DOSSIER SIGEP

Gelati, pasticceria, nuove tendenze
Sigep apre la vetrina della dolcezza
e prende per la gola i mercati esteri

Mario Gradara
RIMINI

SARA’ il ministro Gian Marco Centinaio a inaugurare, sabato alle 11 alla Fiera di Rimini, la 40esima edizione del Sigep, Salone internazionale del food service, organizzato da Italian Exhibition Group. Il Sigep festeggerà la straordinaria ricorrenza puntando su nuove tendenze e mercati esteri sin dall’evento d’apertura, ‘Future is now!’, alla presenza del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, nell’Area Gelato Arena (Hall Sud).

SOTTOTITOLO dell’evento: ‘Lo scenario del foodservice dolce nel mondo, innovazione e internazionalizzazione. Tendenze, nuovi format, case history di successo’, con la presentazione dei dati di mercato e dei trend del comparto. Il 40° compleanno del Salone internazionale di gelateria, pasticceria, panificazione artigianali e caffè – dal 19 al 23 gennaio – conferma la traiettoria verso scenari globali, con un ruolo da protagonista assoluto nella filiera del food service dolce. Tra passato e futuro, Ieg, polo fieristico italiano leader per manifestazioni organizzate e di proprietà, oltre che per reddività, sta preparando una grande reunion per uno dei suoi saloni di punta. A partire da un logo creato appositamente: «40°rty for the future» il play off scelto per festeggiare quattro decenni di successi, in un’edizione ricchissima di contenuti. Un logo che evoca il passato – una storia straordinaria, quella di un successo del made in Italy costruito da artigiani e imprenditori lungimiranti e coraggiosi – ma anche la tensione verso un futuro di innovazione e sperimentazioni.

DOPO i numeri record della scorsa edizione (con 135.746 buyers italiani e 32.2020 buyers esteri provenienti da 180 Paesi) Sigep punta ad accelerare ancora, consolidandosi quale principale hub internazionale per il foodservice dolce. Noti e apprezzati gli ingredienti del successo della fiera messa in campo da Ieg: presenza dei leader in una logica di integrazione tra filiere, concorsi internazionali (tra i tanti il Campionato Mondiale di pasticceria juniores, il World Coffee Roasting Championship e il Sigep Gelato d’Oro), reunion dei maestri planetari dell’arte dolciaria, alta informazione specializzata. Il Sigep 2019 vedrà il quartiere fieristico di Rimini interamente a disposizione delle oltre 1.250 imprese protagoniste, distribuite su tutti i 129.000 metri quadrati di superficie espositiva, frutto della recente opera di ampliamento.

SARANNO dedicati alla gelateria artigianale i dodici padiglioni dell’area Ovest. La Hall Sud ospiterà il grande spettacolo di Sigep Gelato d’Oro. Cinque padiglioni per l’area dedicata al caffè, che accoglierà anche i campionati italiani baristi. I grandi eventi sono in programma al padiglione D1. Le prelibatezze della pasticceria troveranno spazio nell’area Est del quartiere, con i grandi eventi alla Pastry Arena, padiglione B5. Quelli del cioccolato al padiglione B3; la panificazione sarà al B7-D7; si ‘sposerà’ con la pasticceria nei padiglioni D6-D7-B6-B7.

LA BAKERY Events Arena (D6) vedrà protagonisti gli eventi della panificazione. Il quartiere fieristico di Rimini è raggiungibile direttamente in treno grazie alla stazione di linea (Milano-Bari) a soli 50 metri dall’ingresso Sud della manfiestazione.

Coltiviamo il futuro di DAVIDE GAETA
SCIENZA E POLITICA DIVISE DAL BIOLOGICO

UN ACCESO dibattito è scaturito sul testo di legge unificato in tema di agricoltura biologica, discusso e poi approvato nella seduta dell’11 dicembre 2018 alla Camera dei Deputati. Sessantacinque (ma la lista è crescente) ricercatori e docenti universitari, imprenditori e operatori del settore hanno inviato una ferma contestazione ai Parlamentari attraverso un documento che mira a ricevere la giusta attenzione in attesa della prossima discussione della proposta di legge che si terrà in Senato. La contestazione nasce dal fatto che gli scienziati ritengano che la Camera abbia deliberato su un tema delicato e complesso come le produzioni biologiche in agricoltura, omettendo e trascurando molte considerazioni scientifiche e lasciandosi trascinare dalla deriva populista. Il futuro dell’agricoltura, meglio, il futuro dell’alimentazione del nostro pianeta, merita, a giusto parere dei firmatari, riflessioni più documentate di quelle che spesso frettolosamente si riportano in occasioni pubbliche, compreso quanto è avvenuto nel dibattito tra i Deputati alla Camera prima della votazione. Al contrario, l’agricoltura è un sistema complesso che abbraccia l’intero pianeta gestendo 1,5 miliardi di ettari di arativi, con circa 950 milioni di aziende agricole. Ci ricordano i firmatari che il settore agricolo-alimentare sarà nei prossimi anni chiamato ad affrontare l’enorme sfida di garantire sicurezza alimentare ad un’umanità che nel 2050 raggiungerà i 10 miliardi di abitanti, che per oltre il 60% saranno inurbati, e in un contesto che vede la risorsa suolo sempre più limitata.

PER VINCERE tale sfida non è sufficiente fare appello ai valori della tradizione ma occorre viceversa mirare all’integrazione di tutte le tecnologie di precisione oggi disponibili per migliorare la sostenibilità e sicurezza delle produzioni agricole (genomica, nuove biotecnologie, proteomica, metabolomica, tecniche di difesa integrata, informatica, robotica, micro-fertirrigazione, ecc. Qual è dunque uno dei concetti ‘dolens’ che ha determinato la reazione dei ricercatori italiani? L’ipotesi che sposare acriticamente il biologico come scelta politica del nostro Paese trascuri il fatto che in pieno campo esso produce molto meno rispetto al convenzionale) in virtù, per esempio, della minore efficacia della lotta alle malerbe, della nutrizione e della difesa fitosanitaria. Da ciò deriva che se si convertisse a bio l’intera agricoltura mondiale, sarebbe necessario circa il doppio delle terre, al momento indisponibili perché occupate da praterie naturali e forestale. Se poi decidessimo di procurarci nuove terre, questo sarebbe possibile solo a seguito della distruzione di interi ecosistemi e comporterebbe altresì il quadruplicamento delle emissioni di gas serra in virtù dei dissodamenti di foreste e praterie che si renderebbero necessari. Davide.gaeta@univr.it

Di |2019-01-14T10:27:00+00:0014/01/2019|Focus Agroalimentare|