ECCELLENZE TRICOLORI

Shopping d’Oltralpe per Piquadro
«Rilanciamo le borse della Bardot»
Operazione pagata con i futuri utili

Giuseppe Catapano
BOLOGNA

LA LUNGIMIRANZA non gli è mai mancata. Lungimirante è stato quando, nel 1987, ha fondato Piquadro: oggi il gruppo è leader nel settore degli accessori in pelle, con un fatturato vicino ai 100milioni di euro. Lo è stato anche quando ha capito che la quotazione in Borsa era un’opportunità da sfruttare, così come nel momento in cui gli è venuta l’intuizione – un anno e mezzo fa – di acquisire The Bridge, marchio storico toscano. Marco Palmieri, presidente e ad di Piquadro, ha messo a segno l’ultimo ‘colpo’ pochi giorni fa con un’altra operazione che conferma ambizioni (e forza) dell’azienda bolognese: l’acquisizione da Richemont dello storico marchio francese Lancel – nato nel 1876 e noto anche per aver prodotto un modello di borse in omaggio a Brigitte Bardot – con l’obiettivo di rilanciarlo. Tra Francia e Svizzera, l’àncora di salvezza è un gruppo italiano. Tecnicamente Piquadro si è presala società di diritto svizzero Lancel International Sa. Con una particolarità: come contropartita per l’acquisizione, Richemont riceverà una quota degli utili realizzati da Lancel nei prossimi dieci anni per una cifra complessiva non superiore ai 35 milioni di euro.

LA MAISON ha chiuso l’ultimo esercizio con un fatturato di 53 milioni di euro e un Ebitda negativo per 23 milioni di euro, il gruppo ha una posizione finanziaria netta positiva di circa 41 milioni di euro e un patrimonio netto stimato di circa 36 milioni. Marco Palmieri, serviva Piquadro per rilanciare Lancel.

È un altro successo: il più importante?

«Ogni brand vale tanto per noi: quella di Lancel è stata certamente l’operazione più complessa. In effetti Richemont ci ha chiesto il rilancio. Parliamo di una delle realtà del settore più importanti al mondo, che ha sempre avuto a cuore il futuro del brand e che ci ha messo nelle migliori condizioni per cominciare un percorso virtuoso. Siamo stati considerati il soggetto migliore».

Il marchio è storico, importante.

«Ci sono stati riconosciuti rigore, trasparenza e conoscenze. E l’abbiamo spuntata». Così come era successo con The Bridge. «Quell’azienda è ristrutturata e già in equilibrio. The Bridge sta andando bene e siamo contenti dell’operazione».

Lancel è un’altra sfida.

«Molto importante». Un’azienda italiana acquisisce uno storico brand francese. Non è una duplice soddisfazione? «Io sono soddisfatto soprattutto per ciò che rappresenta Lancel, per il valore e la storia che porta con sé quel marchio. Ma, ammetto, un po’ anche perché l’abbiamo acquisito noi italiani…».

Come ha fatto a convincere Richemont?

«Ci siamo fatti conoscere per ciò che siamo. E abbiamo condotto una trattativa seria e rigorosa».

Che è stata conclusa con un accordo non usuale: non c’è una cifra stabilita, ma verserete una quota degli utili per i prossimi dieci anni.

«L’accordo è frutto di una trattativa: ci siamo messi a disposizione per condurre un percorso di riposizionamento e garantire una svolta anche dal punto di vista finanziario. La soluzione limita i rischi per il nostro gruppo che apporta competenze di tipo industriale. Abbiamo un approccio al mercato e competenze industriali, anche in termini di ricerca e sviluppo, che ci rendono competitivi».

Farete altre acquisizioni?

«Ne abbiamo concluse due importanti. Resteremo con gli occhi aperti per intercettare eventuali altre opportunità». Piquadro sempre più internazionale? «Nelle intenzioni è così».

Trent’anni fa, quando tutto è cominciato, immaginava una simile evoluzione?

«Quando si comincia la visione non è così chiara. Ci sono istinto e passione, meno razionalità. La chiave del successo di un imprenditore è la capacità di guardare avanti. Si desiderano fans più che clienti: quando sono partito sognavo di averne tanti…».

La quotazione in Borsa, un’altra sfida vinta?

«Un passaggio naturale, perché all’inizio ci siamo fatti finanziare dai fondi di investimento» Ora sotto con Lancel. «Siamo già al lavoro». Cosa si può fare di più? «Aumentare il numero dei fans per ogni marchio».

Di | 2018-06-12T11:16:43+00:00 12/06/2018|Imprese|