Astra e la risorsa rifiuti: «Servono gli impianti»

Il direttore del consorzio Boris Pesci

«Alla fiera lanciamo due progetti: la raccolta differenziata nei cantieri edili e il prelievo gratuito della legna di scarto dai frutticoltori»

di Paola Benedetta Manca
FAENZA (Ravenna)

Il Consorzio Astra, con sede a Faenza (Ravenna), riunisce 32 imprese emiliano-romagnole che hanno, come denominatore comune, l’ambiente, offrendo servizi specifici e integrati, dal trasporto e smaltimento di rifiuti alla gestione d’impianti di recupero, dai ripristini ambientali alla messa in sicurezza di siti contaminati, dalle bonifiche ai servizi di igiene ambientale e in ambito industriale. Il consorzio ha 24 impianti di recupero e stoccaggio dei rifiuti e ne tratta oltre 500mila tonnellate. «Recuperiamo oltre il 90% dei rifiuti – spiega il direttore del Consorzio Astra, Boris Pesci (nella foto) –, trattiamo tutte le tipologie e la nostra mission è recuperarne il più possibile». Ci sono però delle criticità nel sistema di gestione del recupero dei rifiuti che Pesci mette in evidenza.
«Abbiamo assolutamente bisogno che ci siano degli impianti di destino finale per quel 10% di rifiuti che non riusciamo a recuperare – spiega – perché, diversamente, metteremmo in crisi la vita degli impianti stessi; se non ci sono discariche o termovalorizzatori che si occupano del materiale di scarto degli impianti di recupero non saremo, poi, in grado di accettare più rifiuti in ingresso». Pesci passa poi a parlare dell’intera filiera: «Funziona se ci sono tutti gli impianti, compresi quelli finali. Prendiamo per esempio, i rifiuti inerti, come i calcinacci. Se il settore pubblico, che ha l’obbligo normativo di utilizzare il 30% di materiale recuperabile per fare strade, piazzali e così via, non mantiene questo impegno, a quel punto mandiamo in crisi anche la filiera dell’inerte, e in Emilia- Romagna non esiste una discarica per inerti, l’impianto più vicino è in Lombardia». Per questo come Consorzio Astra «chiediamo che l’Emilia-Romagna sia autosufficiente per tutte le tipologie di rifiuti, come dovrebbero esserlo tutte le regioni – aggiunge –. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, la nostra è una regione virtuosa ma non sui rifiuti delle industrie che sono tre volte quelli urbani e, sempre di più, vengono trasportati in Lombardia e Germania ».
Il Consorzio Astra parteciperà alla Fiera di Ecomondo a Rimini. «È una manifestazione molto importante – sottolinea Pesci –, una bella vetrina del mondo del recupero dei rifiuti e della tecnologia. Noi, purtroppo, molta tecnologia la esportiamo in Paesi che fanno più impianti di recupero dell’Italia, come la Germania, e non perché non abbiamo sufficiente tecnologia: il problema è politico non tecnico. Gli impianti di destino dei rifiuti nel nostro Paese – spiega – sono saturi. La domanda di smaltimento è superiore all’offerta. In Emilia-Romagna, ad esempio, c’è un’unica discarica per i rifiuti pericolosi che a fine anno chiuderà e non abbiamo ulteriori impianti, dovremo trasportare i rifiuti altrove e, inquiniamo l’aria».
Il Consorzio Astra porterà ad Ecomondo due progetti importanti: uno è quello per la raccolta differenziata nei cantieri edili, attraverso una raccolta capillare a chiamata: «Stiamo proponendo – spiega Pesci – dei sacconi omologati e autorizzati per i rifiuti dei cantieri: uno per i rifiuti misti (come legno carta e plastica) e uno per il cartongesso: andranno agli impianti di recupero. Poi un sacco per la lana di vetro e roccia (classificati come pericolosi) e uno per la guaina bituminosa: entrambi i tipi di rifiuto andranno agli impianti di smaltimento». Il secondo progetto riguarda il mondo dell’agricoltura, attraverso la costituzione di una cooperativa con gli agricoltori, che ha dato vita a un circuito organizzato di raccolta. «Diamo la possibilità agli agricoltori – spiega il direttore del Consorzio Astra – di portare i rifiuti ai nostri impianti senza il mezzo autorizzato, con la loro auto o il trattore, senza il costo di trasporto. In più preleviamo la legna di scarto dei frutteti gratuitamente, entro 70 km da nostra sede, per produrre cippato per le centrali a biomasse».

Economia circolare
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Forum, tavole rotonde e conferenze fino a venerdì

RIMINI

È tutto dedicato allo scenario dei prossimi vent’anni l’evento faro di mercoledì ‘Circular economy: the 21st-century economic paradigm to redefine growth and development’, organizzato dal comitato tecnico scientifico di Ecomondo, presieduto dal professore Fabio Fava, insieme a Intesa Sanpaolo Innovation Center. L’appuntamento è alle 14. Il giorno dopo (alle 10), con l’evento ‘Circular economy good practices: panel of the italian circular economy stakeholders platform’, in collaborazione con Enea, saranno illustrati gli obiettivi raggiunti da Icesp, realtà nata nel 2018 per promuovere e diffondere l’eccellenza e il modo italiano di fare economia circolare. Una serie di eventi organizzati dall’Agenzia esecutiva della Commissione europea (Easme) racconterà giovedì i progetti e le azioni supportate e finanziate a livello comunitario nei settori della mobilità sostenibile (180 quelli finanziati con Life per il trasporto sostenibile, per 350 milioni di euro), dello spreco alimentare, dell’edilizia sostenibile (gli edifici assorbono il 40% dell’utilizzo energetico europeo) e per la gestione della plastica (25,8 milioni annui in Europa le tonnellate di rifiuti in plastica, di cui solo il 30% raccolto e avviato al riciclo).
Tra gli eventi in programma spicca il business forum Italia-Egitto ‘Water, Energy, Waste, Mobility’ organizzato dal comitato tecnico scientifico di Ecomondo in partnership con l’ambasciata d’Italia al Cairo e la Camera di commercio italiana in Egitto. Un evento in programma nel giorno inaugurale della manifestazione e che fa seguito alla prima tappa del meeting Italia-Egitto organizzato al Cairo lo scorso anno. Il forum evidenzierà gli investimenti del governo egiziano per i prossimi 5 anni nel campo delle infrastrutture ambientali, delle energie rinnovabili, della gestione dei rifiuti industriali e organici per scopi agroalimentari, nel settore dell’acqua, dei trasporti e della mobilità. A Ecomondo si parlerà anche di rigenerazione del suolo: mercoledì è in programma l’evento ‘La rigenerazione del suolo: bioeconomia per l’incremento della sostanza organica e per ridurre le emissioni di Co2’ in cui verrà analizzato il ruolo della bioeconomia nella rigenerazione dei suoli.

g. c.