Formazione 4.0, spinta alla formazione digitale

Unioncamere: il 64% delle imprese non ha iniziato attività per i dipendenti

Un’azienda su tre ha avviato o prevede processi di trasformazione digitale,
Il lavoro sulle competenze si è limitato a dirigenti e manager

di Francesco Moroni
ROMA

Formazione 4.0, avanti tutta: «Quasi un’impresa su tre ha realizzato o ha in programma di realizzare corsi di questo tipo per il proprio personale. Ma il 64% degli imprenditori ancora non ha valutato la possibilità di avviare attività formative per favorire la digital transformation». Il resoconto emerge dal test di autovalutazione di Unioncamere sulla maturità digitale Selfi 4.0, svolto online da quasi 15mila imprese attraverso i Punti impresa digitale (Pid), la rete delle Camere di commercio: un questionario realizzato per diffondere i vantaggi della digitalizzazione presso le Pmi supportandole nell’adozione delle tecnologie abilitanti. I vertici aziendali sono state le figure maggiormente coinvolte nei percorsi formativi messi a punto in questa fase dagli imprenditori, che hanno puntato soprattutto su dirigenti e manager (62%), oltre che su responsabili di processo (57%), mentre solo in misura minore hanno riguardato operai e addetti ai processi di produzione (30%). «La conoscenza è essenziale per permettere alle imprese di agganciare la quarta rivoluzione industriale. Gli imprenditori che hanno avviato processi di qualificazione e riqualificazione del personale impiegato mostrano, infatti, un livello più elevato di maturità digitale – ci tiene a sottolineare il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli –. Per questo occorre iniziare una nuova fase, che incoraggi la formazione per disporre di figure qualificate, capaci di cogliere appieno i vantaggi di questa trasformazione digitale». «Le Camere di commercio – aggiunge ancora Tripoli – supportano le imprese in questo percorso e, per questo, loro stesse hanno avviato tre anni fa un programma formativo, che è già diventato una best practice in Europa, coinvolgendo 600 dipendenti camerali sui temi dell’innovazione, 275 dei quali hanno ottenuto la certificazione sulle competenze digitali». Maturità digitale: il grado sale notevolmente tra le imprese che formano a dovere il proprio personale. Serve dunque una transizione più efficace: non solo le tecnologie innovative, ma le persone al centro, per concedere loro gli strumenti più adatti a muoversi nei nuovi – e molteplici – universi digitali. Il piano e la strategia di Unioncamere, come spiegato da Triopoli, punta in questa direzione: il 25% delle imprese pensa di investire nella formazione 4.0 nei prossimi 12 mesi. Si tratta generalmente di realtà che hanno un buon livello di maturità digitale, potendo già contare su sistemi innovativi e avendo già proceduto a digitalizzare una buona parte dei processi. E, probabilmente, proprio in questa direzione, puntano ad elevare le competenze del proprio personale per ‘maneggiare’ con maggiore dimestichezza le tecnologie abilitanti. Le restanti 10mila imprese che invece non hanno ancora considerato la possibilità di realizzare attività formative specifiche mostrano, al test di autovalutazione Selfi 4.0, un certo ritardo nel cavalcare la «new digital wave», collocandosi nelle prime fasi del processo di digitalizzazione. «Oggi, dunque, serve lavorare sulle competenze – conclude Tripoli –. E per questo è cruciale puntare sulla formazione, che costituisce un tassello importante di questa rivoluzione in atto. Parlo di una formazione continua, perché continue e rapide sono le evoluzioni tecnologiche a cui le imprese, e non solo, vanno incontro sempre di più. La conoscenza, quindi, possiamo dire sia la vera ‘killer application’ per competere sui mercati globali da protagonisti. E non più soltanto da semplici follower. Le Camere di commercio sono in prima linea per aiutare le imprese a fare un salto di qualità verso la digitalizzazione ».

Amazon, scatta l’ora delle ‘women in innovation’

Al via i bandi per le borse di studio a Milano, Torino e Roma

ROMA

AI via i bandi per le borse di studio ‘Women in Innovation’ ideate da Amazon per aiutare giovani donne provenienti da contesti meno avvantaggiati ad inserirsi nel mondo dell’innovazione e della tecnologia. Il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e, da quest’anno, l’Università Tor Vergata di Roma hanno, infatti, pubblicato sui propri siti le modalità per candidarsi alle borse e la data di scadenza per la presentazione della domanda. Al Politecnico di Milano possono partecipare al concorso le studentesse che abbiano sostenuto e regolarmente registrato in carriera almeno 20 cfu utili al conseguimento del titolo e che abbiano riportato una media pesata degli esami utili al conseguimento del titolo non inferiore a 24/30. La domanda deve essere presentata entro il 13 marzo. Al Politecnico di Torino per concorrere le candidate devono aver conseguito almeno 20 Cfu, utili al conseguimento del titolo, alla data del 29 febbraio 2020, e aver riportato una media pesata degli esami utili al conseguimento del titolo non inferiore a 26/30. La scadenza della domanda è prevista per il 12 marzo, mentre la pubblicazione esiti avverrà entro il 12 maggio 2020. All’Università Tor Vergata di Roma possono concorrere all’assegnazione della borsa di studio le studentesse che abbiano conseguito e regolarmente verbalizzato almeno 18 Cfu e che abbiano riportato una media pesata degli esami utili al conseguimento del titolo non inferiore a 26/30. Le domande devono pervenire entro il 9 marzo e la pubblicazione degli esiti avverrà il 13 aprile. ‘Amazon Women in Innovation’ fa parte del progetto ‘Amazon in the Community’, a supporto della crescita delle nuove generazioni nel mondo digitale, e consiste in un finanziamento di 6.000 euro all’anno, per tre anni, a tre studentesse da altrettanti atenei italiani. Oltre a supportare economicamente le studentesse, Amazon metterà a disposizione un mentore per aiutare a sviluppare competenze utili per il lavoro futuro, come, ad esempio, le tecniche per creare un curriculum efficace o affrontare un colloquio di lavoro. «Con queste borse di studio stiamo cercando di fare la differenza per molte giovani donne che un giorno diventeranno leader nell’innovazione», ha commentato Mariangela Marseglia (nella foto), vp country manager di Amazon. it e Amazon.es.