DOSSIER SIGEP

Molino Naldoni lancia ‘Scióre’
«Una nuova farina con omega 3
ideale per l’impasto della pizza»

Sara Servadei
FAENZA (Ravenna)

AL PROFUMO del pane non si può resistere. Lo sanno bene i Naldoni, la famiglia che da secoli gestisce l’omonimo molino: una farina che arriva da lontano, dall’antico stabilimento di Marzeno e dalla nuova recente sede di Faenza. E che non potrà mancare all’appuntamento del Sigep, nel quale l’azienda è ospite da vent’anni, e dove quest’anno presenterà ‘Scióre’, farina di tipo due a lunga lievitazione con germe di grano aggiunte che contiene omega 3 e omega 6. Il nome richiama i suoni tipici del dialetto napoletano e punta a finire nell’alimento più amato di tutta Italia: la pizza.

«È OTTIMA come impasto per la pizza – spiega Alberto Naldoni, titolare del molino – ma anche per altri impasti a lunga lievitazione, perché è ricca di fibre e conferisce al prodotto finale un sapore più rustico e profumato. Si tratta di una farina praticamente inedita: l’abbiamo introdotta nel nostro catalogo da circa un mesetto, dopo un lungo periodo di sperimentazione, e puntiamo a farla conoscere al Sigep». E proprio al Sigep Molino Naldoni si farà conoscere anche grazie a un evento tutto dedicato alle farine biologiche: il 21 gennaio prossimo dalle 14 nella sala Camelia del padiglione B6 al primo piano, con ospite lo stesso Alberto Naldoni, lo chef dell’osteria modenese ‘Il grano di pepe’, il docente di agraria all’Università di Bologna Giovanni Dinelli, il giornalista Gabriele Bindi, l’agronomo Diego Scudellari e Gino Fabbri, presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani.

DEL RESTO questi sono anni intensi per la famiglia Naldoni, che hanno fatto diversi grossi investimenti a partire dalla nuova sede di Faenza, che proprio a fine gennaio compie tre anni: «Abbiamo costruito un nuovo grande stabilimento con uffici, magazzino, sistema di confezionamento automatico, silos stoccaggio grano e fra pochissimi giorni partirà un nuovo impianto molitorio, in grado di macinare 280mila chili di grano al giorno – prosegue Alberto Naldoni –. Naturalmente qui avverrà tutta la produzione di farine convenzionali». L’azienda infatti convertirà il vecchio impianto ‘storico’ di Marzeno, sulle primissime colline tra Faenza e Brisighella, che prestò sarà tutto dedicato ai prodotti biologici: «Proprio al Sigep sarà lanciato un nuovo marchio che si occupa di prodotti bio, e il molino di Marzeno verrà dedicato esclusivamente a questo tipo di produzione – prosegue il titolare –. La nostra famiglia produce farina da anni e anni: la data ufficiale è il 1800, ma abbiamo trovato addirittura documenti datati 1705. E ora la nuova linea di prodotti biologici ci permette di completare la gamma di farine». Il profumo antico del pane guarda al futuro.

Di |2019-01-14T10:00:11+00:0014/01/2019|Focus Agroalimentare|