Minimalismo, Multilateralismo e Machiavellismo. Intanto, fare meno e meglio. L’Occidente deve ottenere più consenso nel mondo. Pensiamo ai paesi islamici. I maggiori sono Indonesia e Bangladesh, dove non ci sono problemi con l’Occidente. Preoccupatevi di spingere gentilmente le idee e non di intromettervi nei paesi come in Medio Oriente. Solo così potrete trovare la sicurezza».

Gli altri punti della strategia?

«L’idea multilatelare è parte dell’Europa ed è il regalo migliore donato al resto del mondo. E poi il Machiavellismo, che voi italiani dovreste conoscere». Come si applica? «Niccolò Machiavelli diceva che il principe vincente è colui che dirige le sue azioni cogliendo lo spirito dei tempi. Significa che i vostri governanti devono dire sinceramente che in Occidente si dovrà rinunciare un po’ ai benefici sociali garantiti finora, che bisogna fare sacrifici oggi per essere più competitivi e crescere di nuovo domani. Il mondo è cambiato, solo se si fanno sacrifici per un breve tempo si può pensare di tornare a crescere nel lungo termine. Non potete più vivere come prima».

Qualche premier ci ha provato anche in Italia, tipo Monti, ma è caduto in disgrazia.

«Il populismo è il frutto del fatto che i leader non hanno detto la verità al popolo. Devono spiegare che oggi nessuno farà più per tutta la vita lo stesso lavoro. Seguite l’esempio di Singapore: educazione per tutta la vita e non solo limitata al ciclo scolastico. Formazione permanente. Ci vuole coraggio, ma è quello che si deve fare».

Singapore è un piccolo paese rispetto all’Italia: cinque milioni di abitanti contro 60 milioni…

«Ma anche la Cina ha intrapreso la strada di Singapore. E lì gli abitanti sono più di un miliardo».

Di |2018-10-02T09:24:24+00:0009/07/2018|Imprese|