Roadjob academy: giovani tecnici cercansi
Le imprese fanno rete per colmare la richiesta

Un percorso di oltre 2mila ore tra corsi in aula e laboratori

Il progetto si basa sulle necessità delle aziende, individuate anche attraverso un questionario. Un’opportunità per chi ha tra 18 e 29 anni

di Francesco Moroni
LECCO

«Una concreta risposta alla carenza di tecnici specializzati». Industria e sociale: a tenere insieme questi due aspetti ci pensa il network ‘Roadjob’, unione di forze plasmata da aziende, professionisti e scuole dei territori di Como, Lecco e Brianza. Un network rodato negli anni, che ha dato vita a un inedito percorso formativo, ‘Roadjob academy’, con un unico, grande obiettivo: facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro grazie a un’inedita esperienza di orientamento e formazione. Il percorso nasce su iniziativa di tredici industrie, che contano a livello complessivo oltre 6800 addetti, collegate alla rete Roadjob e alle aziende del territorio. Il tutto, con la volontà già espressa di proporre soluzioni innovative e concrete appetibili per profili tecnici specializzati, facilitandone l’ingresso nel sempre più complesso mondo del lavoro. In totale, 60 fra ragazzi e ragazze – selezionati tra le 359 domande di iscrizione presentate – sono impegnati nel percorso mirato di orientamento che si svolge fra aule, laboratori e aziende aderenti al progetto, fino al prossimo 4 dicembre. E con la prerogativa di diventare un modello nazionale.
«Abbiamo preso atto delle esigenze comuni all’industrie che intendono essere nei fatti, e non solo a parole, parte di una vera Industria 4.0 – spiega nel dettaglio Primo Mauri, presidente dell’associazione Roadjob –. Questo, rimandendo sempre consapevoli di come abbia un senso limitato sollevare il problema della carenza di giovani risorse umane specializzate, senza provare a proporre una qualche soluzione concreta ». «Ecco perché abbiamo voluto aprire un percorso inedito, una vera e propria sfida – aggiunge Mauri –. Con Roadjob academy, i 60 giovani selezionati sono già in aula, in questi giorni, a confronto con docenti, tutor, esperti e figure, per imparare. Siamo davvero orgogliosi di questo percorso e grati a tutti gli imprenditori e manager che ci hanno creduto e si sono impegnati in questa impresa, per il futuro della nostra industria e dei nostri professionisti».
L’accademia, riservata ai giovani fra 18 e 29 anni, si attesta come corsia preferenziale verso il mondo lavorativo e vuole coinvolgere i giovani nella creazione del proprio futuro: il punto di partenza che ha permesso al progetto di partire, altro non è che la sintesi tra i bisogni reali delle aziende e i profili necessari alla crescita industriale, individuati attraverso ricerche mirate e specifiche richieste del settore. I dati, infatti, raccontano uno scenario con almeno 1.2 milioni di posti di lavoro messi a disposizione dalle imprese sul mercato, che non trovano candidati: Confindustria, a questo proposito, ha stimato la domanda di tecnici ultraspecializzati in Italia intorno alle 280mila unità. È così che Roadjob academy ha voluto effettuare una propria indagine ad hoc, per intercettare i reali bisogni delle imprese: questo è stato possibile attraverso un questionario rivolto a oltre 90 aziende, che hanno manifestato la grande necessità di manutentori meccanici, elettrici ed elettromeccanici, operatori macchine utensili, disegnatori meccanici, tecnici di automazione industriale, di produzione e attrezzisti. E ancora: tecnici commerciali, venditori con conoscenza delle lingue e tecnici della programmazione, della produzione e della logistica.
Con queste premesse, Roadjob ha definito i percorsi professionalizzanti: si punta soprattutto su produzione, in particolare di conduzione di impianti e macchinari industriali, manutenzione, per garantire l’efficienza di macchinari e impianti, e funzioni di staff, con elementi di orientamento alle vendite, conoscenza del prodotto e sicurezza sul lavoro. Il percorso di orientamento e formazione è studiato per massimizzare esperienza e apprendimento dei partecipanti, facilitandone l’accesso a un mondo industriale di eccellenza. Centrale è la figura dei ‘Maestri d’azienda’, tecnici specializzati ‘senior’ che vengono formati per accogliere e seguire i giovani nel loro percorso aziendale.
In totale, in Roadjob academy operano 70 formatori, fra coach, tutor e ‘maestri di azienda’, per oltre 2mila ore di formazione, due settimane di orientamento, sei di orientamento specifico, tre percorsi professionalizzanti e venti visite in azienda. «I prossimi passi riguardano le giovani risorse: appena conclusa la fase in aula, dovranno mettersi alla prova nel network delle realtà produttive – conclude Mauri –. E per RoadJob, che dovrà tirare le somme di questa prima edizione e definire le prossime. Siamo già al lavoro per la primavera del prossimo anno».

L’indagine di
Confcommercio-Unioncamere

Aziende in erba in calo: «Serve far scuola»

Sono 576mila su circa 6 milioni e 100 mila le imprese giovanili, 122mila in meno rispetto al 2011. Di quelle nate nel 2011, dopo 3 anni ne è sopravvissuto il 77% e a 5 anni il 68%. Se superano la fase di start up dei cinque anni, hanno più possibilità di sopravvivenza. Sono i principali risultati dell’indagine ’Giovani imprenditori: competenze e formazione’ realizzata da Confcommercio- Unioncamere sui fabbisogni formativi dei giovani imprenditori del terziario.