FOCUS PRIVATE BANKING

IWBank assumerà
cento nuovi consulenti
«Puntiamo al miliardo»

Achille Perego
MILANO

UN’INDUSTRIA, quella della gestione personalizzata dei risparmi di chi ha ricchi portafogli, in salute e che guarda alle sfide future giocate tra consulenza, nuove normative e tecnologia. «Lo stato di salute del private banking è molto buono – esordisce Dario Di Muro (nella foto), dg di IWBank Private Investments (gruppo Ubi Banca) –. Secondo una recente ricerca di Assoreti, il livello di soddisfazione della clientela private è oggi piuttosto elevato. In particolare, mi fa piacere rilevare che la percentuale di soddisfazione complessiva cresce se il referente per il cliente private è un consulente finanziario (77% rispetto al 59% dei clienti di fascia alta seguiti da un private banker)».

Quali sono state le principali evoluzioni degli ultimi anni?

«Sicuramente la sfera regolatoria e la tecnologia. Sul primo fronte, Mifid 2 rappresenta uno spartiacque per il mercato, che sarà sempre più guidato dalla domanda, grazie alla possibilità che il cliente ha di valutare meglio i risultati ottenuti dal servizio offerto. Quanto al peso sempre crescente della tecnologia, ne siamo sostenitori perché la riteniamo un fattore abilitante nel rapporto di fiducia che si instaura tra cliente e professionista».

Quali effetti avranno le nuove normative Mifid2?

«L’applicazione concreta della direttiva impone una totale trasparenza dei costi, agevolando in questo modo la confrontabilità dell’offerta e una netta riduzione del conflitto di interesse tra consulente e cliente. Alla luce di questa realtà, ciò che in passato ha premiato molti operatori non potrà più funzionare».

Con le nuove regole europee crescerà il ruolo della consulenza ma anche della trasparenza sui costi: come pensate di vincere questa sfida?

«Puntando sul nostro modello distintivo basato sull’architettura aperta, che include 4000 fondi di circa 40 case di gestione. Il consulente di IWBank, a proposito di trasparenza, non è vincolato da alcun tipo di politica preferenziale in fatto di livelli commissionali: può quindi selezionare le soluzioni che considera più adatte agli obiettivi e al profilo di rischio del cliente con la massima autonomia possibile».

Dopo i tanti scandali del risparmio, quanto è importante il recupero di fiducia?

«È fondamentale. La solidità della realtà di riferimento è sicuramente un fattore chiave nella scelta della banca a cui affidare i propri risparmi, ma è il consulente, con la sua capacità di instaurare rapporti di fiducia solidi e duraturi, a dover fare la differenza. Non è un caso che tra i canali di scelta del consulente finanziario il passaparola sia ancora tra i più decisivi».

Quali sono le strategie di crescita di IWBank nel 2019?

«Puntiamo ad una raccolta netta pari a un miliardo, attraverso una significativa crescita della consulenza finanziaria. Prevediamo anche di inserire 100 nuovi consulenti: lo sviluppo dell’organico passerà per l’evoluzione dei servizi digitali, volti a liberare tempo da dedicare al cliente, e per l’impulso alla formazione, finalizzata a rafforzare tutte le competenze dei nostri professionisti, in ambito normativo, tecnico-finanziario e gestionale ».

Di |2019-04-15T09:13:22+00:0015/04/2019|Dossier Economia & Finanza|