I trattori della Motor Valley verso la Turchia

Il futuro di Argo Tractors

La holding è pronta a espandersi nei paesi strategici nel campo della meccanizzazione

FABBRICO (Reggio Emilia)

Si riconoscono tutte le radici italiane nell’album di famiglia di Argo Tractors l’azienda che produce trattori con i marchi Landini, McCormick e Valpadana fa parte del Gruppo industriale Argo. Sullo sfondo, poi, c’è l’insediamento produttivo di Fabbrico (in provincia di Reggio Emilia) sviluppato attorno alla mitica fabbrica di trattori Landini, marchio di illustre tradizione, indiscusso protagonista della storia della meccanizzazione agricola. Tecnologia (con una quota di fatturato pari al 5% destinato a ricerca e sviluppo), famiglia e tradizione, al centro della filosofia aziendale c’è l’uomo, in tutte le sue declinazioni. A partire «dall’impegno ad investire sempre più sull’ambiente e a rendere più sicuro e confortevole (oltre che sempre più professionale), il lavoro di chi ha condiviso e condivide con noi un percorso di vita e di attività, contribuendo negli anni a qualificare l’operato di Landini prima e di Argo Tractors a tutt’oggi», osserva il presidente di Argo Tractors Valerio Morra (nella foto mentre riceve il premio di Azienda storica italiana). Alla base c’è il ’made in Italy’, ma si guarda anche all’export, precisamente alla Turchia, dove la holding reggiana è pronta ad espandersi su mercati ritenuti strategici per il futuro, e sempre più ai vertici della qualità e dell’innovazione nel campo delle macchine agricole. La holding reggiana infatti – sempre molto attiva anche sul fronte delle partnership in vista della definizione di una compagnia di valenza, nel 2018 ha inaugurato il sito produttivo di Anadolu Landini (a Şekerpinar, nelle vicinanze di Istanbul), realtà nata nel settembre 2017 dalla joint venture siglata tra la multinazionale turca Anadolu Group e Argo Tractors. Un nuovo stabilimento inizialmente destinato alla produzione di 3 trattori della serie Globe di Landini – 4 modelli da 50 a 75 cavalli espressamente progettati per le esigenze del mercato turco – per allargare un domani l’attività ad altri modelli, che una volta a regime avrà una capacità produttiva di oltre 5.000 unità annue.
C’è proprio Landini nelle fasi di svolta per l’azienda. Nel 1994, con l’acquisizione della proprietà di Landini SpA da parte del gruppo industriale Argo, di proprietà della famiglia Morra, la casa reggiana ha inaugurato un nuovo fortunato corso, all’altezza del suo passato. Un’operazione che modifica gli scenari della meccanizzazione agricola e proietta la società emiliana verso una dimensione internazionale, ai vertici del panorama mondiale del settore dei trattori.
E i fatti lo confermano: secondo un sondaggio condotto nel 2018 su oltre 1.900 grandi imprese attive in Italia, Argo Tractors, è l’unica realtà del comparto della meccanizzazione agricola nazionale a comparire tra le 400 aziende dove si lavora meglio.
Il Belpaese continua a rivestire una assoluta centralità nelle logiche di Argo Tractors, tenacemente ancorate al più puro stile italiano, visto che l’espansione internazionale ha coinciso per la società con un ritorno ad un rigoroso made in Italy, dove dalla progettazione alla produzione dei componenti, trasmissione inclusa, tutto viene concentrato tra Fabbrico, Luzzara e San Martino in Rio nel cuore della ’Motor Valley’ emiliana.
«Appartenere ad un distretto, qual è quello emiliano della meccanizzazione agricola, in grado di garantire il massimo in termini di esperienza, competenze e soprattutto passione per la meccanica – conclude il presidente Valerio Morra – conferisce plus di competitività che sarebbe difficile esportare in altri paesi, compresi quelli favoriti da un inferiore costo del lavoro».

g. t.

Vivai e alta tecnologia
«L’export vola al 90%»

Il bilancio di Checchi & Magli

BUDRIO (Bologna)

Il florivivaismo ad alta tecnologia che piace tanto all’America si fa in provincia di Bologna. L’azienda Checchi & Magli di Budrio, specialista nel settore delle trapiantatrici di ortaggi, tabacco, florovivaismo e piante officinali, è riconosciuta nel mondo per l’elevata qualità che offre in questo settore sempre più esigente in termini di tecnologia.
Scorrendone i numeri infatti, oggi l’azienda ha un organico che supera i 50 dipendenti ed esporta in più di 65 paesi nel mondo, ma soprattutto ha una quota Export che si aggira intorno al 90%. Dal 1976 a oggi il gruppo è cresciuto molto, soprattutto nell’ultimo decennio. Il mercato a stelle e strisce, piazza di rifermento per la Checchi & Magli, è attento alle novità e premia chi ha già mostrato sul campo le proprie soluzioni innovative senza però tralasciare la semplicità di utilizzo. «In questo 2019 c’è stato un boom di richieste di macchine Checchi & Magli per trapianto di canapa ad uso industriale – spiega l’azienda –, su terreno lavorato, su sodo, ma soprattutto su terreno pacciamato ».
Ai tanti modelli di trapiantatici, l’azienda affianca un miglioramento quotidiano anche nelle gamma pacciamatrici/aiuolatrici per stendere il film plastico e biodegradabile, un comparto green in crescita ogni anno.
Il secondo mercato dopo quello USA è quello interno, a seguire Francia, Canada, Spagna e Polonia. Il bilancio per l’intero 2019 è quindi positivo. La proprietà ha investito anche nella realizzazione di una serra per le prove in campo, un servizio in più per il cliente che vuole toccare con mano la qualità che esce dallo stabilimento di Budrio.
Checchi & Magli partecipa anche ad Agritechnica 2019, fino al 16 Novembre e nel 2020 ha già fissata la presenza alla Fieragricola di Verona (29 Gennaio-1 Febbario), al Fima di Saragozza (25-29 Febbario), oltre che alla Fiera di casa l’Eima di Bologna (11-15 Novembre)