ENERGIA E AMBIENTE

Eni cura il suo Giardino Circolare
«Materiale da costruzione green
ricavato dal micelio dei funghi»

Alberto Pieri
ROMA

UN MATERIALE organico – il micelio dei funghi – per una installazione che parla di economia circolare. E’ questo il modo scelto da Eni per partecipare al FuoriSalone. ‘The Circular Garden’, progettata dallo Studio di design Carlo Ratti Associati, è stata creata all’Orto Botanico di Brera. E’ ‘circolare’ e grazie all’utilizzo del micelio è composta da strutture che, al termine della mostra, saranno smantellate e riutilizzate in qualità di fertilizzante. I funghi possono essere utilizzati come materiale da costruzione economico e del tutto riciclabile.

PER CREARE strutture fatte di micelio, ovvero le radici fibrose dei funghi, si inizia identificando un substrato organico – segatura, canapa o fieno – come sostanza nutritiva. Il substrato inoculato dal fungo viene quindi posizionato all’interno di uno stampo. A questo punto il micelio si espande e va a riempire tutto lo spazio a disposizione, diventando duro e resistente. Sottoposti ad alte temperature, i funghi vengono quindi disidratati, lasciando una struttura elastica che può essere utilizzata per costituire la forma desiderata.

RISPETTO alle tempistiche, per riempire uno stampo di un metro cubo di micelio occorre circa un mese e mezzo: 3 settimane di crescita e asciugatura, 3 settimane di disidratazione. Ecologico, totalmente riciclabile è un materiale perfetto per quello che Eni vuole comunicare: l’impegno per l’economia circolare, tema al quale il cane a sei zampe tiene molto e nel quale ha impegnato molte risorse.

ALL’INTERNO del libro “The Circular garden” distribuito l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha spiegato come la società intenda favorire «un’economia nuova, basata sulla riduzione, il riutilizzo e riciclo degli scarti e su uno sfruttamento meno intensivo delle risorse. Un’economia circolare, in cui il rifiuto ha il valore di una nuova risorsa e permette di creare nuova energia e nuovi prodotti». E non è solo teoria. Basti pensare alla bioraffineria di Venezia, a Porto Marghera, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in una bioraffineria in grado di produrre biocarburante di qualità, l’Enidiesel+, che contiene il 15% di componente vegetale. Un esempio che farà da apripista perchè si stanno ultimando i lavori per la trasformazione della bioraffineria di Gela.

INSIEME, dal 2021, consentiranno di superare la quota di un milione di tonnellate di biodiesel prodotto da Eni in Italia. E poi ci sono l’accordo per la raccolta degli oli usati; l’impianto pilota per la produzione di bio-olio da rifiuti organici; la produzione di olio microbico da rifiuti di biomassa lignocellulosica (come la paglia di grano, paglia del mais e altre materie prime di risulta); il servizio ‘CappottoMio’ per la riqualificazione energetica de condomini; l’impegno di Versalis, la società di Eni che opera nella chimica, che opera su tre direttrici strategiche: la diversificazione del feedstock, l’eco-design, e lo sviluppo di tecnologie di riciclo dei polimeri. Molte azioni da comunicare, grazie ai funghi.

Di |2019-04-15T09:19:08+00:0015/04/2019|Imprese|