Dall’aia alla tavola, la filiera integrata di Moretti

Il gruppo e la sua attenzione al consumatore

Qualità e tracciabilità dei prodotti al centro della missione aziendale di Cascine Italia

di Paola Benedetta Manca
SPIRANO (Bergamo)

Ogni giorno, un milione e mezzo di italiani consuma le uova del gruppo Moretti che arrivano da quaranta allevamenti. Un altro milione e mezzo viene impiegato per gli ovoprodotti. Il binomio vincente alla base del successo del gruppo è riunire la tradizione con l’innovazione. L’azienda, quasi centenaria, apre nel 1922, quando fu fondata dal capostipite Aristide Moretti e dalla moglie Carolina. Nel 1994, nasce una delle sue costole, Cascina Italia, che si occupa di produrre uova e, nonostante sia l’ultima nata nel settore, diventa rapidamente una delle prime realtà in Italia, lavorando con la grande distribuzione. «La nostra mission – spiega Ruggero Moretti, direttore di Cascine Italia – è coniugare la produzione di uova e ovoprodotti con la mentalità dell’industria alimentare, attraverso la trasformazione del prodotto, ma continuando ad assicurarne la qualità».
«Abbiamo deciso – sottolinea l’imprenditore – di puntare su una filiera integrata che comprende anche l’allevamento. In questo modo, abbiamo un’assoluta tracciabilità dei prodotti. Sono presidente del comitato Uova di Unaitalia, associazione avicola nazionale, e dell’associazione europea di produttori di ovoprodotti. In questi ambiti istituzionali, siamo stati i promotori della tracciabilità delle uova a livello di allevamento, per garantire ai clienti e al consumatore finale il controllo della qualità del prodotto, dall’alimentazione degli animali alla gestione degli allevamenti di produzione e al controllo completo dei processi produttivi». Il sistema di controllo della filiera comprende tutte le fasi che portano le uova sulle tavole degli italiani: dalla produzione del mangime all’accasamento delle pollastre, dalla deposizione delle uova fino ai processi di selezionatura e imballaggio, spedizione, trasporto e, infine, consegna ai clienti.
«Tra le le sfide per il futuro – spiega Moretti – c’è quella di offrire gli ovoprodotti, ad esempio le uova liquide pastorizzate, non più solo per l’industria della pasticceria, ma anche ai consumatori. Già ora, nei supermercati, si cominciano a trovare le confezioni di uova liquide ma non solo. Uno dei nostri prodotti più rivoluzionari, ad esempio, è ‘Ovosnello’, l’albume già cotto e pronto per essere consumato, prodotto da uova di galline allevate a terra. È ricco di proteine e privo di grassi, senza glutine, senza coloranti e conservanti, senza latte e derivati».
Ma l’albume del Gruppo Moretti si può trovare anche liquido, «per la preparazione di dolci o piatti proteici. È infatti adatto anche per l’alimentazione degli sportivi». Ottenuto da galline allevate a terra, è naturalmente proteico e privo di grassi. Infine, tra gli ovoprodotti più popolari dell’azienda, c’è anche ‘Tuorlo’: disponibile in una bottiglia da 250 grammi corrisponde ai tuorli di circa 12 uova ed è il prodotto ideale per la preparazione di prodotti da forno, dolci e creme.
«L’altra sfida del futuro – sottolinea Moretti – è la trasformazione degli allevamenti: ci si sta spostando su uova da galline allevate con sistemi diversi, a terra, all’aperto e in modo biologico. Lo chiede il mercato per una questione, fondamentalmente, di benessere animale. Un passaggio non facile, perché chi ha gli allevamenti sta ancora ammortizzando le spese per adeguare le gabbie alla normativa europea del 2012 che prescriveva di trasformarle in ambienti arricchiti».

Nuova sede a Toronto
Investiti 28 milioni di dollari

Eataly, la dieta mediterranea sbarca in Canada

Eataly ha aperto una sede anche in Canada, nella capitale Toronto, in Bay and Bloor Street. L’investimento è stato di 28 milioni di dollari canadesi e creerà a regime 450 posti di lavoro. A Eataly Toronto saranno rappresentati 100 marchi italiani, che sbarcano per la prima volta in Canada portando 10mila prodotti. A questi si affiancano 50 prodotti canadesi di alta qualità. «Toronto – spiega Nicola Farinetti, figlio del patron Oscar e recentemente nominato amministratore delegato di Eataly – ha una cultura alimentare molto radicata ed è la patria della quarta comunità italiana più numerosa nel mondo».


Packaging a impatto zero
I verdi orizzonti di Morc2

L’azienda faentina punta al mercato dei motori a batteria

Dal 2016 è partecipata, con una quota non di maggioranza, da Ima, multinazionale di Bologna leader mondiale nel settore delle macchine per l’impacchettamento

di Sara Servadei
FAENZA (Ravenna)

Dai prodotti alimentari alla cosmetica, dai farmaci fino alle auto elettriche. Tutto passa da Faenza, dalla sede di Morc2, azienda leader nella progettazione e produzione di impianti di movimentazione automatica all’interno delle industrie manifatturiere. La ditta in particolare si occupa di convogliatori ed automazioni da abbinare a macchine automatiche di processo, di confezionamento e imballaggio. In parole povere, si tratta di nastri trasportatori che collegano macchine per packaging, quelle che impacchettano i prodotti di uso comune. «Siamo un’azienda – spiega Giuseppe Zaccaria, titolare dell’impresa assieme a Roberto Mazzoni – in grado di progettare impianti industriali per clienti che poi utilizzano i nostri prodotti in tutto il mondo».
Morc2 è nata nel 1996 in un piccolo ufficio a Faenza, e negli anni si è ampliata, incurante della crisi, fino all’attuale sede di via Urbania in uno spazio di oltre 4500 metri, con circa 30 dipendenti e un fatturato in costante crescita. Strizzando l’occhio all’ecologia, poi, l’azienda è stata progettata a ‘impatto zero’, grazie all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili che rendono la ditta quasi autonoma da questo punto di vista. Dal 2016 Morc2 è partecipata, con una quota non di maggioranza, da una multinazionale italiana, la Ima di Ozzano Emilia (Bologna), il colosso costruttore di macchine automatiche leader mondiale con oltre 30 aziende sparse in tutto il mondo.
Grandi sfide culturali e opportunità ‘green’ hanno spinto Morc2 a introdurre sul mercato i primi impianti di movimentazione per l’assemblaggio di motori per veicoli elettrici: si prevede che nel 2030 un’auto su due sarà elettrica. Inoltre Morc2 sta massicciamente orientando le proprie forze nella produzione di nuove linee di trasporto per la movimentazione di prodotti di consumo eco-compatibili e plastic free.