Esplosione di qualità e prodotto

Marche, la culla di Bacco
«Giovani e investimenti per vigneti da primato»

Un settore traino, l’enologico, per l’intera Regione. Riconoscimenti a bianchi e rossi, incremento delle terre coltivate, export in alto. Parla Alberto Mazzoni, dell’Istituto di tutela vini.

PER CAPIRE quanto sia in salute il vino delle Marche, la cui maggioranza delle aziende aderisce all’Istituto marchigiano di tutela vini, basti vedere il numero di «Tre Bicchieri» al Gambero rosso colti dal Verdicchio: 14 su 20 assegnati alle Marche dalla Guida Vini d’Italia 2017, tre in più rispetto allo scorso anno e il 40% in più rispetto al 2011. A conferma della vocazione bianchista della regione, sono stati17 i vini bianchi premiati con il massimo riconoscimento dalla guida, di cui 14 delle aziende aderenti all’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt). Bene anche il Rosso Conero, prima doc rossa nata nelle Marche, che conquista un Tre Bicchieri. «Siamo orgogliosi – dice il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzoni – di questa crescita complessiva delle Marche del vino, a partire dal Verdicchio, nella sua doppia accezione dei Castelli di Jesi e di Matelica. Una crescita qualitativa del prodotto enologico marchigiano che sembra fare breccia anche sui mercati internazionali. Secondo Istat infatti nel primo semestre di quest’anno, le esportazioni dei vini da uve della nostra regione sono cresciute del 3,9%, il 34% in più rispetto all’incremento medio nazionale sullo stesso periodo. Fa piacere inoltre riscontrare – ha aggiunto Mazzoni – una forte vitalità del sistema produttivo, anche grazie a nuovi investimenti e a giovani produttori che lavorano puntando sulla qualità e sulla distintività del prodotto autoctono».

SONO LE IDEE a muovere l’attività di Imt e tra queste una ha ottenuto un clamoroso successo, direttamente da Expo: «Per tutta la scorsa estate – spiega Mazzoni – il Rosso Conero è arrivato nei ristoranti della Baia di Portonovo anche in mescita, grazie ai wine dispenser “Red Marine Wine” realizzati nell’ambito dell’omonima campagna di promozione dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. È stata una splendida occasione per scoprire la morbidezza e la sapidità che questo ‘rosso affacciato sul mare’ acquista in versione fredda (temperatura di servizio: 15°circa) e il suo insolito abbinamento con i piatti a base di pesce e di moscioli dell’Adriatico.

NEGLI 11 RISTORANTI aderenti, che hanno esposto la vetrofania Red Marine Wine, era presente inoltre una carta dei vini ‘ad hoc’ con QR code in grado di fornire in tempo reale su smartphone la geolocalizzazione e le informazioni delle cantine produttrici di Rosso Conero. Red Marine Wine è stata la campagna sul Rosso Conero promossa da Imt che per la prima volta ha messo insieme 20 aziende produttrici (pari al 90% della denominazione) in un progetto di promozione realizzato in sinergia con i ristoranti della Baia di Portonovo. Obiettivo della campagna, che ha visto anche una pagina Facebook dedicata, era il rilancio di una denominazione caposaldo della viticoltura marchigiana attraverso un brand che ne rievocava il terroir e l’incontro tra il mare della Baia di Portonovo e il Monte Conero ». Nelle Marche ci sono 17.264 ettari di vigneto, 14.190 aziende (1,2 gli ettari di superficie media) e 20 denominazioni (5 docg e 15 doc, oltre all’Igt Marche). Il vino è la prima voce dell’export agroalimentare regionale e influisce, in valore, su quasi un quarto dell’intero commercio.

LE MARCHE del vino registrano, secondo i dati Istat, una crescita in valore dell’export di circa il 40% negli ultimi 10 anni, passando da 34 milioni di euro nel 2005 a 47,4 milioni nel 2015, mentre nel 2016 si registra una ulteriore crescita. All’estero a volare è soprattutto il Verdicchio: nella top 5 dei mercati target figurano gli Usa (vale il 22% dell’export), il Nord Europa – Belgio e Olanda in primis (20%) – Germania (17%), Regno Unito (8%) e Cina (6%) (Fonte: Survey Wine Monitor Nomisma 2015). La vitivinicoltura delle Marche negli ultimi 10 anni ha visto un grande sviluppo, con oltre 4mila ettari di vigneto rinnovati: «Se la crisi si è rivelata dirompente per diverse eccellenze produttive, l’agroalimentare e in primo luogo il vino, hanno tenuto e oggi sono una leva di rilancio importante per l’economia regionale», conclude Mazzoni.

Cinque docg
e quindici doc

Nelle Marche ci sono 17.264 ettari di vigneto, 14.190 aziende e 20 denominazioni (5 docg e 15 doc, oltre all’Igt Marche)

Il 22% dell’export
negli Stati Uniti

Nella top cinque dei mercati target figurano gli Usa (22% dell’export) e molto il Nord Europa.

Quattromila ettari
di vigneti rinnovati

La vitivinicoltura delle Marche negli ultimi 10 anni ha visto un grande sviluppo, con oltre 4mila ettari di vigneto rinnovati.

Di | 2018-05-14T13:15:04+00:00 07/12/2016|Focus Distretti|