FARE AFFARI È UN GIOCO

Ora l’obiettivo è puntare sull’Italia
«Una scuola per formare talenti
E investirò con Sweet Capital»

LONDRA

DOPO 27 anni trascorsi all’estero, nella costruzione di una bella storia di successo, Riccardo Zacconi sta pensando con che cosa potrebbe contribuire al progresso della sua povera Italia, che fa fatica a crescere come dovrebbe.

A cosa sta pensando?

«Il mio obiettivo è fare in modo, da qui a dieci anni, che in Italia ci siano più società tecnologiche di successo. Per dare una prospettiva alla nuova generazione di talenti ed evitare che vadano all’estero, bisogna offrire delle opportunità di alto livello, che oggi in Italia non ci sono».

Come?

«Per competere nel settore tech a livello mondiale ci vuole una preparazione d’avanguardia. Mi piacerebbe portare in Italia una scuola per preparare gli imprenditori di domani, come l’Ecole42 di Xavier Niel, il fondatore di Iliad che ha rivoluzionato la telefonia francese. E’ una scuola completamente gratuita per imparare a programmare a livello molto elevato. Entrare è molto difficile, sono ammessi solo 800 ragazzi all’anno, ma l’aspetto più interessante è che l’unica condizione per entrare è di passare un test di logica. Non serve una laurea né preparazione di alcun tipo e chiunque tra i 18-30 anni può partecipare al test. Sto lavorando per portarla in Italia con una struttura no profit».

Nessun investimento per ora?

«Non abbiamo ancora investito in società italiane, ma spero di poterlo fare con il mio fondo Sweet Capital. Ad oggi ho fatto 23 investimenti, in media da circa 500mila dollari l’uno. Focus principale sono le mobile app per il mercato consumer, per esempio Hooked, che ha reinventato il modo di leggere libri gialli in formato messenger. Caratteristica fondamentale è che le idee siano veramente innovative a livello internazionale e che il team sia molto bravo non solo nella strategia ma anche nella esecuzione del prodotto e nel marketing ».

E poi?

«Con Luca Ascani, il fondatore di Populis, stiamo lavorando a un piano più ampio per sviluppare il settore tech in Italia. La prima edizione del Founders Forum, il network di creatori d’imprese innovative di successo, che abbiamo portato a Roma l’anno scorso, ha avuto un ottimo riscontro, sia tra gli italiani sia tra gli imprenditori e investitori esteri. Ma questo è solo l’inizio».

Elena Comelli

Di |2018-11-05T14:35:01+00:0005/11/2018|Primo piano|