Il ‘re’ Parmigiano Reggiano
chiude un 2018 da record
«Ora cerchiamo nuovi mercati»

Alessandra Ferretti
REGGIO EMILIA

UN BILANCIO preventivo da superprimato per il Parmigiano Reggiano. È stato approvato il 29 novembre scorso nel corso dell’Assemblea Generale dei Consorziati a Parma e prevede per il 2019 una produzione oltre il tetto dei 3,75 milioni di forme e ricavi alla cifra record di 38,4 milioni di euro. «La crescita produttiva – commenta il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli – rende necessario investire in comunicazione e in azioni di filiera per aprire nuovi spazi di mercato e collocare il prodotto ad un prezzo remunerativo. Agli investimenti promozionali per lo sviluppo della domanda in Italia e all’estero abbiamo dedicato 22,4 milioni di euro, 2 in più rispetto a quest’anno (nel preventivo 2018 erano 20,3 e in quello 2017 14,3, ndr)».

GIÀ IL 2018 aveva visto una crescita della produzione pari al 2% e fino a pochi giorni fa i 3,7 milioni di forme previste per l’anno in corso avevano rappresentato il livello più elevato nella storia millenaria del Re dei Formaggi. «Ma il Parmigiano continua la sua corsa e supera se stesso – prosegue Bertinelli –, con la certezza che manterrà le medesime qualità e distintività che tutti conosciamo. Gli stessi ricavi sorpassano grandemente la cifra di 33,4 milioni di euro del preventivo 2018 e quella di 25,2 del preventivo 2017». Per accompagnare l’incremento della produzione l’export viene identificato come una delle leve principali. Allo sviluppo dei mercati esteri andranno infatti 8,6 milioni di euro, di cui 2 per nuovi progetti Paese.

IN ITALIA l’investimento in attività promozionali ammonterà a 15,8 milioni di euro. Un’altra voce forte del bilancio destina poi 2 milioni di euro al programma di sorveglianza straordinaria delle ditte di grattugia e dei laboratori di porzionatura, nonché ad azioni di ricerca scientifica e allo sviluppo delle azioni di vigilanza. «Il mercato – prosegue il numero uno del Consorzio – ci sta premiando: mentre produzione e consumi aumentano, il prezzo tiene, con un differenziale rispetto ai nostri competitor che non è mai stato così elevato. Affinché la filiera del Parmigiano Reggiano si posizioni su una traiettoria di crescita di lungo periodo dobbiamo investire in comunicazione per sottolineare ulteriormente i plus di prodotto, valorizzando il Re dei Formaggi e distinguendolo dai prodotti similari». Tra le novità annunciate in assemblea spiccano azioni più efficaci di vigilanza a tutela del marchio all’estero, una mappatura delle aziende agricole che assicuri i più elevati livelli di benessere animale, attività di marketing in nuovi mercati (Australia, Centro America, Area del Golfo e Balcani), progetti per una maggiore trasparenza nel canale Horeca e il lancio di un nuovo mercato per il prodotto a lunga stagionatura, il segmento del prodotto 40 mesi che, in una prospettiva a 5 anni, potrà arrivare a rappresentare il 3-4% del consumo totale cioè oltre 100mila forme.

Aicig Nasce ‘Origin Italia’ per frenare le imitazioni e tutelare i prodotti Dop e Igp

ROMA

FARE muro contro l’agropirateria, acquisire più peso nelle trattative internazionali, e tutelare con maggiore efficacia le eccellenze italiane a marchio certificato Dop e Igp, su cui l’Italia vanta uno storico primato, dalle imitazioni che fioccano in tutto il mondo con un giro d’affari stimato tra i 60 e gli oltre 100 miliardi, a seconda delle analisi. Nasce con l’obiettivo di blindare la qualità agroalimentare made in Italy il progetto Origin Italia, nuova compagine che amplia la nutrita squadra di Aicig, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, mettendo in rete non più solo le 68 singole realtà consortili associate, ma anche le Associazioni dei Consorzi relativi a segmenti di prodotti a denominazione, dal mondo dei formaggi a quello dei salumi. Il debutto in società di Origin Italia alcuni giornio fa al ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo. I Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaft sono circa 140 in Italia, quelli di maggior peso nell’export sono tutti associati all’Aicig che oggi ha ratificato il cambio di statuto.

L’ITER burocratico va completato, e servono anche cambi di statuto da parte delle new entry in Origin, in primis Afidop per i formaggi Dop e Isit per i salumi sia dop che Igp, ma la svolta viene definita dagli operatori «storica» per il mondo dei Consorzi di Tutela delle Dop e Igp che in Italia spaziano da colossi come il Grana Padano a piccole realtà come quelle della pesca di Leonforte. Si tratta di un ulteriore passo verso l’internazionalizzazione peraltro utile, come sottolineato dal presidente Aicig Cesare Baldrighi (nella foto), ad allinearsi ancora di più alla prospettiva internazionale e per essere in rete con le Indicazioni Geografiche sotto lo stesso ombrello OriGIn Europa. «Occorre essere sempre più uniti – ha detto Baldrighi – per aumentare la conoscenza del valore delle denominazioni e allo stesso tempo sensibilizzare i consumatori sulla tutela dei prodotti del desco. La svolta verso cui stiamo virando con la trasformazione da Aicig a Origin Italia è rappresentata soprattutto dal fatto che anche le Associazioni dei Consorzi di Tutela per le varie categorie merceologiche hanno convenuto sulla necessità di dare origine ad un nuovo punto di riferimento per aggregare gli organismi dei prodotti definiti nella politica di qualità Ue con le Indicazioni Geografiche. Crediamo così di poter costruire un confronto sempre più incisivo con le istituzioni sia nazionali che sovranazionali».