FOCUS CARNI E SALUMI

Clai cresce grazie all’export
«Allevamento e produzione
in un’unica filiera integrata»

Enrico Agnessi
IMOLA (Bologna)

OLTRE 500 dipendenti, 280 soci e un fatturato di 260 milioni di euro. E’ gustosa anche nei numeri la Clai (cooperativa lavoratori agricoli imolesi), realtà romagnola nata nel 1962 e attiva oggi sia nel settore dei salumi che in quello delle carni fresche bovine e suine. Il suo punto di forza? La capacità di unire allevamento e produzione in un’unica filiera integrata. Clai coltiva infatti i terreni, gestisce il bestiame proprio e il conferimento dei soci allevatori, e svolge internamente ogni fase della lavorazione, dalla macellazione alla produzione. Controllo totale.

LA TAVOLA dei consumatori, invece, è raggiunta non solo attraverso i diversi canali di vendita in cui opera la cooperativa, ma anche attraverso la rete locale dei nove punti vendita propri, tra la zona di Imola e quella di Faenza, in cui si sviluppa un rapporto quotidiano con il cliente finale. Nel 2017 i volumi del Gruppo sono aumentati complessivamente del 5,5% e i ricavi dell’11,8%, conseguenza della continua e costante crescita della cooperativa Clai e di Zuarina, storico prosciuttificio di Langhirano (Parma) acquisito nel 2012. Per quanto riguarda invece il fatturato, sempre nel 2017 per Clai è stato di 260 milioni di euro, ripartito tra settore ‘carne’ (210 milioni) e settore ‘salume’ (i restanti 50 milioni).

NEGLI ULTIMI dieci anni lo sviluppo del comparto export è stato continuo e costante, fino a raggiungere nell’ultimo anno l’incidenza del 19% sul fatturato ‘salume’. Le esportazioni hanno sbocco in oltre 30 nazioni differenti, anche se i volumi si suddividono principalmente tra Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania. Sempre da due lustri a questa parte, l’organico del Gruppo è aumentato di 87 persone, di cui 24 solo nel 2017, arrivando così a oltre 500 dipendenti, la cui età media è 43 anni e gli under 35 sono il 22,39%.

LA STORIA di Clai, lunga oltre 50 anni, è basata su un legame strettissimo tra le persone e il territorio, permeato da un forte senso di comunità. Sì perché Clai vuol dire anche ‘Festa del contadino’, sponsorizzazione delle squadre sportive locali e una mascotte (ovviamente un maialino) che in Romagna è noto quanto i marchi delle multinazionali. Il quartier generale dell’azienda è a Sasso Morelli, nel verde della campagna alle porte di Imola.

«LÌ STIAMO lavorando all’ampliamento della area destinata al salumificio – ricorda il presidente della Clai, Giovanni Bettini –. E’ un investimento per noi molto importante: un’ulteriore spinta verso l’ammodernamento e l’inserimento di nuove tecnologie sempre orientate al miglioramento della qualità. Contiamo di cominciare a utilizzarlo entro la fine dell’anno».

NON CHE ADESSO, dalle parti di Sasso Morelli, ci si annoi. «Per noi è un momento di crescita sotto l’aspetto occupazionale con l’inserimento costante di nuove figure – conferma Bettini – e sfidante dal punto di vista del commercio. Clai continua ad avere un buon trend mettendo in campo la sua caratteristica principale: accompagnare alla qualità anche la puntualità del servizio e l’attenzione al cliente. E questo ci viene riconosciuto sempre di più. Il nostro punto di partenza è il rapporto con le persone».

‘Protezione Foraggio’ Crédit Agricole lancia la polizza satellitare

MILANO

CRÉDIT Agricole Assicurazioni, compagnia di assicurazione del ramo danni controllata direttamente da Crédit Agricole Assurances, e Crédit Agricole Italia lanciano sul mercato italiano un nuovo prodotto destinato ad innovare il mercato assicurativo dell’agroalimentare. ‘Protezione Foraggio-SAT’ è la prima polizza ‘Remotely Sensed Index Based’ che tutela le aziende agricole impegnate nella coltivazione di pascoli, erbai e prati, destinati alla produzione di foraggio dalla perdita di produttività determinata dai rischi climatici, quali siccità, inondazioni e tempeste, in costante crescita negli ultimi anni.

IL PRODOTTO si basa su un metodo di telerilevamento, sviluppato in collaborazione con Airbus – leader mondiale delle tecnologie satellitari –, che utilizza immagini dallo spazio per valutare e monitorare la produzione di foraggio sul territorio italiano. A scadenza del periodo di osservazione, il sistema calcola l’eventuale perdita di produzione e attiva una modalità di indennizzo semplificata, che prevede il risarcimento automatico, senza bisogno di perizie e richieste da parte del cliente. «Protezione Foraggio-SAT – sostiene Laura Brancaleoni (nella foto), direttore commerciale e marketing di Crédit Agricole Assicurazioni – permette alle aziende agricole impegnate nella produzione di foraggio di concentrarsi sull’attività produttiva esternalizzando i rischi e così facendo veicolare maggiori risorse e investimenti verso un’agricoltura più sostenibile».

Di |2019-03-11T10:54:01+00:0011/03/2019|Focus Agroalimentare|