FOCUS EIMA 2018

L’agricoltura 4.0 in vetrina
«Digitalizzazione e ambiente
per coltivare il nostro futuro»

Marco Madonia
BOLOGNA

«SIAMO arrivati alla 43esima edizione, la prima fu nel 1969 e io non ero ancora nato», racconta Alessandro Malavolti, numero uno di Ama e presidente Federunacoma presentando Eima 2018 (nella foto sopra, il logo), il mega salone delle macchine agricole in programma dal 7 all’11 novembre nei padiglioni di BolognaFiere. «È un’edizione da record per quel che riguarda i numeri: 140mila metri quadri di spazi espositivi, abbiamo quasi 2mila espositori che vengono da 49 Paesi diversi. Così confermiamo di essere la prima manifestazione al mondo dal punto di vista dell’internazionalizzazione».

Cosa troverà chi arriverà a Eima?

«Mettiamo in mostra 50mila tipologie diverse di macchine. Simbolo dell’Italia, un Paese fatto di tante produzioni di nicchia. Due anni fa abbiamo raggiunto la quota di 285mila visitatori, speriamo di battere tutti i record anche questa volta. Ci confermiamo al secondo posto tra le fiere business to business più grandi d’Italia. Ospiteremo ottanta delegazioni da oltre 70 Paesi stranieri. Siamo una manifestazione internazionale e continuiamo a confermarlo».

In questi anni, nonostante la lunga recessione, i numeri della manifestazione non ne hanno mai risentito. Come mai?

«Siamo in crescita da sempre. C’è anche un po’ di fortuna, l’edizione del 2008, per esempio, fu appena prima della crisi. Ma in generale direi che la meccanizzazione agricola in questi anni si è ben difesa e ha sempre tenuto la posizione. Eima ha continuato a crescere, ora rappresentiamo 14 settori diversi e cinque saloni specializzati. L’ultima novità si chiama Idroteque. Per noi la questione dell’acqua è un tema centrale. Poi c’è la sezione sui componenti, lì siamo i primi al mondo, poi Eima green, Eima energy. Un’altra iniziativa a cui teniamo molto è Eima mia e riguarda la multifunzionalità in agricoltura. Senza considerare gli oltre 150 appuntamenti tra convegni, seminari e attività di ricerca».

Altre novità di questa edizione?

«Il focus sarà sul digitale, l’ingresso della manifestazione sarà una vetrina dell’agricoltura 4.0. Così vorremmo spiegare ai ragazzi che l’agricoltura non è una cosa vecchia. Del resto, noi la guida automatica l’abbiamo inventata negli anni Novanta. Ora abbiamo raggiunto un livello di digitalizzazione delle macchine davvero elevato ».

Sull’innovazione quali iniziative avete in programma?

«Il concorso sulle novità tecniche, i vincitori verranno premiati a Palazzo Re Enzo. Si tratta di macchine inedite, di cui magari è partita la produzione ma non sono ancora in commercio. Per questa edizione verrà consegnato un riconoscimento a 28 novità tecniche più 45 segnalazioni».

Quest’anno la Fiera di Bologna vi accoglie con due padiglioni nuovi.

«È una richiesta che facevamo da tempo. Quelli nuovi sono davvero molto belli e ci è stato assicurato che a inizio dicembre inizierà la costruzione di un’altra struttura nella vecchia area 48. La collaborazione con BolognaFiere è molto buona, siamo contenti e speriamo di rimanere qui per i prossimi decenni. Certo che abbiamo bisogno di più spazi, se li avessimo avuti li avremmo riempiti».

Ma la lista d’attesa com’è?

«Mostruosa. Ci sono più o meno 300 aziende che non siamo riusciti ad accontentare, oltre 25mila metri quadrati. Ma di più non potevamo fare».

Di |2018-11-05T13:36:41+00:0005/11/2018|Focus Agroalimentare|