FOCUS PREVIDENZA

Unipol assicura il welfare dei dipendenti
«Un aiuto per figli e genitori anziani
Maternità opportunità di formazione»

Paola Benedetta Manca
BOLOGNA

LA FAMIGLIA, la maternità, la cura delle persone fragili che amiamo, il futuro dei figli. E poi il lavoro. Il nostro quotidiano si regge su un difficile equilibrio tra vita privata e professionale. Con tempi sempre più frenetici e assillanti. Tempi che, quando le cose si complicano, sembrano impossibili da conciliare: una battaglia in cui i lavoratori si ritrovano, molte volte, da soli. Il gruppo assicurativo Unipol, invece, ha deciso di rispondere ai bisogni più importanti dei colleghi e delle loro famiglie. Un’attenzione particolare è riservata al sostegno nell’accudimento e formazione di figli e anziani non autosufficienti.

«C’È UNA SENSIBILITÀ – spiega Alberto Federici, 53 anni, direttore Corporate communication e media relations del gruppo – che Unipol ha sempre avuto, negli anni, verso le tematiche sociali, non solo nell’azienda ma anche all’esterno. Siamo un gruppo assicurativo e la nostra mission è pensare al futuro delle persone, in particolare tramite le nostre polizze sanitarie e la previdenza integrativa – aggiunge –, che hanno portato a sviluppare un welfare di primo livello molto avanzato. Abbiamo aumentato il numero delle iniziative di welfare di secondo livello, attive ormai da oltre 10 anni – prosegue Federici –, perché siamo convinti che la conciliazione tra vita e lavoro sia un aiuto fondamentale. E’ importante per aumentarne il senso di appartenenza all’azienda – spiega ancora Federici – e, in ultima analisi, anche la produttività, perché il lavoratore che riesce ad affrontare e risolvere determinati problemi è più tranquillo, si assenta di meno e gestisce il suo tempo con meno ansie». I campi in cui Unipol dà supporto ai suoi 14mila dipendenti sono molteplici: la genitorialità, il volontariato, la maternità, la cura degli anziani e dei familiari non autosufficienti, fino alle incombenze quotidiane attraverso i servizi ‘Libera tempo’.

UN AIUTO senz’altro innovativo è quello che arriva dal progetto ‘Maam-Maternity as a Master’: la maternità vissuta non come un’assenza negativa ma un’occasione per acquisire competenze extra utilissime quando si torna al lavoro, come il problem solving e il multitasking. «E’ un progetto – spiega Federici – che consiste nel tenere a bordo dell’azienda la mamma, con una serie di indicazioni, attività da svolgere, contatti da tenere e aggiornamenti. Serve a rendere consapevole la collega in maternità che, facendo la mamma, impara tante cose che saranno poi fondamentali sul lavoro ».

IL PROGETTO aiuta anche i futuri papà a supportare la mamma e starle affianco nella vita professionale e ha avuto un successo enorme, con una media di1,8 iscrizioni al giorno e la più alta percentuale di papà mai registrata tra le aziende che hanno aderito a questo progetto: il 31%. Fondamentale è anche il progetto ‘Fragibilità’ che dà un supporto ai caregiver e ai familiari non autosufficienti. Il progetto si articola in un contact center specializzato e nell’accesso a una rete integrata di servizi, tramite piattaforma web. «Parte da una necessità segnalata proprio dai nostri colleghi – spiega Federici –, abbiamo un’età media che si sta alzando e aumenta il numero di persone con genitori anziani bisognosi di essere accuditi».

CON il progetto ‘Orientamento Diplomandi’, invece, si aiutano i figli dei dipendenti Unipol nella scelta del percorso dopo il diploma. Il programma è articolato in webcast con interviste a manager, esperti del mondo del lavoro, professori universitari e test e workshop in azienda. «E’ un tema molto sentito – spiega Federici – e da circa tre anni abbiamo avviato quest’iniziativa. A supportare i ragazzi ci sono anche giovani che hanno appena scelto la loro strada dopo il diploma e sono, quindi, più vicini alla loro età».

‘Fragibilità’ «Un servizio ad hoc per mio padre»

BOLOGNA

CHIARA Guagliumi è di Torino e ha 40 anni; dal 2003 lavora in UnipolSai e attualmente si occupa di sinistri auto. «Da una decina di anni – racconta – il mio papà, ancora abbastanza giovane, si è ammalato di sclerosi multipla ed è costretto su una sedia a rotelle. Io e mia sorella siamo a sua disposizione, compatibilmente con i nostri impegni di lavoro. Nel 2017, la mia famiglia si è trovata in difficoltà, perché la persona che aiutava mio padre ha avuto un problema di salute e si è dovuta assentare. Nell’urgenza di reperire una nuova persona di fiducia, da far entrare in casa, e non sapendo da dove cominciare, ho chiamato il servizio ‘Fragibilità’ di UnipolSai e sono entrata in contatto con Federica, una persona davvero competente e disponibile. In poco tempo – continua Chiara –, mi ha indirizzato verso un patronato di Torino che mi ha dato la possibilità di incontrare cinque candidati assistenti familiari, con curriculum e referenze verificabili».

AD AIUTARE Chiara, in questa situazione, anche ‘Jointly’, l’innovativa start-up con cui Unipol sviluppa i servizi di welfare aziendale, «che mi è stata di supporto anche per capire l’aspetto burocratico dell’assunzione dell’assistente familiare». Chiara ha richiesto l’aiuto del servizio ‘Fragibilità’ anche in un’altra occasione, «per capire se determinati ausilii fossero concedibili dal servizio sanitario nazionale e sono stata indirizzata verso officine ortopediche competenti e oneste. Per chi lavora – spiega Chiara – è davvero complicato districarsi nel reperire informazioni e gestire situazioni di disagio di un proprio caro che non sta bene e ‘Jointly’ mette a disposizione la propria esperienza e la sua rete di conoscenze, in modo da alleggerire il compito del caregiver». Un aiuto che può fare davvero la differenza in situazioni di difficoltà. «È un supporto, una sicurezza in più che fa sentire la presenza dell’azienda anche nelle difficoltà personali, consentendo di lavorare più serenamente» conclude Chiara.

Paola Benedetta Manca

Di |2019-02-18T10:14:49+00:0018/02/2019|Dossier Economia & Finanza|