FOCUS LOGISTICA E PACKAGING I

Rete Logistica Agroindustriale
punta sulla microdistribuzione
«Ortofrutta nel cuore delle città»

Alessandro Notarnicola
GAMBETTOLA (Forlì Cesena)

Per vincere sul mercato occorrono due carte: le persone e il rispetto. Non ha dubbi Massimo Savini, amministratore delegato di Rete Logistica Agroindustriale con sede a Gambettola, nel Cesenate, azienda che risponde in modo univoco alle necessità di servizi logistici nel settore agroalimentare grazie alle differenti expertise dei sei soci fondatori e alla stretta partnership con realtà specializzate. Nata nel 2011 e passata da 3 milioni di fatturato ai 20 milioni del 2018, Rla Italia è una realtà giovane avviata nel pieno della crisi della logistica iniziata nel 2005. «Un avvio giovane ma che alle spalle ha un’esperienza quarantennale ». A dirlo è lo stesso Savini, che ha fatto la storia della logistica sul territorio sempre guardando al cliente e agli investimenti migliori per l’azienda e per gli oltre 50 dipendenti e che oggi si appresta a lanciare sul mercato un progetto di microdistribuzione.

Savini, una realtà particolare quella della logistica. Perché?

«Come dice il presidente di Rla Italia, Paolo Scardovi, nella logistica delle merci alimentari occorrono soluzioni articolate, specifiche e integrate. Solo una realtà solida e sicura è in grado di soddisfare aspettative e garantire il risultato finale. Fino al 2011 questa realtà non esisteva, allora i miei soci, che sono le più grandi cooperative a livello nazionale, non riuscivano a trovare la logistica che desideravano. Mi hanno così affidato il compito di formare questa società ».

Soci che continuano a crescere?

«Agrintesa, Alegra, Valfrutta, Conserve Italia, Brio, Caviro, Unilog. Tutte aziende dell’agroalimentare per aumentare l’expertise e le piattaforme logistiche. In questi anni non abbiamo mai dormito ma abbiamo pensato al futuro anticipando il volere del cliente ».

È possibile oggi guardare al futuro?

«Se si lavora con dignità qualsiasi lavoro dà dei risultati. Puntare sul bilancio finale va bene, ma non deve essere l’unico scopo. Cerco sempre di interpretare il futuro: guardo agli investimenti della Cina e di Amazon. Entrambi puntano sull’informatica e sulla logistica».

A proposito di investimenti, Rla Italia si appresta a immettere sul mercato un nuovo progetto. Di cosa si tratta?

«È un progetto sperimentale che coprirà tutto il 2019: al primo posto ci sono le persone motivate a nuove sfide. Al secondo l’informatica. La mente umana insieme alla mente digitale. Su questa base abbiamo dato il via alla microdistribuzione di cui non ci occupavamo essendo orientati verso la grande. Si tratta del progetto ‘Business dell’ortofrutta nel cuore della città’, è diretta a strutture pubbliche e private in Emilia Romagna, Toscana, Marche e Veneto, come scuole e ospedali, a cui porteremo anche una sola cassetta di frutta e verdura, con mezzi ecologici».

Ancora una volta un servizio in più per il cliente?

«Il nostro scopo è di creare una rete di condivisione e trasparente tra il fornitore e il cliente. Se devo fare un investimento devo potermi fidare. Siamo trasparenti e lo facciamo servendoci di app e satellitari perché il cliente possa monitorare sempre il suo prodotto ».

Coltiviamo il futuro di DAVIDE GAETA
TRADIZIONE E INNOVAZIONE

FORSE non è immediatamente intuibile, almeno per chi non sia un addetto ai lavori, ma proprio l’agricoltura, che spesso è percepita come il più tradizionale dei comparti economici, assorbe al contrario capitali ed ingenti risorse umane ed economiche destinate in maniera crescente all’innovazione. Competenze e nuove tecnologie sono, infatti, il vero motore che ha permesso di vincere la straordinaria sfida che l’Europa ha realizzato dalla fine del secondo conflitto mondiale ad oggi: quella di garantire l’approvvigionamento alimentare dei Paesi membri e al contempo rappresentare il principale esportatore del pianeta. Con un valore del commercio agroalimentare pari a 255 miliardi di euro nel 2017, l’Ue infatti conferma la sua posizione di maggiore esportatore e importatore mondiale di prodotti agro alimentari, con le esportazioni che da sole hanno raggiunto i 138 miliardi di euro. Sempre più complessi e sfidanti saranno gli scenari di innovazione che riguarderanno il sistema nei prossimi anni. Scenari che coinvolgono in primo luogo il lavoro e le capacità degli addetti a tutti i livelli: ottimizzazione, efficienza, qualità delle produzioni, ma il vero obiettivo del futuro sarà la sostenibilità nelle sue diverse declinazioni: economica, ambientale e sociale. E’ sotto l’egida di una necessaria ed urgente attenzione alla terra ed a ciò che mangiamo che si può e si deve innovare per produrre. L’impatto ambientale delle varie produzioni è di prioritaria importanza.

NON A CASO, le principali aree in cui hanno indagato i centri di ricerca mondiali, portando a straordinarie rivoluzioni al settore in questi anni, hanno riguardato, in questo ambito, ogni ambito della filiera agro-alimentare: dal nuove tecnologie allo sviluppo di energie rinnovabili, dal risparmio idrico, all’agricoltura di precisione, dallo sviluppo di colture in campo più resistenti e che necessitino di minor impatto alle biotecnologie transgeniche. Nel campo delle produzioni di carni e latte, per esempio, enormi progressi sono nati infatti dalla genetica quantitativa e molecolare, dalla tecnica di nutrizione, dalla biologia della riproduzione, che ha accelerato la possibilità di nutrire il pianeta in tempi che in passato erano proibitivi. Una stalla di bovini richiedeva anni per essere realizzata mentre ora le nuove tecnologie riproduttive permettono di ottenere resultati in pochi anni. L’innovazione non si è fermata alla sola produzione, anzi, ha coinvolto e travolto tutto il processo sino a raggiungere la forma, la confezione, il packaging dei prodotti alimentari. E di pari passo è cresciuto l’innovazione nei sistemi esperti che permettono e sfruttano la gestione dei dati in grado di suggerire all’impresa quali decisioni prendere per massimizzare efficienza e profitti.

Davide.gaeta@univr.it

Di |2018-11-26T16:41:42+00:0026/11/2018|Focus Agroalimentare|