L’economia si impara tra i banchi di scuola

Il progetto di Bper per gli studenti

Il vicedirettore Cerfogli: «Chi ha maggiore conoscenze del settore risparmia di più, investe meglio e sa gestire i propri debiti»

di Francesco Gerardi
MODENA

Da qualche anno si è presa coscienza della scarsissima diffusione delle conoscenze economiche e finanziarie tra i cittadini italiani, certificata da tutte le misurazioni di settore, e si è deciso di fare qualcosa per un problema che, ormai è chiaro a tutti, non è solo culturale ma ha ricadute tangibili nella vita quotidiana. Meglio tardi che mai. Insomma, ci si è rimboccati le maniche e sia a livello governativo con il Comitato del Mef, sia a livello di società e istituzioni no profit e bancarie.
Ma a incidere nelle classifiche internazionali non sono quelle per gli adulti: è ai giovanissimi, i cittadini attivi del futuro, che occorre rivolgersi e l’aspetto più complesso sta nel riuscire a farlo nei modi adeguati. In questa direzione va il progetto ‘GRANDE! Campioni di economia’, una proposta di BPER Banca al quarto anno di vita che rappresenta la nave ammiraglia di un’offerta formativa complessiva di alfabetizzazione finanziaria. Un’iniziativa per i bambini delle primarie a cui hanno aderito in questo anno scolastico mille scuole e un totale di 20mila alunni, che intraprendono un viaggio interattivo alla scoperta dei più importanti principi economici. L’iniziativa viene raccontata anche sul canale tv Boing dai personaggi Billo e Perla. «Quello che abbiamo avviato negli ultimi anni è un grande progetto complessivo. Per noi è una vera e propria mission aziendale. Il punto è che riteniamo di doverci impegnare affinché le banche recuperino centralità nella vita delle persone e delle imprese. E questo lo si ottiene anche diventando sempre più utili alla società in modi nuovi», racconta Pierpio Cerfogli (nella foto), vice direttore generale e Cbo di BPER Banca.
E uno di questi modi nuovi è l’educazione finanziaria?
«Assolutamente. Abbiamo le competenze per poter insegnare ai giovani come pianificare il futuro ed è importante che da subito comincino ad acquisire gli strumenti per farlo. Ovviamente nei primi anni si tratterà di una pianificazione molto semplice: come spendo, per cosa, quanto risparmi. È dimostrato che chi ha maggiore conoscenza finanziaria risparmia di più, investe meglio, si indebita meno e gestisce meglio il proprio debito».
L’età quindi è cruciale…
«Sì, è fondamentale accendere questa fiammella molto presto, anche perché nella vita siamo chiamati a fare scelte in campo finanziario che richiedono una certa capacità di ragionamento oltre che una minima competenza tecnica».
Più nel dettaglio in cosa consiste il progetto?
«Nell’idea di portare l’educazione finanziaria nelle scuole primarie come elemento formativo aggiuntivo, extradisciplinare. Nello specifico abbiamo distribuito a ciascun alunno un libro davvero interessante con un QR code collegato ai cartoni animati, per raccontare i segreti delle maggior teorie economiche. I risultati ci hanno premiato e i numeri sono notevoli: pensi che in questi anni abbiamo coinvolto ben 70mila bambini di 5mila classi su tutto il territorio nazionale».
Davvero un grande riscontro, considerata la difficoltà di interessare a temi notoriamente percepiti come difficili e pesanti.
«All’inizio anch’io temevo che ci fosse il rischio di annoiare, invece non è andata così. Gli alunni hanno capito che l’economia è presente nelle nostre azioni quotidiane. Siamo riusciti a far passare il messaggio che conoscere le regole, quando ad esempio valutiamo l’acquisto di qualunque cosa, ha un valore fondamentale e ci fornisce un attrezzo indispensabile per diventare adulti».
E a chi pensa che le banche siano in conflitto di interessi in queste attività?
«A chi pensa questo rispondo che certe logiche sono, e devono essere, completamente da superare. Vede, per una banca nulla è più importante, nel tempo, che rendersi utile e necessaria all’ambiente che la circonda».

Quiz, incontri e giochi
Il risparmio che diverte

Oltre 600 eventi in tutte le regioni d’Italia

ROMA

Si è chiusa con un ottimo bilancio la seconda edizione del ’Mese dell’Educazione Finanziaria’, organizzato dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. I numeri sono da record: 602 appuntamenti all’attivo e la partecipazione di tutte le regioni d’Italia. Nel dettaglio, il calendario 2019 ha fatto registrare ben 252 appuntamenti in più rispetto ai 350 dello scorso anno (+72%), organizzati in tutte le regioni d’Italia, anche se Lombardia (143), Lazio (89) e Veneto (42) da sole hanno fatto registrare quasi la metà degli eventi.
La gran parte degli appuntamenti ha riguardato l’educazione finanziaria (510), seguita da quella previdenziale (64) e assicurativa (28). Tante le modalità con cui si è fatta informazione: incontri, workshop, seminari, lezioni, ma anche giochi e quiz. E tante sono state anche le categorie coinvolte. Il maggior numero di eventi è stato pensato per gli studenti delle Scuole secondarie di primo e secondo grado e delle Università (310), seguiti dagli adulti (120). Non sono mancati però appuntamenti rivolti alle famiglie, ai professionisti e alle imprese, ai bambini, alle donne e ai migranti.
Il successo dell’edizione 2019 del Mese dell’educazione finanziaria si misura, quest’anno, anche sulla base della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini attraverso i social network. La neonata pagina Facebook del Comitato – a poche settimane dal debutto – per esempio conta oltre 18.000 nuovi fan. «Abbiamo trasformato l‘Italia in un grande laboratorio, pieno di eventi creativi e innovativi – dice Annamaria Lusardi, direttore del Comitato – . Ora dobbiamo fare tesoro del lavoro fatto, delle esperienze sui territori, dei bisogni dei cittadini ».