EMANUELE GRIMALDI

Un futuro green per il re dei traghetti
«Le mie navi useranno motori ibridi»

Nino Femiani
NAPOLI

cost of zofran generic LA SUA AZIENDA è nata nel 1947, quando suo padre Guido, ai tempi del Piano Marshall, comprò una nave negli Usa, una «liberty». Nipote di Achille Lauro (la nonna Amelia era sorella del Comandante), Emanuele Grimaldi, 62 anni, è amministratore delegato di un gruppo che conta 15mila dipendenti, 120 navi, un fatturato di 3 miliardi con un utile netto di 300 milioni, primo al mondo nel trasporto di mezzi pesanti su navi. È stato presidente di Confitarma (la Confederazione italiana degli armatori) e, giorni fa, come ceo della società controllata Finnlines, ha ricevuto l’alta onorificenza di Commendatore dell’Ordine Cavalleresco del Leone di Finlandia.

Settanta anni per creare un colosso del mare. Quali sono stati i passaggi strategici?

«Negli oltre 70 anni di storia del nostro gruppo i passaggi strategici sono stati tanti, ma quello decisivo è stato quando abbiamo optato per specializzarci nel trasporto marittimo di rotabili. Questa scelta ci ha portato a crescere nel corso degli ultimi venti anni, a diventare leader mondiali in questo settore».

In sede di bilancio 2017 avete anche presentato un piano di investimento da un miliardo. Come sarà spesa questa cifra?

«Attualmente, abbiamo in ordine circa 20 navi ro/ro oltre all’allungamento di due cruise ferry. L’obiettivo è costruire le navi del futuro che saranno più ‘green’, più tecnologiche e con una capacità di carico maggiore».

Autostrade del mare, se ne è incominciato a parlare venti anni fa. A distanza di un ventennio come è la situazione? E l’incentivo Marebonus può davvero contribuire a sviluppare il trasporto combinato strada-mare?

«Le autostrade del mare sono una realizzazione di successo, essendo cresciute notevolmente nel corso degli ultimi anni in tutta Europa. Nel nostro caso, in particolare, operiamo oltre 120 autostrade del mare nel Mediterraneo e in Nord Europa per il trasporto di merci rotabili (auto, furgoni, camion, trailer) e passeggeri. Un contributo a questa crescita della Autostrade del mare in Italia lo sta dando il Marebonus, una best practice tutta italiana, incentivando l’utilizzo della modalità marittima da parte degli autotrasportatori».

Il Gruppo Grimaldi intende puntare sulle cosiddette navi ibride. Ci spiega cosa sono e perché sono così importanti per l’ambiente?

«Si tratta di navi ro/ro che utilizzeranno carburante fossile durante la navigazione ed energia elettrica durante la sosta in porto, garantendo zero emissioni durante la sosta: in banchina potranno infatti soddisfare le richieste di energia per le attività di bordo con la sola energia elettrica immagazzinata da mega batterie a litio che si ricaricano durante la navigazione. Si eviterà così che le navi, mentre si trovano ferme in porto, emettano gas nocivi ».

L’armatore Vincenzo Onorato ha acceso una infuocata polemica nei vostri confronti. Vi accusa di aver puntato troppo sui marittimi stranieri, che costerebbero poco, a danno degli italiani. Come replica?

«Replico con cifre alla mano: su circa 14.800 dipendenti impiegati dal nostro gruppo a livello mondiale, solo 2.200 sono extracomunitari, neanche il 15% del totale. Questi dati sono contenuti nel nostro report di sostenibilità 2017, certificato dalla Kpmg. Aggiungo che il numero di italiani e altri europei imbarcati sulle nostre navi è di gran lunga superiore a quanto richiesto dalle normative nazionali e internazionali. Invece chi impiega marittimi italiani per il cabotaggio nazionale, fa solo il suo dovere ».

In questi anni avete garantito la continuità territoriale via mare con isole come Sicilia e Sardegna. E avete sostenuto di farlo senza godere di agevolazioni di altri armatori che, se non ricordiamo male, ritenete che droghino il mercato. Qual è il vostro punto di vista?

«Effettivamente, i nostri collegamenti per la Sardegna e la Sicilia vengono effettuati senza alcun contributo statale che, invece, viene erogato ad alcuni nostri concorrenti. La nostra ferma posizione è che l’attuale regime di contributi statali a sostegno della continuità territoriale debba essere abolito o drasticamente ridotto ad una frazione di quello attuale, perché genera uno sperpero di denaro pubblico oltre che una ingiusta distorsione della concorrenza. Vi sono tanti settori dell’economia dove questi soldi potrebbero essere spesi in modo più efficace quali la sanità, l’istruzione, il sostegno alle fasce più deboli della popolazione».

Il Registro internazionale italiano compie proprio in questi giorno i 20 anni. Ha aiutato gli armatori e l’occupazione. Ma un decreto legislativo che incentiva l’occupazione italiana trova la sua contrarietà tenace. Lei sostiene che deprimerebbe l’occupazione e che addirittura gli armatori scapperebbero dall’Italia. Cosa non le va giù?

«Dalla sua creazione, circa 20 anni fa, il Registro Internazionale ha avuto effetti benefici sull’occupazione di marittimi italiani. Un cambiamento di regime rischia di spingere molti armatori a trasferire su altre bandiere più competitive (europee incluse) parte del proprio naviglio. Il risultato sarà esattamente l’opposto: una perdita di posti di lavoro per i marittimi italiani che rischiano di essere sostituiti da personale di altre nazionalità ».

Il suo gruppo, negli ultimi anni, sta intensificando il suo impegno nel segmento turistico. In futuro avremo crociere targate Grimaldi che faranno concorrenza a Costa e Msc?

«Le crociere non sono nei nostri piani per il futuro. Preferiamo concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio e dove siamo i leader: il trasporto di rotabili e di passeggeri».

Di | 2018-07-23T15:14:07+00:00 23/07/2018|Primo piano|