Energia, l’efficienza è un affare
Con l’algoritmo di Innowatio le imprese sono più ricche

ROMA

DIGITALIZZARE. Talmente nell’uso che la parola sembra ormai quasi priva di significati intrinseci. «Ma nel 2006, per esempio – sottolinea Fabio Leoncini, amministratore delegato e cofondatore di Innowatio – la digitalizzazione non c’era». Ecco, la digitalizzazione spostata nel settore energetico ha comportato una rivoluzione e per una società nata nel 2008 per ottimizzare il consumo di energia e di ridurne i costi anche al momento dell’acquisto comporta un immenso territorio di business su cui lanciarsi, oggi il primo virtual power plant europeo, ovvero una maxi centrale virtuale che distribuisce energia da diverse fonti di approvvigionamento. In otto anni fatturato a un miliardo e seicento milioni, acquisizioni di società in Germania (la società Clens), un parco di 2.700 clienti tra cui alcuni molto grandi come Tenaris, Siad, il consorzio Centomilacandele (Achan, Coin, Esselunga, Pam), Arvato Bayer, Brembo, Wind, Bennet, Vodafone, 250 dipendenti e volumi di energia gestiti pari a 22 Terawattora. Con il vantaggio di avere tra i soci fondatori Brembo e Dalmine, imprese interessate ad abbattere i costi di produzione, a partire da quelli energetici (nell’azionariato ci sono anche Rocca, Sestini, Lombardini, Foppa Pedretti, Radici).

MA COSA FA Innowatio? Assiste i propri clienti – industrie, terziario e PA – con l’obiettivo di ridurre la spesa energetica mediante l’adozione di soluzioni tecnologiche e innovative per conseguire una gestione intelligente del portafoglio e dei consumi energetici intervenendo sul prezzo (attraverso la gestione dinamica delle forniture) e sulle quantità di energia consumata (attraverso interventi di efficientamento energetico). «Lavoriamo sull’acquisto e sul consumo. Bisogna essere bravi a comprare e bravi a consumare», aggiunge Leoncini. Una delle caratteristiche più distintive di Innowatio è la totale indipendenza dai fornitori e la trasparenza nei confronti del cliente, con il quale si condividono gli utili conseguiti, cercando di essere profit sharing (per dinamiche relative al prezzo) e saving sharing (per dinamiche relative al consumo). «Chi consuma non ha idea di quanto consuma. Noi lavoriamo molto sull’utilizzo di quel che c’è. La grande distribuzione ha apparecchi con tecnologia che permette di avere assetti variabili –dice ancora Leoncini –. La verità è che nessuna società che dispone di questa tecnologia la usa pienamente tanto da ottimizzarla. Noi riusciamo a sapere in tempo reale quel che accade in tutti i locali attraverso gli algoritmi. La tecnologia così viene ottimizzata».

LA DIGITALIZZAZIONE interviene nel controllo degli impianti. L’installazione di una semplice centralina e di sensori in grado di misurare parametri quali l’illuminazione, la temperatura, la CO2, l’umidità, consentiranno di governare in maniera flessibile il consumo di energia adattandolo all’ambiente circostante. Il tutto avverrà attraverso un algoritmo e chiunque attraverso una app potrà governare in maniera flessibile l’energia. Innowatio è in grado di governare i consumi di energia, e chi si è affidato ai servizi offerti dal Gruppo ha conseguito risparmi di oltre il 30% sulla propria bolletta senza sostanzialmente fare nulla se non consentire l’installazione di sensori nei propri ambienti e accettare una gestione da remoto, dalla sede ipertecnologica di Bergamo, il Kilometro Rosso. Innowatio, inoltre, è già attiva nella gestione in ottica smart city dei comuni di Desenzano del Garda, Lumezzane, Albino, Casteggio e Carpenedolo.

f.l.

 


Goodyear

Eagle 360, la gomma intelligente

Giuseppe Catapano

BOLOGNA

SARÀ in grado di sentire, decidere, interagire e persino modificarsi. Una sfera: osservandola, è difficile intuire di cosa si tratta. È uno pneumatico. Del futuro. Si chiama Eagle 360 Urban, è pensato da Goodyear e al momento è un concept. Un’idea di come potrebbe essere che però ha già una forma e una sostanza esibita ad Autopromotec, la rassegna delle attrezzature automobilistiche e dell’aftermarket che si è svolta a Bologna. Eagle 360 Urban è il primo pneumatico che funziona con l’intelligenza artificiale, è dotato di una pelle bionica con una rete di sensori che ne permettono di controllare lo stato e di ‘dialogare’ con ambiente e altri veicoli. Tutto questo sarà possibile quando le auto a guida autonoma diverranno realtà. «Crediamo da sempre nell’innovazione – premette Andrea Scaliti, communication manager di Goodyear – tanto che ogni anno a Ginevra presentiamo dei concept, qualcosa che anticipa il prototipo. È una prova di alimentazione del dibattito per generare idee che possano rappresentare il futuro della mobilità. Stiamo studiando i grandi trend in prospettiva, non potevamo non considerare le auto a guida autonoma». E i problemi (da risolvere) che ne conseguono: consumi, sicurezza, ‘dialogo’ tra auto, città e altre vetture. Eagle 360 Urban punta a risolverli. «Abbiamo inserito un’unità di intelligenza artificiale che, sulla base informazioni, riesce a cambiare la struttura dello pneumatico. Il battistrada ha una pelle bionica, con un polimero che va ad alterarsi: se piove si creano dei piccoli avvallamenti per permettere di evacuare meglio l’acqua. Quando invece l’asfalto è asciutto la struttura è più uniforme».

NON SOLO. «L’intelligenza artificiale – continua Scaliti – memorizza le decisioni prese e può suggerire lo stesso comportamento ad altre auto». Quando? «Tra una ventina d’anni, cioè quando immaginiamo che la prospettiva delle auto a guida autonoma possa diventare concreta. Intanto lavoriamo con gli operatori del mercato per adattare l’innovazione. Quello che c’è oggi può essere modificato». Intanto Eagle 360 Urban ha riscosso successo ad Autoprometec. «Molti visitatori ci hanno chiesto informazioni, altri lo conoscevano già. Questo pneumatico fa sognare le persone».